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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
ApB-USA/ I GAY EROI TRENDY IN TV, MA SUL MATRIMONIO RESTA IL TABU'
ApB-USA/ I GAY EROI TRENDY IN TV, MA SUL MATRIMONIO RESTA IL TABU'
Il dibattito sui matrimoni omosessuali spaventa gli americani
Lunedì 11 Agosto 2003
di La redazione di Gaynews
in Vita di coppia

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New York, 11 ago. (Ap.Biscom) - Perche' l'America ha cosi' tanta paura dei matrimoni tra omosessuali? E' il Paese dove la maggioranza dei cittadini appoggia piu' o meno apertamente la battaglia per l'uguaglianza di diritti di gay e lesbiche. E' l'America dei reality show omosessuali, dove i serial tv con protagonisti gay sono l'ultimo grido in onda in prima serata; il Paese che ha eletto "Queer Eye for the Straight Guy" il format dell'anno - il look di un eterosessuale trasandato o poco elegante viene riveduto e corretto da cinque esperti gay in glamour ed eleganza. Eppure in un momento in cui essere gay e' trendy piu' che mai, la sola idea di infrangere il tabu' delle nozze omosessuali e' bastata a scatenare una nuova ondata di polemiche e crociate politiche. Gli americani non si scandalizzano neppure se la figlia del vice presidente Dick Cheney, il piu' conservatore tra i conservatori, si dichiara pubblicamente lesbica, e tanto meno si scompongono se la stessa cosa succede in casa di Richard Gephardt, candidato democratico alla presidenza. Sul sesso tra omosessuali l'America si e' evoluta: nel 1991 il 71% degli americani riteneva che fosse sbagliato, nel 2002 la percentuale era scesa al 53% e il 32% affermava esplicitamente che il sesso tra gay non e' sbagliato affatto. La svolta conservatrice il mese scorso, nota il New York Times che oggi dedica ai diritti gay un lungo articolo. Il Times riporta un sondaggio Gallup condotto a fine luglio dopo la storica sentenza della Corte Suprema che ha invalidato la legge del Texas contro la sodomia. Il 57% degli americani e' contro le unioni tra coppie dello stesso sesso; solo nel mese di maggio la percentuale degli oppositori era ferma al 49 per cento. Per capire che cosa sia successo si sono mobilitati esperti in sondaggi, sociologi e attivisti per i diritti degli omosessuali. Tutti hanno dato la colpa a una parola esplosiva: "matrimonio". Il dibattito sulla liberalizzazione delle nozze gay si e' infiammato subito dopo la storica sentenza di giugno, alimentato dalle dichiarazioni infuocate del giudice della Corte Suprema Antonin Scalia, in profondo dissenso con lo spirito della sentenza. Il prossimo passo della "agenda omosessuale" ha tuonato il giudice saranno proprio i matrimoni gay. Spinto dal brusco mutamento dell'opinione pubblica e sotto pressione da parte della base conservatrice, il presidente George W. Bush ha preso esplicitamente posizione sulla materia promettendo un emendamento costituzionale che limiti, una volta per tutte, le nozze alle unioni tra "un uomo e una donna". Sono dalla sua parte il 70 per cento dei repubblicani. Sulla sponda democratica il vento continua a tirare dalla stessa parte: tutti i candidati presidenziali, pur proponendo maggiori diritti legali per le coppie e favorendo le unioni civili tra gay e lesbiche, si oppongono alle nozze e con loro il 50% degli elettori moderati. La parola matrimonio, anzi, e' messa letteralmente al bando dai discorsi pubblici: tocca corde troppo profonde e risveglia un'America ancora troppo puritana: l'effetto emotivo e' tale da provocare una risposta negativa. I sondaggi sottolineano come gli americani considerino il matrimonio un'istituzione essenzialmente religiosa riservata a un uomo e una donna. Una vasta maggioranza sono sposati con rito religioso, ben l'86 per cento. Compresi quelli hanno messo piede in chiesa per la prima volta in vita loro proprio il giorno del matrimonio. Un altro elemento di pressione sugli Stati Uniti arriva da nord. Il Canada sta per diventare il terzo paese al mondo, dopo Olanda e Belgio, ad ammettere le nozze tra omosessuali. La decisione e' nata in sede giudiziaria con una sentenza della Corte Suprema dell'Ontario che ha definito incostituzionale e discriminatoria la definizione di nozze tra un uomo e una donna ed e' stata fatta propria dal governo liberale di Jean Chretien. Il parlamento di Ottawa votera' i dettagli della nuova legge il prossimo autunno. Centinaia di coppie gay americane sono migrate in Canada per approfittare dell'opportunita' di unirsi in matrimonio nella speranza che la reciprocita' delle unioni - prevista dai trattati internazionali tra i due Paesi - consenta di conservarne la validita' anche negli Stati Uniti. Le organizzazioni di attivisti americane hanno inoltre guardato a quanto accade in Canada come all'avanguardia di un diritto che presto dovra' essere garantito anche dagli Stati Uniti. Fino ad oggi, tra gli Stati americani, solo il Vermont concede alle coppie dello stesso sesso la possibilita' di godere degli stessi diritti civili delle coppie eterosessuali. La legge sulla difesa del matrimonio firmata dal presidente Bill Clinton nel 1996 tuttavia impedisce che siano equiparate sul piano federale, con centinaia di diritti negati, tra cui la reciprocita' della pensione di anzianita' in caso di morte del partner.

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