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| AIDS: 78% GIOVANI CONOSCE RISCHI, MA 80% NON NE TIENE CONTO |
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| E' quanto emerge da un' indagine dell'ufficio Aids del Comune, resa nota dall'assessore alle Politiche Sociali, Tiziana Maiolo. |
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| Sabato 29 Novembre 2003 |
| di Ansa |
| in Vita di coppia |
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(ANSA) - MILANO, 29 NOV - Il 78% dei giovani milanesi tra i 15 e i 35 anni e' informato di come avviene il contagio dell'Aids, ma l'80% non ne tiene conto. E' quanto emerge da un' indagine dell'ufficio Aids del Comune, resa nota dall'assessore alle Politiche Sociali, Tiziana Maiolo. Dal 1982 i decessi in Italia sono stati 33.306 e i casi diagnosticati 51.172. La Lombardia, con circa 5.000 malati, e' la regione piu' colpita dopo il Lazio e, secondo previsioni rese noto dall'assessore milanese, nel 2020 i deceduti in tutto il mondo saranno 68 milioni. Il 95% delle infezioni e' concentrato nei paesi in via di sviluppo e in particolare in Africa. A Milano nel 2002 sono stati segnalati 7.287 casi di Aids: il
75% sono maschi e il 25% femmine. I minori di 13 anni sono l'1,27%, mentre il 74% dei malati e' concentrato nella fascia 26-40 anni. Il 70% dei contagi avviene attraverso contatti sessuali. In questi anni l'eta' delle persone contagiate e' aumentata passando dai 24 ai 29 anni per le donne e dai 35 ai 39 per gli uomini. Il 72% e' concentrato nella fascia 25-39. I casi di trasmissione dalla madre a neonato sono meno del 2%. Si e' bloccato a Milano, come nel resto di Italia, il trend di diminuzione dei nuovi casi di contagio. Le modalita' di infezione in questi anni si sono modificate. I casi attribuibili all'uso di sostanze per via endovenosa sono passati dal 67,4% del 1993 al 37,1% del 2002. Quelli attribuibili alla trasmissione omo/bisessuale, si sono mantenuti stabili (16% nel 93, 17,3% nel 2002). Quelli per trasmissione eterosessuale sono aumentati: da 10,7% nel 1993 al 38% nel 2002. ''Il sieropositivo non e' un appestato: occorre lottare contro le discriminazioni - ha detto l'assessore Maiolo - Nelle linee guida del mio assessorato ho intenzione di sviluppare maggiormente l'aspetto del reinserimento lavorativo, del recupero sociale e psicologico della persona''.(ANSA).
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