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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Bologna. La Giunta risponde a Lo Giudice sull'esclusione di Barbagli
Bologna. La Giunta risponde a Lo Giudice sull'esclusione di Barbagli
L'assessore Pannuti dice bugie sul conto del professore che ha indagato sulle coppie gay
Venerdì 12 Marzo 2004
di la Repubblica
in Vita di coppia

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LA POLEMICA SULLA FAMIGLIA



"Barbagli non ha voluto fare il secondo di Donati"



Pannuti: "Gli offrimmo un incarico, lui rifiutò"





"Ci siamo mossi senza avere alcun pre- concetto"



L´assessore risponde in commissione sulla esclusione del sociologo dall´Osservatorio sulla famiglia: "Fu escluso da Maroni"



ANDREA CHIARINI



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«Il professor Barbagli non ha voluto fare il secondo di Donati, mentre Donati, in passato, l´ha fatto. Il problema è che io sono di sinistra...» scherza l´assessore comunale al Sociale Franco Pannuti. «Di sinistra? Una volta, forse» gli replica più serio il diessino Sergio Lo Giudice. Con questo siparietto si è conclusa ieri a Palazzo D´Accursio la commissione consiliare dedicata al caso di Marzio Barbagli. Il sociologo bolognese, che viene considerato culturalmente più lontano all´attuale maggioranza di centro destra, guidava l´Osservatorio nazionale sulla famiglia, prestigioso centro studi voluto dal Comune e finanziato dal Governo. Mesi fa venne silurato dalla Giunta comunale e dal ministero del Welfare. E alla fine alla guida dell´Osservatorio gli fu preferito uno studioso di area cattolica, altrettanto di fama: il docente Pier Paolo Donati, tra i componenti del consiglio dei saggi del sindaco Giorgio Guazzaloca. Il motivo della sostituzione? «Barbagli si è occupato di convivenze non pertinenti ai nostri interessi» dirà in Parlamento il sottosegretario Grazia Sestini. Cioè ha studiato le coppie gay. Con notevole ritardo, poiché i fatti risalgono a gennaio, Pannuti ha risposto alle richieste di chiarimento dell´opposizione, spiegando che la funzione di direttore dell´Osservatorio «è stata attribuita a Donati dal ministro Maroni, in accordo col Comune».

«Premesso che gli incarichi non sono a vita, ci siamo mossi senza alcun preconcetto - ha detto Pannuti - al contrario abbiamo sempre avuto un atteggiamento virginale sia nei confronti di Barbagli che di Donati, ai quali e non da oggi ho personalmente manifestato la mia stima, sia in pubblico che in privato. Dirò di più, pur di non perdere la sua collaborazione, nel corso di un colloquio, ho offerto al professor Barbagli una incarico per elaborare i dati statistici del censimento. Ma lui ha rifiutato». Quanto alle dichiarazioni della Sestini, Pannuti ha preso le distanze in modo netto. «Anche se abbiamo deciso di non entrare mai nella polemica, non condividiamo le parole del sottosegretario» ha detto l´assessore al Sociale che poi ha lanciato una frecciata alla Quercia. «In realtà chi ha i preconcetti ideologici è lei - ha aggiunto rivolto al diessino Lo Giudice - e li ha nei confronti di Donati ancor prima di sapere come lavorerà». Pronta la replica del consigliere d´opposizione.

«Guazzaloca è stato acquiescente e remissivo - ha detto Lo Giudice - in una posizione di forte subordinazione rispetto al governo di centrodestra. O c´è una adesione e condivisione ideologica della decisione del ministero del Welfare di sostituire Barbagli con Donati, oppure si è preferito non prendere posizione come spesso accade al sindaco. In ogni caso la scelta è stata di natura strettamente ideologica e in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione. Pannuti non se la può cavare ora con una semplice dichiarazione di stima, il Comune doveva nominare due persone e ha deliberatamente scelto di togliere la componente laica dall´Osservatorio, sostituendola con persona di area vicina all´orientamento del governo. I fatti sono questi».





LA REPLICA



Barbagli: Pannuti mi rimproverò di aver raccontato a "Repubblica" l´incontro col sindaco



Il sociologo: "Caro assessore io non sono in cerca di soldi"







"L´assessore ora ha preso le distanze dalla Sestini, peccato non l´abbia fatto prima"







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Professore, la Giunta ha risposto alle interpellanze dell´opposizione sul suo caso e ha spiegato il perché della sua sostituzione alla guida dell´Osservatorio sulla famiglia.

«Meglio tardi che mai» risponde il sociologo Marzio Barbagli.

L´assessore Franco Pannuti dice che non si è trattato di una scelta ideologica. Dice di non condividere nemmeno la posizione del sottosegretario Grazia Sestini, che motivò la sua rimozione col fatto che lei aveva studiato, oltre le unioni tradizionali, anche le coppie gay.

«Con Pannuti ci diamo del "tu", è persona cordiale. L´assessore ha sempre detto di stimarmi, a parole. Ora ha preso le distanze dalla Sestini. Peccato non l´abbia fatto prima, ma è meglio di nulla».

L´assessore ha aspettato la commissione per esprimersi, perché è sua abitudine non parlare con i giornalisti...

«Questo è affar suo».

Pannuti sostiene di averle offerto un incarico, nel corso di un incontro, ma lei avrebbe rifiutato.

«Meglio precisare. Il colloquio l´ho chiesto io per avere spiegazioni sulle voci che circolavano e che riguardavano le mia sostituzione. Ci siamo visti solo dopo che Repubblica ha segnalato la mia vicenda».

Che successe?

«Ci parlammo in maniera franca. Mi rimproverò di aver raccontato a Repubblica l´incontro che ebbi con Giorgio Guazzaloca (il sindaco, disse il sociologo, lo rassicurò-ndr). Cosa che invece io considero del tutto legittima. Poi Pannuti mi offrì una consulenza».

E lei perché non accettò?

«Gli risposi che non ero in cerca di soldi, né di un lavoro».

Un´ultima cosa. L´assessore aggiunge che lei non ha voluto «fare il secondo» di Pier Paolo Donati, oggi alla guida dell´Osservatorio al suo posto.

«Questo è falso, non si discusse in questi termini. Nessuno mi ha chiesto di fare il secondo o il terzo di alcuno. Ho saputo della decisione sull´Osservatorio a cose fatte. Dal Comune, prima, non ho avuto alcuna informazione».

(a.ch.)

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