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| Palermo. La legge sulla famiglia è "affaristica e clericale" |
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| L´accusa di Cracolici segretario dei DS "Norme a misura di Cl" |
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| Sabato 14 Giugno 2003 |
| di la Repubblica |
| in Vita di coppia |
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Il segretario della Quercia: impostazione affaristica e clericale «Diciamoci la verità, questa è una legge di Comunione e liberazione». Prego? «Hanno usato il diritto di famiglia come una clava ideologica, per propagandare la loro impostazione fortemente clericale. E per garantire un sistema di aiuti che favorisca certe associazioni no-profit attraverso lo strumento creato ad hoc: l´assessorato alla Famiglia». Il segretario dei Ds Antonello Cracolici non è affatto contento del disegno di legge che porta la firma del presidente Cuffaro. Perché boccia questa legge? «Perché fa fare due passi indietro nei rapporti tra Regione e enti locali, da una parte, e famiglie, dall´altra». Non esisteva alcuna disciplina. Non pensa che occorresse una legge organica sui diritti della famiglia? «Intendiamoci: il disegno di legge contiene delle norme innovative, come quelle sugli interventi abitativi, per altro corrette grazie ai nostri emendamenti. Ci sono degli elementi positivi. Ma la legge afferma in maniera ideologica la esclusività del concetto di famiglia, riducendola solo a quella nata dal matrimonio. E questo non possiamo accettarlo». Il presidente Cuffaro fa leva sull´articolo 29 della Costituzione. Che in effetti riconosce i diritti «della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». «Lui ignora, o meglio fa finta di ignorare, una vasta giurisprudenza che, nel tempo, ha esteso il concetto di famiglia alla convivenza e alle coppie di fatto. E poi la legge del governo Cuffaro viola altri due articoli della Costituzione. L´articolo 2, che "riconosce i diritti inviolabili dell´uomo nelle formazioni sociali ove si volge la sua personalità" e l´articolo 3, che riconosce "pari dignità, senza distinzione di condizioni personali o sociali"». Eppure sono previsti importanti interventi, come gli aiuti per l´acquisto della casa e per il pagamento degli affitti. Non pensa che, in fondo, anche la sinistra possa condividere interventi di questo tipo? «Li condividiamo. Ma non in questo contesto. Non accettiamo una Regione erogatrice di contributi diretti alle famiglie, compito che finora era appannaggio dei comuni. Rispunta la Regione accentratrice». Cosa apprezzate invece? «Tutte quelle disposizioni che costituiscono innovazioni importanti, già contenute nella legge nazionale 285 e nella legislazione di altre regioni, come le madri di giorno e i nidi famiglia. Un po´ meno il legame che viene creato tra queste nuove figure e le associazioni familiari, che rischiano di costituire la longa manus per un controllo diretto del governo sulle famiglie stesse. Per non dire delle solite convenzioni». Sono previsti molti aiuti, anche per le famiglie più povere. «Falso. Tutto questo meccanismo quanto costa? La commissione ha dovuto rinviare la determinazione della copertura finanziaria. Perché il costo è indefinito, non è stato posto un limite agli interventi. Ecco perché, alla fine, la legge rischia di essere solo una norma di propaganda». Dal governo dicono che le vostre critiche sono strumentali, muovono solo dal fatto che sono state «disconosciute» le coppie di fatto e quelle omosessuali. È così? «La famiglia non ha come presupposto la eterosessualità, ma la convivenza. Se due donne decidono di vivere insieme non possono essere escluse dai diritti previsti dalla legge». Su questo fronte, in aula, vi troverete contro parte della Margherita, in linea con Cuffaro. «Speriamo di chiarire prima di mercoledì». c.l. Questo articolo ha ricevuto 147 visite.
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