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| Milano. L´amore di Sara e Stefania "Non bisogna più nascondersi" |
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| Sono fidanzate da quattro anni e hanno aperto un agriturismo nel Monferrato |
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| Sabato 05 Giugno 2004 |
| di la Repubblica |
| in Vita di coppia |
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SABATO, 05 GIUGNO 2004
Pagina XIII - Milano
IL RACCONTO
"Figli non ne vogliamo Non ne sentiamo il bisogno"
"Milano è davvero la città ideale per coppie come noi"
PAOLO BERIZZI
Sara va a cavallo, legge Pennac e dice che Zanzibar è il posto più bello del mondo. Stefania cucina - piatto forte: fricassea di agnello - ha «una pulsione coatta per la lettura» (Yourcenar e Tom Robbins) e ha visto, entusiasmandosi, Kill Bill 2. Sara faceva la giornalista (direttrice di Babilonia), Stefania è sociologa e continua a fare la ricercatrice universitaria. Sara si è sposata simbolicamente in piazza durante uno dei primi Gay Pride, metà anni Ottanta, Milano, in corteo appena una cinquantina di persone. Stefania è stata sposata - per davvero - con un uomo. «Un matrimonio lampo, si potrebbe anche sorvolare». Sara l´altro sesso non ha mai voluto conoscerlo; Stefania ha anche avuto storie importanti con uomini importanti. «Poi ho messo a fuoco la vera essenza del mio desiderio». Sara e Stefania sono fidanzate da quattro anni e mezzo. Una, Sara Saietti, milanese, di anni deve compierne 33, l´altra, Stefania Doglioli, da Alessandria, ne ha 34. Sentirle raccontare la loro storia, la loro omosessualità possibile, mai taciuta, mai nascosta, riconcilia con i sentimenti, con l´amore puro senza se e senza ma. «No, problemi non ne abbiamo mai avuti. Né con noi stesse né con gli altri. Se stai bene, se sei serena, è difficile che la gente ti guardi in modo strano, che non ti accetti». Vivono e lavorano in un posto bellissimo, Sara e Stefania, un agriturismo nel Monferrato, a Villamiroglio, Alessandria. L´hanno inaugurato 10 giorni fa. All´"L´ultima cascina del Borgo" - era l´ultimo casale di questo paesino sdraiato tra campi, vigneti e boschi - «si dorme bene, si mangia meglio, ci si riposa e ci si diverte». Sara e Stefania lo hanno comprato nel 2001: cascina e 40 ettari di terreno. Oggi ci sono 6 camere da letto e 40 coperti. Si può passeggiare a piedi o a cavallo, fare massaggi shatzu e ayurveda, seguire corsi di teatro, giardinaggio, tarocchi e fotografia, yoga, magia, panificazione eccetera. Se state pensando ad una meta per sole lesbiche vi sbagliate. «Abbiamo clienti di ogni tipo, molti eterosessuali. Certo chi viene qui deve aspettarsi di trovare coppie gay che magari si rilassano, si baciano». Sara sta sfornando una torta, Stefania spadella. «Abbiamo una tavolata di 20 persone». Molte di più di quante riuscivano a invitare nel loro appartamento di Milano, città, dicono, «dove le coppie gay vivono benissimo. Quasi nessuno ci fa caso, e ci sono splendidi locali, luoghi di incontro». Sara: «Ma se uno vive bene la propria omosessualità sta bene dappertutto. Questo, per dire, è un borgo di 350 anime. Ci conoscono tutti, nessuno ci ha mai guardato storto». Stefania: «In generale un certo problema sociale c´è: ma più che altro riguarda la sfera interiore. Voglio dire: se hai sempre avuto modelli etero, non riesci a immaginare qualcosa di diverso. L´ho provato sulla mia pelle. Il primo rapporto con una donna l´ho avuto a 27 anni. I miei genitori all´inizio era come se non capissero bene di cosa si trattasse. Poi hanno capito, e con Sara adesso sono affettuosissimi».
Così capita che in famiglia si affrontino temi che a queste due donne innamorate stanno particolarmente a cuore. Per esempio il riconoscimento delle coppie di fatto. «È importante. È una battaglia per i diritti. Senza retorica noi diciamo: perché non dobbiamo essere tutti sullo stesso piano, eterosessuali e omosessuali?». E poi i figli, certo. Ma qui Sara e Stefania sono nette: «No, nessun impulso materno». Non per altro: è che, semplicemente, non ci pensano proprio. Stefania: «Se proprio, al massimo ne adotterei uno: ma solo per istinto sociale».
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