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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
In Italia matrimoni omosex
In Italia matrimoni omosex "fai da te"
I commercianti corteggiano il "capitale gay", propongono viaggi e partecipazioni di nozze
Giovedì 27 Novembre 2003
di La redazione di Gaynews
in Vita di coppia

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Delia Vaccarello

Il cambiamento inizia nel costume,

se non può, come in Italia,

iniziare altrove. Avete letto in questi

giorni di coppie gay che in America

possono influenzare, se ostacolate,

la campagna elettorale per la presidenza.

Succede nel Massachussets, sette

coppie hanno visto accolto il loro ricorso

contro il divieto di celebrare

unioni simili alle nozze etero. E in

Italia? Da noi vige il «fai da te», visto

che siamo in Europa ultimissimi, cioè

non abbiamo deciso nulla, ma proprio

nulla, per dare garanzie alle convivenze

non eterosex. Collegatevi al

sito www.tuttoperlasposa.it : troverete

consigli su tutto ciò che riguarda la

cerimonia nel rispetto della tradizione,

dall'abito all'automobile, dal

bouquet alle partecipazioni. Il portale,

che collega tantissimi operatori del

settore, non tralascia di spaziare tra

ieri e oggi, così leggiamo: «La tradizione

prevede che il pranzo del matrimonio

sia servito su di un tavolo a ferro

di cavallo con la sposa al centro del

lato corto, lo sposo alla sua sinistra e

il padre di lui a destra». E l'innovazione?

L'innovazione prevede i matrimoni

gay.

Il portale ha una sezione che informa

con puntualità su regolamenti e leggi

in vigore in Europa. Dalle leggi, passa

alla cerimonia e ci introduce con foto

nel cuore delle «nuove tradizioni»:

partiamo dalle prime nozze in Olanda

per arrivare ai festeggiamenti stile

matrimonio in piena regola che hanno

visto unirsi a Roma Alessio De

Giorgi e Christian Panicucci. Un

«pacs» nostrano (patto civile di solidarietà)

d’eccezione, celebrato in Italia

perché Christian, di cittadinanza francese,

ha potuto avvalersi del regolamento

in vigore Oltralpe. In America

il segnale del cambiamento è stato registrato

nel settembre dello scorso anno,

quando il «Nyt», il New York times,

ha deciso di ospitare nella sezione

domenicale «Styles» annunci di

matrimoni gay, dedicando occasionalmente

la storia principale della pagina

dei matrimoni ad una coppia gay.

La storica decisione è stata sigillata

con queste frasi del direttore esecutivo,

Howell Raimes: «Con il cambiamento,

riconosciamo la valenza di notizia

di una crescente e visibile tendenza

della nostra società verso la celebrazione

pubblica di impegni fra coppie

gay e lesbiche». In Italia, il segnale del

cambiamento viaggia on line. Chiunque

si collega a www.tuttoperlasposa.

it capisce in un battibaleno che il matrimonio

in Chiesa, con la limousine

e l'abito bianco nell'immaginario sociale

può convivere con le unioni gay.

Lo sposo e la sposa che cercano il

migliore pasticciere per un pranzo indimenticabile

da offrire ad amici e

parenti, non si scandalizzano se trovano

in un’altra sezione dello stesso sito

la foto di due lui. Ancora, l’immagine

che pubblichiamo sotto il titolo raffigura

il prototipo della prima collezione

di partecipazioni e biglietti di auguri

per matrimoni gay, dal nome, non

a caso, «Arcobaleno», ideata da Maurizio

Rumori e Massimiliano di Giampietro.

A fare da apripista è stata l’America,

l’inverno scorso ha dato il via alla

«Gay and Lesbian Wedding Expo»,

prima fiera per nozze omosessuali

che si è svolta a Los Angeles e a Las

Vegas. A firmare l’evento un’azienda

«gay oriented» nata per volontà di

due donne, compagne anche nella vita,

Desiree V. Hargrave e Kimberly

Sikes, ispirate da alcuni documentari

trasmessi in tv sui matrimoni omosex.

Le proposte vanno dall’abito, alle

bomboniere, alla luna di miele.

E in Italia? Sempre lo scorso inverno,

per la prima volta, la fiera milanese

del turismo ha ospitato gli operatori

turistici del Bari Pride: le agenzie

pronte a fornire il pacchetto «viaggio

e alloggio» per l’evento che a Bari ha

visto sfilare 50mila sostenitori dei diritti

civili hanno fatto il loro ingresso

nel tempio nostrano del commercio.

Nell’era del business la «legittimazione

» sceglie il denaro come viatico.

È il «miracolo» del capitale gay, del

«pink power» che fa gola agli americani,

e che in Europa non lascia indifferenti

quanti, guardando al futuro,

non vogliono lasciarsi sfuggire l’«eurogay

».

delia.vaccarello@tiscalinet.it



Matrimoni e unioni in Europa e Usa. Il ritardo del nostro Parlamento

La lunga attesa

di una legge per i gay



Nozze o unioni gay, diversi paesi in Europa

e negli Usa non sono privi di statuti giuridici

a riguardo. L’Italia, invece, attende ancora

l’approvazione di un provvedimento di

tutela .

OLANDA

«Vi dichiaro moglie e moglie, marito e

marito»: la storica frase è stata pronunciata

nell’aprile del 2001 in Olanda.

Il via libera alle nozze gay e all’adozione

giunse dopo che seimila coppie omosessuali

avevano scelto nei tre anni precedenti di

utilizzare la legge sulle unioni civili.

BELGIO

Nel gennaio 2003, il Belgio ha raggiunto

l’Olanda. Paese con oltre dieci milioni di

abitanti, di cui il 75 per cento appartenente

alla Chiesa cattolica apostolica romana,

non si è tirato indietro riguardo alle nozze

gay, mettendo un freno soltanto alla possibilità

di adottare.

ITALIA

Dell’Olanda e del resto del mondo,

America compresa, parlammo su questo

giornale (vedi archivio di Liberi tutti on

line) nel giugno del 2001. Il quadro da allora

è abbastanza mutato, ma non per l’Italia.

In Parlamento ci sono diverse proposte di

legge, tra cui la proposta di legge Grillini

relativa al «Pacs» e firmata da 161 parlamentari

dell’opposizione. L’iniziativa è sostenuta

da una serrata campagna di sensibilizzazione

dal nome significativo: «Un pacs

avanti». Non abbiamo ancora nessuna legge.

Determinante è l’ingerenza delle gerarchie

cattoliche. Di recente una vera offensiva.

Il documento della Congregazione per

la dottrina della Fede firmato dal cardinale

Ratzinger è stato scritto per dissuadere i

parlamentari ad approvare leggi che riconoscono

le unioni gay. Per anni, tuttavia, i

«patti d’amore» tra lesbiche e gay sono stati

celebrati da alcune comunità ecclesiastiche

di base. Don Franco Barbero che li officiava

a Pinerolo è stato ridotto al laicato.

FRANCIA

Il Pacs (patto civile di solidarietà) è entrato

in vigore in Francia nel novembre del

‘99. Ne possono usufruire le coppie adulte

eterosessuali o omosessuali che desiderano

organizzare una vita in comune. I vantaggi

sono di natura fiscale, relativi all’eredità e al

mondo del lavoro. Le tutele riguardano anche

la separazione tra i «pacsati».

GERMANIA

In Germania nel novembre del 2000 è

stata approvata con la maggioranza dei voti

dell’Spd e dei Verdi la proposta di legge

presentata dalla coalizione di centro-sinistra

che ha dato statuto giuridico alle unioni

omosessuali. Gay e lesbiche possono avere

in tema di mantenimento, affitto, eredità,

gli stessi diritti e gli stessi doveri di una

coppia sposata.

I conviventi hanno, tra gli altri, il diritto

alla comunione dei beni, ad acquisire il cognome

del partner, all’eredità, alla cassa mutua.

Se un partner ha figli, il convivente ha

il diritto di decidere sulla loro cura.

USA, VERMONT

Nell’aprile del 2000 il governatore

Howar Dean ha firmato la legge sulle unioni

civili che riconosce le coppie omosessuali.

Il testo equipara in molti punti le unioni

gay al matrimonio.

Ma dopo il caso del Massachuttes,

Howard Dean, favorito tra i candidati democratici

alla presidenza degli Stati Uniti,

si è dichiarato contrario al matrimonio gay

vero e proprio.

USA, MASSACHUSETTS

La Corte Suprema del Massachusetts ha

dichiarato illegittimo il divieto di nozze tra

omosex dopo che 7 coppie gay avevano

fatto ricorso. Il Massachusetts è uno dei 37

stati americani su 50 in cui negli ultimi 4

anni sono entrate in vigore leggi che vietano

i matrimoni tra gay. Una reazione alla

legislatura del Vermont, che ha autorizzato

«unioni civili» tra gay. Provvedimenti per

riconoscere ai gay i diritti degli sposi sono

stati adottati in California, nella Hawaii, nel

Connecticut e nel distretto di Columbia.

INGHILTERRA

Si aspetta, questione di ore, la notizia

del via libera da parte del governo Blair al

«Civil Partnership Bill» che promette ai gay

conviventi i diritti e i doveri delle coppie

sposate. L’anticipazione è stata data dal quotidiano

«Daily Mirror». d.v.

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