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| Unioni più europee e più civili |
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| Parte una campagna per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, omosessuali e non. Oggi un convegno a Palermo |
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| Sabato 08 Febbraio 2003 |
| di Il Manifesto |
| in Vita di coppia |
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FAMIGLIE GIANNI ROSSI BARILLI Visto che il parlamento italiano non si vuole decidere a riconoscere i diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso, adeguandosi così alla gran parte degli altri paesi europei, sarà il caso di dargli una spinta. Hanno questo obiettivo alcune iniziative che partono in questi giorni per concentrare l'attenzione sul tema. Si comincia da Palermo, dove le associazioni gay, lesbiche, bi e transessuali hanno organizzato una settimana di eventi significativamente intitolata «Illegalmente insieme». Offre uno spunto interessante il venticinquesimo anniversario di convivenza «illegale» di Massimo Milani e Gino Campanella, una coppia di militanti gay che verrà debitamente festeggiata per il traguardo raggiunto venerdì prossimo (San Valentino).
Non ci si limiterà comunque alla celebrazione della ricorrenza, perché questo pomeriggio, nella ufficialissima cornice dell'aula consiliare di Palazzo delle Aquile, si svolge un convegno che si propone di affrontare gli aspetti giuridici e politici della questione, a partire da una proposta di legge presentata alla camera da oltre venti deputati di Prc e Ds (prima firmataria Titti De Simone). Si tratta di un testo di respiro molto ampio che mira a ridisegnare completamente il quadro legale relativo alle forme di convivenza e ai rapporti affettivi. Tende infatti a introdurre nella nostra legislazione istituti del tutto nuovi, come l'unione civile e la convivenza registrata, ma anche a riformare il diritto di famiglia per stabilire condizioni di effettiva parità tra i coniugi e per consentire l'adozione di minori anche alle persone singole. L'unione civile offrirebbe garanzie di tutela a quelle che oggi vengono definite coppie di fatto, etero e omosessuali, mentre la convivenza registrata riguarda solo le coppie omosessuali, alle quali sarebbero estesi tutti i diritti e doveri attualmente derivanti dal matrimonio. La proposta di legge prevede inoltre anche la possibilità di disciplinare, soprattuto riguardo agli aspetti patrimoniali, anche le convivenze di fatto che non presuppongono legami equiparabili al vincolo coniugale (si pensi per esempio a due amici che abitano insieme).
Le iniziative palermitane, comunque, saranno solo l'inizio. L'Arcigay nazionale lancerà infatti la settimana prossima una campagna in grande stile, alla quale hanno già aderito numerose associazioni, per importare in Italia il Pacs (Patto civile di solidarietà), un istituto introdotto in Francia nel 1999 che ha esteso molti dei diritti attribuiti al matrimonio alle coppie conviventi etero e omosessuali. Come primo passo si vogliono raccogliere centinaia di migliaia di firme in calce a una petizione da recapitare ai presidenti dei due rami del parlamento.
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