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| Famiglia e rapporto CENSIS. L'80% consumista e soddisfatta |
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| Resta il 20 per cento meno regolare, famiglie di fatto, genitori singoli, singoli e basta e coppie gay". Da La Stampa di sabato 26 febbraio 2000 |
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| Sabato 26 Febbraio 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Sabato 26 Febbraio 2000
RITRATTO DI UN INTERNO ITALIANO
Maria Laura Rodotà BASTA stare un po' davanti a una scuola, una qualunque scuola pubblica dove c'è di tutto, per vedere come il consumo vistoso di telefonini non sia l'unica aspirazione italiana. Nella classifica non detta del prestigio familiare, è sempre prima l'Incintissima. Del secondo figlio, ovviamente. Prova di stabilità familiare, vita sessuale attiva e un minimo di benessere. Se poi è il terzo, ammirazione e invidia salgono. Anche se è una impiegata statale o un'infermiera del Policlinico. Il suo valore nella microc omunità scolastica è maggiore di quello di dirigenti e professioniste monofiglio e plurigriffe. Quelle che arrivano già eleganti la mattina, con borsa e scarpe di costo equivalente al reddito mensile dell'Incintissima al momento invidiata, e chissà se riusciranno a fare un altro figlio visto quanto lavorano e che sforzi fanno per stare con quello che hanno già. L'Incintissima, la cui vita è comunque una fatica bestiale, lo sa e si pavoneggia nella sua salopette, godendo il suo momento da ape regina. Anche suo marito, almeno in questa fase, aiuta per non affaticarla, e ogni tanto viene a prendere i bambini ricevendo complimenti. L'80 per cento delle famiglie italiane è più meno così o prova a esserlo. Lo racconta anche la nuova indagine Censis, "Ritratto della famiglia italiana", che conferma quello che si vede in strada e nei parchi la domenica: quattro nuclei familiari su cinque sono "normali", marito moglie e creatura/e. Resta il 20 per cento meno regolare, famiglie di fatto, genitori singoli, singoli e basta e coppie gay. Apparentemente più sgangherato, ma in via di normalizzazione. Almeno nella percezione generale. Lo dice il Censis, lo si capisce dall'atteggiamento delle famiglie dal Censis definite "solide e aperte". I figli di separati sono comunque tanti, ma non più accompagnati dall'accorato commento "poverino, ha i genitori divisi, per questo ci ha tanti problemi" . La tradizionale frase continua però a rimbombare nelle teste dei genitori divisi stessi, che tampinano le maestre a caccia di problemi. Ma in genere si sentono dire che i loro figli sono normalissimi benchè pestiferi; e gli vengono indicati, con promessa di di screzione, i casi dei compagnucci Jacopo o Chiaretta che hanno seri guai comportamentali venendo da famiglie sposatissime che vanno a messa. Sollevato, il genitore single torna a casa e cucina. Proprio come le madri (quasi sempre loro, e il ritratto lo conferma) di famiglia con marito e tutto.Proprio come loro, cucina quando ce la fa. Perchè i dati Censis fanno sospettare che qualche intervistato non l'abbia detta tutta. Davvero il 54 per cento non usa mai surgelati (neanche un minestrone? Nemmeno uno spinacino che son già puliti?)? E l'83 per cento non compra mai un emergenziale pollo in rosticceria? Chiunque lo legga è costretto a pensare di conoscere solo il 46 per cento di surgelatisti e il 17 di sciagurati da piatto pronto. Il che, visto il proliferare di cinesi take away, pizze a pronta consegna e megacorridoi di surgelati nei supermercati, suona strano. Meno strana la classifica dei beni che gli intervistati vorrebbero comprare ai figli. Equamente divisa tra oggetti utili alla formazione (come il computer, primo), oggetti desiderati dai figli cresciuti che segnalano come la famiglia "stia bene" (come l'auto), oggetti desiderati dai figli e comprati dai genitori per poterli rintracciare: il telefonino, insomma. E ancora meno strana, è la considerazione Censis così riassumibile: i figli delle famiglie italiane sono viziatissimi. Dai genitori, da nonni con pochi nipoti, dai nuovi compagni dei genitori che vogliono e devono farci amicizia, dagli amici senza figli dei genitori che fanno gli zii. Non solo perchè si fanno meno figli di una volta; perchè i genitori consumano molto di più dei loro genitori. E anche quando vorrebbero trasmettere qua lche valore sobrio e spartano, si guardano i vestit i, pensano alla macchina che vorrebbero, non si sentono migliori e accontentano i pupi. Già pieni di giocattoli che non usano, esattamente come mamma e papà. E già vittime di ossessioni parentali nell'acquisto. C'è il Genitore Internettaro, quello che si vanta "mio figlio clicca benissimo a due anni e mezzo". Il Papà Sportivo, che costringe quattrenni stremati a camminare per tutto il centro in cerca di un certo paio di scarpe da ginnastica monovolume con suola a razzo prezzo trecentomila, e dopo un mese son già piccole. La Mamma Disneyana, che crede nelle marche fin dalla prima infanzia e ammette solo costumi di Carnevale omologati da personaggi di cartoni di un certo successo. Figure inquietanti e interclassiste, ma se non altro interessate alla prole. Perchè, emerge dalla ricerca Censis ed è vero, in Italia i figli sono ancora "piezz'e core". E insieme, non insieme, insieme litigando come il 15 per cento confessa, i grandi cercano di starci. Come gli vie ne. E' già qualcosa.
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