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| In Italia matrimoni omosex "fai da te" |
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| I commercianti corteggiano il "capitale gay", propongono viaggi e partecipazioni di nozze |
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| Giovedì 27 Novembre 2003 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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Delia Vaccarello
Il cambiamento inizia nel costume,
se non può, come in Italia,
iniziare altrove. Avete letto in questi
giorni di coppie gay che in America
possono influenzare, se ostacolate,
la campagna elettorale per la presidenza.
Succede nel Massachussets, sette
coppie hanno visto accolto il loro ricorso
contro il divieto di celebrare
unioni simili alle nozze etero. E in
Italia? Da noi vige il «fai da te», visto
che siamo in Europa ultimissimi, cioè
non abbiamo deciso nulla, ma proprio
nulla, per dare garanzie alle convivenze
non eterosex. Collegatevi al
sito www.tuttoperlasposa.it : troverete
consigli su tutto ciò che riguarda la
cerimonia nel rispetto della tradizione,
dall'abito all'automobile, dal
bouquet alle partecipazioni. Il portale,
che collega tantissimi operatori del
settore, non tralascia di spaziare tra
ieri e oggi, così leggiamo: «La tradizione
prevede che il pranzo del matrimonio
sia servito su di un tavolo a ferro
di cavallo con la sposa al centro del
lato corto, lo sposo alla sua sinistra e
il padre di lui a destra». E l'innovazione?
L'innovazione prevede i matrimoni
gay.
Il portale ha una sezione che informa
con puntualità su regolamenti e leggi
in vigore in Europa. Dalle leggi, passa
alla cerimonia e ci introduce con foto
nel cuore delle «nuove tradizioni»:
partiamo dalle prime nozze in Olanda
per arrivare ai festeggiamenti stile
matrimonio in piena regola che hanno
visto unirsi a Roma Alessio De
Giorgi e Christian Panicucci. Un
«pacs» nostrano (patto civile di solidarietà)
d’eccezione, celebrato in Italia
perché Christian, di cittadinanza francese,
ha potuto avvalersi del regolamento
in vigore Oltralpe. In America
il segnale del cambiamento è stato registrato
nel settembre dello scorso anno,
quando il «Nyt», il New York times,
ha deciso di ospitare nella sezione
domenicale «Styles» annunci di
matrimoni gay, dedicando occasionalmente
la storia principale della pagina
dei matrimoni ad una coppia gay.
La storica decisione è stata sigillata
con queste frasi del direttore esecutivo,
Howell Raimes: «Con il cambiamento,
riconosciamo la valenza di notizia
di una crescente e visibile tendenza
della nostra società verso la celebrazione
pubblica di impegni fra coppie
gay e lesbiche». In Italia, il segnale del
cambiamento viaggia on line. Chiunque
si collega a www.tuttoperlasposa.
it capisce in un battibaleno che il matrimonio
in Chiesa, con la limousine
e l'abito bianco nell'immaginario sociale
può convivere con le unioni gay.
Lo sposo e la sposa che cercano il
migliore pasticciere per un pranzo indimenticabile
da offrire ad amici e
parenti, non si scandalizzano se trovano
in un’altra sezione dello stesso sito
la foto di due lui. Ancora, l’immagine
che pubblichiamo sotto il titolo raffigura
il prototipo della prima collezione
di partecipazioni e biglietti di auguri
per matrimoni gay, dal nome, non
a caso, «Arcobaleno», ideata da Maurizio
Rumori e Massimiliano di Giampietro.
A fare da apripista è stata l’America,
l’inverno scorso ha dato il via alla
«Gay and Lesbian Wedding Expo»,
prima fiera per nozze omosessuali
che si è svolta a Los Angeles e a Las
Vegas. A firmare l’evento un’azienda
«gay oriented» nata per volontà di
due donne, compagne anche nella vita,
Desiree V. Hargrave e Kimberly
Sikes, ispirate da alcuni documentari
trasmessi in tv sui matrimoni omosex.
Le proposte vanno dall’abito, alle
bomboniere, alla luna di miele.
E in Italia? Sempre lo scorso inverno,
per la prima volta, la fiera milanese
del turismo ha ospitato gli operatori
turistici del Bari Pride: le agenzie
pronte a fornire il pacchetto «viaggio
e alloggio» per l’evento che a Bari ha
visto sfilare 50mila sostenitori dei diritti
civili hanno fatto il loro ingresso
nel tempio nostrano del commercio.
Nell’era del business la «legittimazione
» sceglie il denaro come viatico.
È il «miracolo» del capitale gay, del
«pink power» che fa gola agli americani,
e che in Europa non lascia indifferenti
quanti, guardando al futuro,
non vogliono lasciarsi sfuggire l’«eurogay
».
delia.vaccarello@tiscalinet.it
Matrimoni e unioni in Europa e Usa. Il ritardo del nostro Parlamento
La lunga attesa
di una legge per i gay
Nozze o unioni gay, diversi paesi in Europa
e negli Usa non sono privi di statuti giuridici
a riguardo. L’Italia, invece, attende ancora
l’approvazione di un provvedimento di
tutela .
OLANDA
«Vi dichiaro moglie e moglie, marito e
marito»: la storica frase è stata pronunciata
nell’aprile del 2001 in Olanda.
Il via libera alle nozze gay e all’adozione
giunse dopo che seimila coppie omosessuali
avevano scelto nei tre anni precedenti di
utilizzare la legge sulle unioni civili.
BELGIO
Nel gennaio 2003, il Belgio ha raggiunto
l’Olanda. Paese con oltre dieci milioni di
abitanti, di cui il 75 per cento appartenente
alla Chiesa cattolica apostolica romana,
non si è tirato indietro riguardo alle nozze
gay, mettendo un freno soltanto alla possibilità
di adottare.
ITALIA
Dell’Olanda e del resto del mondo,
America compresa, parlammo su questo
giornale (vedi archivio di Liberi tutti on
line) nel giugno del 2001. Il quadro da allora
è abbastanza mutato, ma non per l’Italia.
In Parlamento ci sono diverse proposte di
legge, tra cui la proposta di legge Grillini
relativa al «Pacs» e firmata da 161 parlamentari
dell’opposizione. L’iniziativa è sostenuta
da una serrata campagna di sensibilizzazione
dal nome significativo: «Un pacs
avanti». Non abbiamo ancora nessuna legge.
Determinante è l’ingerenza delle gerarchie
cattoliche. Di recente una vera offensiva.
Il documento della Congregazione per
la dottrina della Fede firmato dal cardinale
Ratzinger è stato scritto per dissuadere i
parlamentari ad approvare leggi che riconoscono
le unioni gay. Per anni, tuttavia, i
«patti d’amore» tra lesbiche e gay sono stati
celebrati da alcune comunità ecclesiastiche
di base. Don Franco Barbero che li officiava
a Pinerolo è stato ridotto al laicato.
FRANCIA
Il Pacs (patto civile di solidarietà) è entrato
in vigore in Francia nel novembre del
‘99. Ne possono usufruire le coppie adulte
eterosessuali o omosessuali che desiderano
organizzare una vita in comune. I vantaggi
sono di natura fiscale, relativi all’eredità e al
mondo del lavoro. Le tutele riguardano anche
la separazione tra i «pacsati».
GERMANIA
In Germania nel novembre del 2000 è
stata approvata con la maggioranza dei voti
dell’Spd e dei Verdi la proposta di legge
presentata dalla coalizione di centro-sinistra
che ha dato statuto giuridico alle unioni
omosessuali. Gay e lesbiche possono avere
in tema di mantenimento, affitto, eredità,
gli stessi diritti e gli stessi doveri di una
coppia sposata.
I conviventi hanno, tra gli altri, il diritto
alla comunione dei beni, ad acquisire il cognome
del partner, all’eredità, alla cassa mutua.
Se un partner ha figli, il convivente ha
il diritto di decidere sulla loro cura.
USA, VERMONT
Nell’aprile del 2000 il governatore
Howar Dean ha firmato la legge sulle unioni
civili che riconosce le coppie omosessuali.
Il testo equipara in molti punti le unioni
gay al matrimonio.
Ma dopo il caso del Massachuttes,
Howard Dean, favorito tra i candidati democratici
alla presidenza degli Stati Uniti,
si è dichiarato contrario al matrimonio gay
vero e proprio.
USA, MASSACHUSETTS
La Corte Suprema del Massachusetts ha
dichiarato illegittimo il divieto di nozze tra
omosex dopo che 7 coppie gay avevano
fatto ricorso. Il Massachusetts è uno dei 37
stati americani su 50 in cui negli ultimi 4
anni sono entrate in vigore leggi che vietano
i matrimoni tra gay. Una reazione alla
legislatura del Vermont, che ha autorizzato
«unioni civili» tra gay. Provvedimenti per
riconoscere ai gay i diritti degli sposi sono
stati adottati in California, nella Hawaii, nel
Connecticut e nel distretto di Columbia.
INGHILTERRA
Si aspetta, questione di ore, la notizia
del via libera da parte del governo Blair al
«Civil Partnership Bill» che promette ai gay
conviventi i diritti e i doveri delle coppie
sposate. L’anticipazione è stata data dal quotidiano
«Daily Mirror». d.v.
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