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| Osservatorio famiglia. "Barbagli colpevole di aver studiato le coppie gay" |
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| Interrogazione dei parlamentari bolognesi dei DS |
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| Venerdì 23 Gennaio 2004 |
| di la Repubblica |
| in Vita di coppia |
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VENERDÌ, 23 GENNAIO 2004
LA POLEMICA
MICHELE SMARGIASSI
Colpevoli di avere studiato le coppie gay. Il governo rivendica apertamente l´esclusione ideologica dall´Osservatorio nazionale sulla famiglia dei professori Marzio Barbagli (che ne era il presidente) e Chiara Saraceno. È il sottosegretario Grazia Sestini a spiegare che i due noti studiosi sono stati esclusi dall´istituto di ricerca creato dal Comune di Bologna e finanziato dal ministero del Welfare perché si sono «occupati di tipi di associazioni e convivenze non pertinenti ai nostri interessi. Certo non chiamiamo ad occuparsi della famiglia chi ha dimostrato di non credere nella famiglia».
E il caso politico sbarca in Parlamento con una raffica di interrogazioni dai deputati bolognesi dell´Ulivo. È Walter Vitali, che da sindaco nel 2000 varò l´Osservatorio, il primo a indignarsi: «È un´epurazione ideologica, una negazione vergognosa del pluralismo culturale indispensabile a un´istituzione scientifica». Con lui altri due onorevoli Ds, Franco Grillini e Katia Zanotti, annunciano interpellanze contro l´esclusione «di due studiosi di fama internazionale che hanno espresso posizioni non in linea col familismo tradizionalista di Comune e Ministero», e temono «un Osservatorio caratterizzato da posizioni integraliste». Al ministro Maroni, Vitali chiede un ripensamento in extremis. Benché il comitato scientifico sia di fatto già nominato (una riunione ufficiosa si è tenuta lunedì a Bologna), la ratifica avverrà solo martedì a Roma all´assemblea degli enti locali che sostengono l´Istituzione.
esclusi dunque il sociologo bolognese Barbagli (che era il presidente) e la collega torinese Saraceno, a dispetto del loro curriculum indiscutibile e dell´efficienza dimostrata dal´Osservatorio; confermati invece due studiosi di area cattolica (Pierpaolo Donati, probabile nuovo presidente, e Giovanna Rossi). Nuovi ingressi: la pedagogista Paola Di Nicola e il noto demografo Antonio Golini, di orientamento culturale laico, che però ieri ha comunicato a sorpresa la sua rinuncia, a quanto pare per motivi non legati alla polemica in corso.
Resta dunque ancora un posto vacante, ma a questo punto difficilmente sarà utilizzato per ricucire lo strappo. «Nel comitato scientifico che nominammo noi», ricorda Vitali, «in completo accordo con il ministro Livia Turco, erano rappresentate in modo equilibrato diversi orientamenti culturali. Se anche è stato il governo a imporre questa sorprendente epurazione, i rappresentanti del Comune avevano il dovere di opporsi a un´operazione che coinvolge un prestigioso laboratorio di ricerca, vanto e conquista di Bologna, in un´operazione di meschina rivalsa ideologica».
Anche a Bologna, dopo la notizia anticipata da Repubblica, si levano voci di protesta contro la sospetta epurazione. «Il professor Barbagli è di un´autorevolezza indiscutibile», dichiara il capogruppo Due Torri Davide Ferrari, «la causa è politica, quindi settaria e meschina. I casi del resto sono già nmerosi, da Riccomini a Tonelli. Complimenti a Guazzaloca». Anche l´Arci-Gay, grata a Barbagli autore del primo studio scientifico della condizione omosessuale in Italia, scende in campo a favore degli esclusi: «Barbagli e Saraceno, due voci laiche e altamente autorevoli e specializzate, sono stati puniti per la loro attenzione ai gay», dice il presidente Sergio Lo Giudice, «Maroni e Guazzaloca, con queste nomine, vogliono confessionalizzare l´Osservatorio sulla famiglia».
michele smargiassi
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