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| Bolzano. Coppie di fatto, destra e centro fanno muro |
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| Maggioranza spaccata sull'apertura alle unioni omosessuali, Margherita con An. Aperture dalla SVP |
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| Domenica 26 Gennaio 2003 |
| di Alto Adige |
| in Vita di coppia |
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I DIRITTI NEGATI
di Elena Fabiani
BOLZANO. Il voto sul riconoscimento delle coppie di fatto spacca il consiglio comunale e divide il centro sinistra, dando luogo ad un'inedita alleanza fra i banchi delle destre, An e Unitalia, e quelli della Margherita. Fanno muro su un fronte comune e opposto Ds, Verdi e Rifondazione comunista, schierati a fianco della Svp che sulla questione mostra un'apertura inaspettata. Si accodano Ladins e Italia dei valori. Mentre il sindaco gela gli entusismi e rimanda qualsiasi dichiarazioni al dopo dibattito.
La discussione sul riconoscimento delle unioni civili, approdata in consiglio comunale grazie ad una proposta di «Centaurus», l'associazione altoatesina omosessuale e, il tramite della sinistra fra Verdi, Ds e Rifondazione, si apre a trecentosessanta gradi evidenziando risvolti inaspettati e, addirittura inediti.
Sul braciere del dibattito politico che è andato via, via assumendo toni sempre più forti dentro, ma soprattutto fuori dell'aula, fra associazioni cattoliche e di sinistra, c'è la questione dell'istituzione di un «Registro delle unioni civili», un'iniziativa già realizzata in altri comuni della Toscana e dell'Emilia Romagna. Una questione che non ha mancato di fomentare un dibattito che si preannunica fin da ora, in consiglio, davvero acceso.
Intanto, si stanno delinenado i fronti della discussione fra favorevoli, contrari e e coloro che si schierano per la tolleranza zero verso le coppie gay. Vale la pena di sottolineare la voce isolata dal coro del consigliere di An Ferdinando Pontecorvo, che sulla questione si dichiara «personalmente» favorevole al riconoscimento. Un'eccezione alla regola che nel partito impone un diktat inappellabile: «No alle coppie gay». Da Alberto Sigismondi a Rullo Generoso, Stefano Ageli e Antonella Biancofiore. Un quartetto al quale si uniscono Luigi Schiatti e Gianfranco Piccolin di Unitalia e, con un blitz solitario, Gaetano Guerriero della Margherita. Su questo versante c'è poco da spiegare: «E' una situazione complessa - spiega il capogruppo di An Rullo Generoso - ma siamo tutti daccordo che se sulle coppie di fatto uomo-donna si può chiudere un occhio, lo stesso non vale per i gay. Verso di loro non siamo disponibili ad alcuna apertura».
Si passa, poi, ai versanti tradizionali, quelli del sì e del no, che riservano, anche loro, qualche sorpresa. Non sono disposti a un'apertura verso le coppie di fatto, tanto etero, quanto omosessuali, gli esponenti del centrosinistra: Paolo Berlanda, Maurizio Moretti della Margherita, accanto a Daniele Varalta e Silvano Baratta di Insieme per l'Alto Adige.
Rimangono i sì, e la lista non è corta: dopo Pontecorvo, compaiono Ellecosta e Ausserer (Svp), tutti i Verdi, Galletti di Rifondazioe, Dariz dei Ladins, i Ds e Cristina Zanella per Italia dei valori.
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