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| Coppie di fatto, nel Lazio Storace "divorzia" dai radicali promettendo in caso di vittoria del centrodestra di cancellare la legge di sostegno |
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| La controffensiva sulla famiglia, cui allude Storace, si riferisce alla legge approvata in ottobre con la quale la giunta di centro sinistra ha garantito aiuti ai "nuclei familiari" in difficoltà: a quelle famiglie che non possano da sole assistere vecchi, bambini, malati o handicappati |
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| Lunedì 21 Febbraio 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Lunedì 21 Febbraio 2000
REGIONALI DI FUOCO NEL LAZIO.
ROMA — Polo contro centrosinistra, Rodano contro Storace. All’apparenza potrebbe sembrare una delle tante sparate pre elettorali, di quelle che meritano al massimo qualche riga nei resoconti della campagna per le Regionali del 16 aprile. Ma la polemica sulla famiglia tra Francesco Storace, candidato a presidente della regione Lazio per il Polo, e Giulia Rodano, consigliere diessina e candidata pro Badaloni, è il classico esempio di come le alleanze o i patti siglati nei poli — sbandierati dai leader politici nazionali e conditi da reciproche e roboanti promesse di fedeltà — siano scritti spesso sulle sabbie mobili.
«Se il centrodestra dovesse vincere le elezioni, anche con l’auspicabile consenso dei radicali, i cattolici e i valori che essi testimoniano saranno garantiti oltre che dai programmi anche dai candidati...nel Lazio si comincerà proprio dalla famiglia, ribaltando completamente la legge approvata con il consenso di Piero Badaloni». La promessa, Storace, l’ha fatta ieri arrigando in comizio gli elettori di Latina. Con due obiettivi politici, gli stessi di Berlusconi: guadagnare voti cattolico-moderati e stringere un patto con i radicali per vincere le elezioni.
Il problema però è che non sempre le cose, sulla carta, vanno d’accordo. La controffensiva sulla famiglia, cui allude Storace, si riferisce alla legge approvata in ottobre con la quale la giunta di centro sinistra ha garantito aiuti ai "nuclei familiari" in difficoltà: a quelle famiglie che non possano da sole assistere vecchi, bambini, malati o handicappati. La polemica — ricorderete — fu feroce, perché per i cattolici (Chiesa in prima fila, persino il Papa intervenne) la famiglia si identifica col matrimonio e non con le "coppie di fatto". Il Polo sostenne questa tesi, mentre il centro sinistra unito decise che bisognava aiutare anche i nuclei familiari non riconosciuti, i «conviventi anagrafici».
Non è dunque un caso che la Rodano polemizzi dicendo: «Storace deve spiegare come fa ad allearsi con i radicali, quando poi mette nel programma una cosa assolutamente indigesta a Pannella: la scomunica delle coppie di fatto». Insiste la Rodano: «La politica si fa con i valori, che si incarnano in scelte come questa. Non basta evocare "patti per la libertà" come fa il Cavaliere. Può la radicale Rita Bernardini allearsi con Storace?». Che ne pensano poi i pannelliani di fronte al fatto che la I Circoscrizione, guidata dal Polo, ha deciso di negare il suo suolo pubblico per la manifestazione dell’orgoglio omosex, prevista per l’estate?
Di domande se ne potrebbero fare molte altre. Può Bossi stare con Fini? Può Bertinotti tornare con Mastella? Sarà forse per questo che i partiti sbandierano intese programmatiche centrate su pochi ma importanti punti cardine: perché se si entra nei dettagli — etici e morali, ma anche economici —, le alleanze di ferro si rivelano di burro. Oggi ci si accontenta di un bel patto, di un’ammucchiata, di un contratto. Ma allora la Rodano non ha torto: in politica le coppie sono tutte di fatto. Il matrimonio e la fedeltà? Optional introvabili.
C.Rz. Questo articolo ha ricevuto 187 visite.
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