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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
NEOFAMIGLIE. BOOM DI ADOZIONI GAY A NEW YORK
NEOFAMIGLIE. BOOM DI ADOZIONI GAY A NEW YORK
ORGOGLIO (GAY) DI PAPA'
Sabato 08 Novembre 2003
di Panorama
in Vita di coppia

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Davanti agli asili, al parco giochi, dal pediatra: parte da Manhattan la rivoluzione dei "nuovi genitori"



di Francesca Montoneri



Alle 15 di un giorno feriale qualunque, David Strah, 36enne ex manager Nike, oggi casalingo, esce dal suo appartamento a Chelsea per andare a prendere alla scuola materna sulla West 13th street i suoi due bambini: Zev, di cinque anni, e Summer di due. Dopo essersi intrattenuto con le maestre e alcune mamma, tra cui Amy Zimmerman, a quota tre marmocchi, decide con lei di proseguire per la merenda ai giardini di Bleecker street.Magari programmando un weekend familiare nella casa sulla spiaggia a East Hampton di comuni amici. La scenetta newyorkese sembra una routine ma svela un particolare: sia Strah che Zimmerman sono due genitori adottivi omosessuali.



Due esempi di quella "critical mass", come l’ha definita il New York, che ha scatenato il "gay baby boom", fenomeno di adozione che sta rivoluzionando oltre che la società, anche lo status di omosessuale. Il campo giochi del West Village dove i due genitori si recano è divenuto "l’epicentro di un cambiamento della New York gay" chiosa il settimanale americano. Quello che un tempo sembrava impensabile oggi è normale quotidianità che si lascia alle spalle anni di battaglie legali e pregiudizi di genitori etero, scuole e agenzie di adozioni comprese. Una nuova omo-identità distante dallo stereotipo del promiscuo ed edonista gay: "Quelloche fa le ore piccole nei locali di Manhattan consumando ecstasy e rimorchiando senza preoccuparsi del mattino dopo" puntualizza Daniel Mandelsohn, scrittore e padre adottivo di due binbi la cui madre è un’amica del New Yersey, non lesbica ma single, che ha scelto lui come perfetto omo-papà.



Questa svolta nella comunità gay non prevede che la coppia di genitori adottivi sia necessariamente legata. Anzi, mentre ancora autorità e media dibattono sulla legittimità del matrimonio omosessuale, a New York come nel New Yersey gli aspiranti genitori non hanno perso tempo. E quando uno adotta al suo partner è permesso adottare il medesimo pupo simultaneamente. Come è successo a David Shutte, 39 anni, vicepresidente di una società di design, e al compagno Rob Levy, 42 boss della Public relations society of America, genitori adottivi di Ethan, cinque anni.



Il gay baby boom è un processo laborioso, però, anche nella affinata pattuglia gay newyorkese c’è chi mette in guardia dai facili entusiasmi: "Per noi rimane un lusso, non un mandato" puntualizza Michelangelo Signorile, scrittore che, probabilmente non si sente ancora pronto a fare questo passo.

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