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| Proposta di An in Piemonte: "Se ti sposi, ti finanzio" |
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| L´idea di un consigliere di An: "Vogliamo aiutare i giovani a fare il grande passo per incrementare le nascite in Piemonte". I Ds in regione annunciano opposizione |
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| Venerdì 18 Aprile 2003 |
| di la Repubblica |
| in Vita di coppia |
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OTTAVIA GIUSTETTI
Riservare alle coppie che decidono di sposarsi il 20 per cento dell´edilizia residenziale pubblica, rimborsare i costi di attivazione delle forniture di acqua, gas e elettricità, rimborsare il 50 per cento dell´Ici per due anni: approda in Consiglio regionale l´ennesima proposta di legge sugli incentivi per le giovani coppie. Firmata dalla consigliera di Alleanza nazionale, Patrizia D´Onofrio, la proposta prevede agevolazioni per marito e moglie sotto i 35 anni che siano da poco sposati o abbiano avuto il primo figlio. «Il dilagare del problema abitativo - dice D´Onofrio - incide pesantemente sulla formazione delle famiglie e sulla natalità». In Piemonte il numero medio di figli per donna è pari a 1,25: un livello di denatalità tra i più alti al mondo. E con questa proposta si aggiunge un nuovo tassello a un tema tanto dibattuto sin dalla scorsa legislatura e che ancora oggi si sta discutendo in Commissione. Una legge alla quale tutti i partiti hanno portato il proprio contributo ma che si arena sempre sul medesimo punto: quali devono essere i destinatari degli incentivi. La maggioranza si tiene su posizioni più conservatrici l´opposizione spinge per aprire anche alle coppie di fatto. «Fino a oggi in Commissione abbiamo approvato 31 articoli su 68 del decreto - spiega Mariangela Cotto, assessore regionale alle Politiche sociali - dalla proposta D´Onofrio prenderemo di certo qualche spunto. E la speranza è che il 2003 sia l´anno della svolta». Sono arrivati invece gli incentivi per le giovani coppie, destinati dalla finanziaria nazionale. E l´assessore, proprio nei prossimi giorni, dovrà stabilire secondo quali criteri andranno ripartiti. Si tratta del 15 per cento del fondo per le Politiche sociali ed è per le famiglie di nuova formazione che intendono comprare la prima casa. «Mentre si continua a discutere la legge regionale - conclude la Cotto - partono le agevolazioni sui mutui, nelle prossime settimane metteremo a punto tutti i dettagli».
LA SOCIOLOGA Saraceno: meglio puntare su altri aiuti "Non è la soluzione giusta"
Si punti su affitti a basso costo e assegni non solo per i figli
«Non mi scandalizza più di tanto che la proposta di An sia riservata solo a chi è sposato ma mi chiedo comunque se incentivare l´acquisto della casa sia la soluzione per convincere le giovani coppie a mettere su famiglia». Chiara Saraceno, docente di sociologia della famiglia all´Università di Torino, spiega perché non crede nella politica di incentivazione della natalità che focalizza l´attenzione sull´acquisto della casa. «Penso che l´ipotesi di congelare tante risorse nel periodo di formazione della famiglia non sia così attraente per i giovani». Perché? «In Italia buona parte delle coppie che compra un appartamento lo fa con i soldi dei genitori. Per gli altri, investire tutti i risparmi in una casa non è una buona idea: in quella fase di formazione della famiglia le incertezze sono moltissime, a cominciare dal posto di lavoro e dal luogo in cui si intende vivere. L´attuale politica sul tema del lavoro poi è in contraddizione con quella che intende affrontare il tema della famiglia». Non è la mancanza di una casa allora, il vero motivo per cui i giovani tardano a sposarsi e a fare figli? «Lo è ma non solo. Il fatto è che non puoi prendere la strada della mobilità e della flessibilità nel lavoro ma dire ai giovani di comprare quattro mura in un posto che sarà sempre lo stesso per il resto della vita e che dovrai pagare per i prossimi trent´anni. Inoltre sappiamo tutti che in Italia è facile comprare ma non altrettanto facile vendere». Quali sono le soluzioni alternative? «Una politica di incentivazione degli affitti a basso costo e l´introduzione di assegni familiari degni di questo nome, credo sarebbero un incoraggiamento maggiore. Oggi le giovani coppie sono di fatto escluse dalle case popolari e anche dai contributi economici. Non avendo ancora figli sono tagliate fuori da tutte le agevolazioni». (o.giu.)
LA CONSIGLIERA Manica: è un fenomeno in aumento "Errore escludere chi convive"
Decine le proposte simili, ma finora non si è mai trovata un´intesa
La proposta di legge dei Democratici di sinistra per gli aiuti alle giovani coppie è arenata in Commissione. Presentata nella scorsa legislatura non è mai arrivata in Consiglio regionale ed è stata motivo di accesi dibattiti politici perché intende aprire alle coppie non sposate. Giuliana Manica, capogruppo Ds in consiglio, spiega: «La nostra proposta era articolata, seria, rivolta anche a chi non è legato dal vincolo del matrimonio, ma su questo punto non c´è accordo qui come a livello nazionale». A settimane di dure polemiche sono seguiti mesi di silenzio. Oggi arriva la nuova proposta di An. Questo testo potrebbe avere un destino diverso? «In realtà non abbiamo mai smesso di discutere su questo tema. Patrizia D´Onofrio forse non sa che nel frattempo sono state presentate decine di proposte. Tutte sembrano aver fatto la fine della carta straccia. Se il suo testo dovesse avere migliore destino e arrivare in consiglio regionale, a quel punto tutte gli altri sarebbero ritirati fuori e si dovrebbe iniziare da capo». Intanto i livelli di natalità continuano a scendere e il problema delle nascite sta diventando una vera emergenza sociale. Impossibile superare lo scoglio ideologico? «Io non credo che ci metteremo mai d´accordo su questo nodo, stiamo facendo continui passi indietro. E non sarà certo D´Onofrio a cambiare la situazione. Prima di lei ci sono molti altri consiglieri, anche della stessa maggioranza. Lo scontro resta durissimo». Vi accusano di parlare di coppie di fatto per aprire la strada anche alle coppie omosessuali. «Non ci sarebbe niente di strano. Ma anche volendo lasciare da parte questo punto le coppie non sposate con figli sono in aumento da anni ed è paradossale pensare di fare oggi una legge che le tiene fuori dagli aiuti economici». (o.giu) Questo articolo ha ricevuto 138 visite.
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