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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Coppie gay e unioni di fatto, la battaglia arriva in Parlamento
Coppie gay e unioni di fatto, la battaglia arriva in Parlamento
Tredici proposte di legge sul riconoscimento di un diritto fondamentale. Sullo sfondo le possibili spaccature tra laici e cattolici, come sulla fecondazione
Sabato 03 Luglio 2004
di l'Unità
in Vita di coppia

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ROMA Riconoscimento delle coppie gay e delle unioni di fatto, un tema delicato che dalla settimana prossima sarà all’esame della commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Sono ben tredici le proposte di legge in discussione, tra queste vi è quella del diessino Franco Grillini, sottoscritta da 161 parlamentari del centrosinistra e che introduce il Pacs (Patto civile di solidarietà) e quella dell’azzurro Dario Rivolta sottoscritta dai colleghi «laici» di Forza Italia. Il testo Grillini parla di «accordo tra due persone di sesso diverso o dello stesso sesso stipulato al fine di regolare i propri rapporti personali e patrimoniali relativi alla loro vita in comune», mentre quello Rivolta parla di «contratto concluso tra persone maggiorenni per l'organizzazione della vita in comune», come patto che si propone di «regolare le svariate forme di convivenza fra due individui, indipendentemente dalle motivazioni che li inducono a convivere».

Non sarà un iter parlamentare semplice. Vi è soddisfazione tra Ds e Verdi per l'avvio della discussione parlamentare sulle due proposte di legge. I giudizi sono, però, più articolati all'interno della Margherita, dove vi è chi è sensibile ai richiami della gerarchia ecclesiastica. C’è preoccupazione per un possibile scontro ideologico su questo tema. L’approvazione della proposta di legge Grillini sul «Pacs (Patto civile di solidarietà)» commenta Andrea Benedino, portavoce nazionale del coordinamento omosessuali Ds, «garantirebbe finalmente il riconoscimento di alcuni importanti diritti civili alle coppie di fatto etero ed omosessuali, consentendo così all'Italia di colmare su questa materia un grave ritardo rispetto al resto dell'Europa». Definisce la proposta «seria ed equilibrata». Per Enrico Buemi (Sdi) «una normativa specifica per le coppie di fatto, di sesso diverso o di egual sesso, purché maggiorenni, è una necessità che deve essere rapidamente soddisfatta se viviamo in un paese civile». Lo ritiene «un necessario strumento di tutela dei diritti e degli interessi di quanti convivono, per le ragioni più diverse».

«Non è possibile il riconoscimento delle coppie di fatto, eterosessuali o omosessuali» commenta il parlamentare della Margherita, Giuseppe Fioroni. «Sbaglia e parla a titolo individuale» gli ribatte Pierluigi Mantini, membro del direttivo della Margherita che difende la proposta del «patto di solidarietà». Ricorda come sia stata sottoscritta da molti parlamentari del suo gruppo e la definisce una legge «equilibrata e prudente», «in linea con gli ordinamenti civili europei», «che attua principi costituzionali senza in alcun modo scalfire il modello della famiglia basata sul matrimonio». «Una divisione tra laici e cattolici sul tema - conclude il «cattolico» Mantini - sarebbe arcaica, politicamente grave, infondata». La Verde Luana Zanella cita i dati Istat sulle separazioni e sui divorzi che «confermano un rapido cambiamento di comportamenti, desideri e bisogni». «Il parlamento - afferma - deve mettersi in sintonia con la società». Da qui l’ invito ai parlamentari laici a «far sentire la propria voce, evitando il ripetersi di catastrofiche maggioranze che hanno imposto al paese provvedimenti liberticidi, lontanissimi dal paese reale». Il suo collega di partito, Paolo Cento, giudica «molto positiva la decisione della As Roma di equiparare nella campagna abbonamenti 2004 2005 coppie di fatto e famiglie». Per Riccardo Pedrizzi (An) equiparare «la famiglia costituzionalmente intesa alle libere e private convivenze, sarebbe una profonda ingiustizia e una discriminazione sociale» nei confronti delle coppie regolari.





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