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| Sesto città dei diritti anche per gay e lesbiche? |
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| Si è svolta sabato pomeriggio a Sesto San Giovanni, presso una bella sala della biblioteca comunale, il dibattito pubblico sul registro delle unioni civili organizzato dall’Arcobaleno Gay Lesbo Trans di Milano. |
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| Lunedì 28 Febbraio 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Si è svolta sabato pomeriggio a Sesto San Giovanni, presso una bella sala della biblioteca comunale, il dibattito pubblico sul registro delle unioni civili organizzato dall’Arcobaleno Gay Lesbo Trans di Milano.
A Sesto il Consiglio Comunale ha già deliberato di istituire il registro ma, come è emerso dal dibattito, il Segretario Generale ha illegittimamente inviato il provvedimento all’attenzione dell’Organo Regionale di Controllo per gli atti amministrativi, con il risultato di congelare il provvedimento impedendo che la Giunta lo renda esecutivo, come dovrebbe.
Alessandro Piano e Marco Brambilla – consiglieri comunali di Sesto (F.I. e D.S.) che hanno partecipato al dibattito – sono stati chiari sull’iter della proposta e sulle difficoltà che tuttora deve superare. Il parere del Coreco è determinante, ma in questo caso non avrebbe dovuto essere chiesto in quanto la materia del provvedimento consiliare non rientra, secondo la Legge Bassanini, nelle competenze dell’Organo di Controllo, in quanto non inerisce ai regolamenti comunali, ma realizza solo un impegno della Giunta ad un’azione amministrativa quale è l’istituzione materiale del registro.
Molti e importanti i relatori. Oltre ai consiglieri citati erano presenti Ezio Menzione, l’avvocato pisano che più da vicino ha seguito dal punto di vista giuridico la formazione dell’analogo registro, il primo, a Pisa, insieme s Sonia Bernardini, consigliera comunale, nonché vicepresidente del Consiglio Comunale di Pisa, coordinatrice in Consiglio dei lavori sul registro. Gli amici pisani hanno portato la testimonianza del loro lavoro in toscana, con le difficoltà incontrate ma anche i risultati ottenuti: 12 coppie registrate. Se facciamo le debite proporzioni, a Milano ci sarebbe un boom di registrazioni.
Rita De Santis ha rappresentato l’AGEDO, l’associazione dei genitori e amici di omosessuali, portando la testimonianza di grande disagio e spesso dolore dei ragazzi e delle loro famiglie che, affrontando anche serenamente l’impatto con l’omosessualità, devono confrontarsi con discriminazioni non solo sociali ma soprattutto giuridiche, che in fondo feriscono di più perché provengono dalla Legge che dovrebbe tutelarci.
Gianni Geraci, portavoce delle associazioni di cristiani omosessuali, ha spiegato perché i cristiani – compresi i cattolici – dovrebbero ben vedere ed anzi auspicare una regolamentazione di relazioni affettive che di fatto esistono, alleviando il secolare problema dei sensi di colpa che spessissimo dilaniano le coscienze dei cristiani che sono omosessuali impedendo loro di vivere serenamente i propri affetti e la propria sessualità.
Molti e importanti anche gli interventi, tra cui quello di un parroco che non ha potuto che concordare sulla necessità di evitare il dolore delle persone omosessuali attraverso una politica delle gerarchie ecclesiastiche più mirata alla comprensione delle problematiche concrete che alla condanna indiscriminata e discriminante degli omosessuali.
Nel complesso il dibattito è stato ricco di spunti e anche di motivi di polemica, ma ciò che più conta è che ancora una volta si sia parlato in pubblico di omosessualità e dei reali problemi che le sono legati, con la speranza che ciò possa servire a far crescere anche solo di un po’ la coscienza della collettività sul problema della parità dei diritti di cittadinanza.
In effetti il tema delle unioni civili, nei suoi veri aspetti viene oramai spesso affrontato. Così è accaduto anche venerdì mattina alla Camera del Lavoro di Milano, in un interessante dibattito “FamigliE - i soggetti, i diritti, le politiche, i servizi” in cui l’argomento è stato trattato in modo più tecnico, con la presentazione da parte della Prof. Carla Facchini dell’Università degli Studi di Milano, di uno spaccato delle famiglie italiane supportato dai dati dei passati censimenti, che evidenziano le mutazioni nella composizione e nella distribuzione delle famiglie, la nascita di nuovi tipi di nuclei familiari che oramai hanno importanza statistica, e le tendenze di evoluzione di quella famiglia che si sta trasformando da istituto in aggregazione solidaristica non necessariamente formata da una coppia eterosessuale con prole. Il dibattito, incentrato sulle problematiche relative alle relazioni industriali ed al welfare ha avuto momenti di alta sintesi politica con gli interventi di Ardesia Oriani segretaria della Camera del Lavoro che ha introdotto la manifestazione, di Fiorenza Bassoli, Consigliera regionale DS e Nicoletta Pirotta, Responsabile regionale per le politiche sociali di PRC.
Il dibattito si è spostato sulla problematica delle unioni di fatto con gli interventi di Rosanna Tedesco, avvocato del Centro Donna CdL di Milano, che ha portato giurisprudenza recente sul riconoscimento giudiziale del rapporto affettivo tra due persone dello stesso sesso che avevano convissuto, Massimiliano Colombi, presidente dell’Arcigay di Milano che ha esposto i vari ambiti di relazione tra le persone omosessuali e le realtà familiari e Marco Volante, membro della Commissione pari diritti e opportunità per le persone omosessuali presso il Ministro delle Pari Opportunità e vicepresidente nazionale di GayLib che ha portato un’analisi politica dell’impegno delle istituzioni nell’eliminazione delle forme di discriminazione giuridica, a partire proprio dalle unioni civili.
Milano si sta movendo dunque per fare in modo che la cittadinanza sia informata di quelli che sono alcuni dei temi fondamentali per la democrazia della nostra collettività, soprattutto in un periodo come quello che stiamo passando, e che avrà il suo picco con l’imminenza elettorale, di forti sollecitazioni dei media su argomenti lontanissimi dalle coscienze e dalle immediate necessità dei cittadini.
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