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| Rovereto. Approvato il registro delle Unioni Civili |
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| Gay e lesbiche entusiasti per il registro delle unioni |
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| Sabato 05 Luglio 2003 |
| di Alto Adige |
| in Vita di coppia |
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Applausi per Boldrini
ROVERETO. L'approvazione della mozione che apre alle coppie di fatto, indipendentemente dalla loro composizione (omo ed etero), è stata salutata con entusiasmo dalle sezioni provinciali di Arcigay e Arcilesbica, che commentano: «Rovereto è il primo Comune Trentino ad istituire un Registro delle Unioni Civili. Rovereto si è dimostrata, secondo la sua tradizione, una città attenta ai diritti. Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato e inoltre di aver avuto l'opportunità, come associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisex e transessuali) trentine, di partecipare attivamente sia alla stesura della mozione, sia di portare, attraverso il nostro intervento in consiglio comunale, l'esperienza da noi maturata e le nostre competenze. Questo ci ha consentito di spiegare l'importanza di questo atto formale, affinché la mozione fosse capita e votata favorevolmente. Un ottimo esempio di democrazia partecipata». I presidenti Michele Roner e Giovanna Camertoni sono rimasti favorevolmente colpiti dall'intervento di Boldrini (Lega), che ha preso le distanze dal comunicato («aberrante», lo ha definito lui stesso) del suo presidente di partito Conci». Apprezzamento per il voto trasversale del consiglio (emblematicamente - scrive - quasi contemporaneo all'affossamento del «retrogrado e intollerante disegno di legge Morandini») anche da Agostino Catalano, segretario della federazione trentina di Rifondazione, anche lui con una speciale menzione per Boldrini: «Nobile la sua posizione, che dimostra un garbo ed una cultura notevolmente diverse dagli altri esponenti del suo partito». Quanto ai risvolti pratici del registro, quando ci sarà, saranno molto limitati, come spiega Cova: «Forse qualche sconto equiparato alle altre famiglie in strutture pubbliche, ma l'importanza della mozione è essenzialmente simbolica, un primo passo per estendere i diritti a tutti, senza discriminazioni sessuali»
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