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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Bolzano, coppie gay. Nascondersi è sbagliato noi ci siamo dichiarati»
Bolzano, coppie gay. Nascondersi è sbagliato noi ci siamo dichiarati»
«Ricca e cattolica, Bolzano per ora non ci discrimina» Coppia da 8 anni
Sabato 25 Gennaio 2003
di Alto Adige
in Vita di coppia

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BOLZANO. Coppie di fatto sì, coppie di fatto no. E' dilemma in consiglio comunale, ma fra una e l'altra posizione, ci sono i distinguo del caso sollevati dai banchi della destra che sembrano concentrarsi tutti, o quasi, sulle coppie omosessuali. La parola, quindi, passa ai diretti interessati: Gian Luca Bartellone, 41 anni di Pavia, da quasi quattro anni vive stabilmente a Bolzano dove si è trasferito per ricongiungersi con il compagno, Waldemar Kerschbaumer 31 anni, bolzanino, nella vita grafico. Gian Luca, nel paese dove ha vissuto fino a prima di conoscere Waldemar, è consigliere comunale. Lì, fra i 150 abitanti del piccolo centro, ha sempre vissuto senza alcun problema. Ora, a Bolzano, rivendica il diritto a una definizione importante, quella della sua unione con Waldemar, che possa garantire giuridicamente se stesso e il suo compagno. Si conoscono da otto anni, ma convivono da quando le circostanze e, quindi, il trasferimento di uno dei due, lo ha reso possibile. Sono una coppia, non riconosciuta per legge, ma cosiddetta «dichiarata». Che cosa vuol dire? «Semplicemente che viviamo alla luce del sole - spiega Waldemar - non cambia nulla per noi, né per gli altri. Semplicemente non ci nascondiamo». Ma cambierebbe qualcosa se la vostra unione fosse riconosciuta dalla legge? «Certo. E molto - prosegue - ma è un passaggio per il quale i tempi non sono ancora maturi, in Italia. La questione del registro? E' un passo in avanti e un segnale positivo per una città cattolica e ricca come Bolzano». Due fattori, questi ultimi, che secondo Gian Luca sono contradditori, perchè l'uno toglie terreno all'altro. «Le possibilità economiche di maturare ci sono - spiega - ma vengono frenate dall'impronta cattolica del sistema altoatesino e, quindi, dal suo conservatorismo». Che cosa potrebbe cambiare con il riconoscimento? «Tutta una serie di questioni molto pratiche ed economiche - continua Gian Luca - null'altro, perchè noi, viviamo già bene così». E il vostro inserimento sociale, come coppia omosessuale a Bolzano? «Il primo passo - risponde Waldemar - è accettarsi per farsi successivamente accettare dagli altri. Personalmente, ad esempio, sul lavoro non ho problemi. Ho un dialogo aperto con i miei colleghi e, soprattutto, di confronto reciproco. Significa che io parlo della mia vita e loro della loro». E Bolzano come comunità? «Non è differente da molte altre città italiane - fa presente Gian Luca - forse è più ricca». Che cosa s'intende per riconoscimento? «Fondamentalmente giuridico, della mia situazione di fatto che nessuno può negare - prosegue Gian Luca - non ho problemi a dire che convivo con un uomo. E credo che la visibilità porti garanzie e rispetto anche per se stessi. La nostra rimane ancora una battaglia che si gioca su un doppio livello: quello psicologico e quello legale». Perchè psicologico? «Certo - conclude - perchè sono ancora molti gli omosessuali che si nascondono, che vivono vite sotterranee, come colpevoli e, che per la società, non esistono. La nostra è una lotta per i diritti, per il rispetto di noi stessi e di tutti».

LA SCHEDA Lungo elenco di svantaggi

BOLZANO. «Un registro anagrafico per le coppie di fatto, etero e omosessuali - spiega Enrico Oliari, presidente nazionale dell'associazione gay liberali e di centrodestra - è un primo importante passo verso il riconoscimento di una serie di diritti, ma non solo. Anche di doveri». E stila un lungo elenco: assegni famigliari per il coniuge a carico, detrazioni dalle tasse, diritto di visita in ospedale, carcere o istituto dove di regola è necessario attendere un'apposita procura dei parenti di sangue, finanziamenti a fondo perduto per facilitare l'acquisto di una casa, in caso di morte il diritto alla reversibilità della pensione al coniuge superstite, il diritto ereditario, alla liquidazione, a ottenere quanto dovuto per assicurazione obbligatoria contro l'invalidità, il diritto alla reversibilità del contratto d'affitto, il diritto all'usufrutto della casa posseduta in comune e della mobilia in essa contenuta, il diritto ad ottenere un risarcimento per la morte della persona amata, il diritto, se si vuole, a non testimoniare contro il proprio partner, eppoi i fringe benefits, per esempio cure dentistiche, oculistiche per i famigliari e ancor sconti per i viaggi, per le coppie. Poi c'è il discorso delle banche, delle firme congiunte e via dicendo.

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