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| Pannella. «Chiesa più libera senza Concordato» |
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| Pannella e il «doppiopesismo» su indultino e gay: radicali da sempre critici sulle ingerenze del Vaticano |
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| Lunedì 04 Agosto 2003 |
| di Corriere della Sera |
| in Vita di coppia |
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ROMA - Marco Pannella difende le motivazioni che hanno portato in questi giorni ad un nuovo attacco frontale alla Chiesa sulle coppie gay. Perché secondo il leader radicale il problema, ancora una volta, è soprattutto uno: il Concordato. Se non esistesse, la Chiesa sarebbe più libera di parlare e di essere criticata. Invece, «siamo di fronte ad anatemi che criminalizzano ingiustamente» le leggi statali e i Parlamenti. Galli della Loggia sostiene sulle pagine del Corriere che tutti, compresi i radicali, hanno usato due pesi e due misure sulla presunta ingerenza del Vaticano negli affari statali protestando per l’intervento sulle coppie omosessuali e non per gli appelli a favore dell’indulto.
«Non è assolutamente vero. C’è dovizia di documentazione a disposizione per dimostrarlo, da Radio Radicale ai nostri siti internet. C’è uno strazio ormai storico, dato dal rapporto fra l’immagine e l’identità radicali. Anche sul tema che da lustri viene imposto da un Vaticano in presa diretta con quello dei tempi del Sillabo e della Controriforma. Basta ricordare che fui io stesso a dire apertamente ciò che pensavo dell’intervento del Papa alla Camera proprio mentre stava intervenendo. Dall’archivio di Radio Radicale si legge infatti che mi rivolsi in questo modo a Giovanni Paolo II: "Sono le 11,43, sto ascoltando in diretta il Santo Padre e mi verrebbe voglia di gridare se fossi presente in aula: sei magnifico e adorabile. Le tue parole, il tuo pensiero sono tragicamente espressioni di un’ininterrotta lotta contro i valori dell’umanesimo, della tolleranza, della democrazia, della libertà politica».
La differenza di argomento tra le coppie gay e l’indulto può giustificare il diverso atteggiamento comunque assunto di fronte agli interventi del Vaticano, almeno come intensità e clamore?
«L’intensità e il clamore dipendono fin troppo da come li trasmette o li distorce la comunicazione. Resta comunque un’enorme differenza fra una campagna esortativa, umanitaria e caritatevole e la valanga di attacchi, sommatorie e ingiunzioni che esplicitamente e letteralmente criminalizzano Parlamenti, governi e leggi, negando sistematicamente e formalmente la loro autonomia su quasi tutti i settori della vita umana, sociale e morale. Siamo agli anatemi urbi et orbi contro "il liberalismo", il "relativismo morale", la legittimità della ricerca scientifica. Basta pensare al modo con cui si sacralizza l’embrione e a come i contribuenti italiani devono pagare l’inserimento nel corpo docente degli insegnanti di religione».
Non è legittimo che la Santa Sede chieda ai deputati cattolici di opporsi alla legalizzazione delle unioni tra omosessuali?
«Non con il regime concordatario vigente, imposto dall’articolo 7 della Costituzione e con le interpretazioni della Corte Costituzionale che da mezzo secolo combattiamo quasi clandestinamente».
Non sarebbe però giusto che voi, minoranza liberale, difendeste il diritto della Chiesa a dire quello che pensa anche in materia di omosessualità?
«Quando la Chiesa attacca il liberalismo fa politica ed è giusto rispondere sullo stesso piano. Ma il Vaticano sarebbe molto più libero di parlare e di essere contraddetto su tutte le materie possibili se non esistesse il Concordato: aboliamolo. Così facendo si restituirebbe al Vaticano il pieno diritto di fare politica».
Ma si può parlare oggi di «egemonia culturale» della Chiesa?
«A livello culturale è meno che mai egemone. Quello che oggi è di nuovo negato con violenza è la libertà religiosa, di scienza e coscienza, innanzitutto dei cattolici, il cui dramma è più straziante e doloroso che per chiunque altro».
Non ritiene che l’attacco contro la Chiesa sulle coppie gay sia espressione di un conformismo di segno opposto?
«Questa Europa continentale, come questa Italia, hanno prodotto nel secolo scorso fascismi, comunismi, nazismi, unioni sacre sempre contro la democrazia, la tolleranza, la libertà religiosa e politica. Il vero conformismo è impastato di queste radici. Il partito radicale, con i suoi vari soggetti politici, lotta anche per cercare di evitare nuovi amari, disperati, risvegli tardivi. Il sonno della ragione e della ragionevolezza già sta rigenerando mostri».
Roberto Zuccolini
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