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| Perugia. Una coppia gay si iscrive al registro ed è scontro |
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| Sta scuotendo la politica l'annuncio dell'iniziativa della prima coppia gay che a Perugia si iscriverà nel registro del Comune delle unioni di fatto. |
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| Domenica 14 Settembre 2003 |
| di La Nazione |
| in Vita di coppia |
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Coppia gay, è scontro
PERUGIA — Sta scuotendo la politica l'annuncio dell'iniziativa della prima coppia gay che a Perugia si iscriverà nel registro del Comune delle unioni di fatto.
I favorevoli
E' stato proprio Andrea Maori, segretario del Centro iniziativa radicale di Perugia a raccogliere le firme per la petizione che ha contribuito ad istituire i registro comunale. Ed ora, ovviamente, reputa l'iniziativa di Gian Pietro e Antonio «il primo passo per una battaglia laica di civiltà che ha come obbiettivo il riconoscimento delle unioni diverse dal matrimonio tradizionale». Secondo Maori «Separati che formano nuove unioni, singles che per necessità vivono insieme, coppie di conviventi, anche dello stesso sesso, costituiscono situazioni di fatto e nuove famiglie sempre più diffuse nella società che si affiancano alle forme tradizionali di famiglia. Situazioni di fatto che non sono tutelate e che risultano penalizzate e discriminate sul piano dell' ordinamento civile». Il segretario dei radicali ha poi ribadito l'appoggio dei radicali alla proposta del consigliere regionale dello Sdi Marco Fasolo, «perchè nello statuto della Regione queste nuove forme di convivenza siano considerate di pari dignità di quelle della famiglia tradizionale».
La consigliera delegata per le pari opportunità del Comune di Perugia, Maria Pia Serlupini aveva commentato l'iniziativa, sottolineando che «è stato un risultato faticoso che ha messo in moto uno scontro politico e culturale. Un passo che però — aveva aggiunto — andava fatto in una città, come Perugia, aperta e democratica».
I contrari
Diversa la posizione del centrodestra con il senatore Maurizio Ronconi che aveva già tacciato l'iniziativa come un «segno della decadenza dei costumi». Di «strappo tra società civile e intima moralità» parla invece il consigliere comunale Renzo Baldoni di Alleanza Nazionale.
«Da oggi — ha detto — i nostri giovani avranno un punto di riferimento in meno e tante incertezze in più. Nella confusione più totale dove un sistema liberticida cerca di distruggere ogni valore, anche la famiglia viene distrutta. I responsabili sono stati scoperti e sulle loro coscienze peseranno gravissime responsabilità». Secondo Baldoni si tratta di «un atto inutile in quanto il Registro è privo di ogni effetto pratico/legale, un atto inquietante in quanto pericolosamente permissivo che invita ad un'obietta trasgressione, un atto destabilizzante in quanto mina il valore vero della nostra società - la famiglia, un atto devastante in quanto non difende il valore più importante dell' uomo - la vita».
La Curia
L'Arcivescovo di Perugia conferma l'atteggiamento generale della Chiesa in materia di unioni di fatto, anticipato a marzo in un'intervista a «La Nazione» anche se ieri è intervenuto ufficialmente per ribadire che l'anatema contro le coppie di fatto non si riferiva «ad un giudizio specifico sulle persone anche perchè — sottolinea — per mia abitudine valuto in tali casi le situazioni e non le persone».
L'iscrizione
Gianpietro e Antonio, rispettivamente insegnante di lingue straniere e titolare di un bar avevano annunciato che si sarebbero iscritti all'albo comunale (che avrà sede a Palazzo dei Priori ma non negli uffici dell'anagrafe) entro quindici giorni considerano l'avvenimento un «fatto personale ma con una forte valenza politica».
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