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| Bolzano. Il registro delle unioni civili divide il consiglio |
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| Le destre sono contrarie ai diritti per le coppie gay e perplesse su quelle di fatto |
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| Venerdì 24 Gennaio 2003 |
| di Alto Adige |
| in Vita di coppia |
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I DIRITTI NEGATI
di Elena Fabiani
BOLZANO. Riconoscere le coppie di fatto è politicamente corretto. Questo quanto emerge dalla maggior parte dei banchi del consiglio comunale di Bolzano impegnato, a voce alta, nella discussione sulla proposta di istituire un registro delle unioni civili, partita da «Centaurus» e approdata in giunta grazie a Verdi e Ds. Apertura da parte della Stella Alpina e chiusura senza possibilità di appello da Unitalia. Fra una e l'altra, il valzer di distinguo di Alleanza nazionale e della Margherita. Quello che è certo, è che farà discutere. L'iniziativa partita da «Centaurus», l'associazione omosessuale altoatesina, approdata al tavolo della politica comunale attraverso Verdi e Ds, rappresenta una grossa novità per la città di Bolzano, anche se il capoluogo è già stato preceduto dalle regioni Emilia Romagna e Toscana da almeno un paio di anni. Ma sull'istituzione di un «Registro comunale delle unioni civili», sul quale il sindaco Salghetti si è già espresso positivamente, l'impressione è che si cerchi di prendere tempo. Donato Seppi (Unitalia): in un comunicato definisce la proposta del sindaco aberrante. «Deve essere messo politicamente nelle condizioni di non nuocere oltre alla comunità con decisioni politiche deliranti - si legge - porre sullo stesso piano le coppie eterosessuali che convivono come fossero sposate e che per scelta non si uniscono in matrimonio con quelle omosessuali, considerandole a tutti gli effetti, comprese le agevolazioni pubbliche, costituisce un gravissimo errore umano, morale e soprattutto politico». Alberto Sigismondi (An): «E' necessario capire che tipo di opportunità potrà dare alle coppie di fatto e che valore potrà avere a livello normativo, se ne avrà. Se dovesse avere qualche effetto giuridico, c'è da pensarci seriamente. La mia posizione? Non sono pregiudizialmente contrario. Ma la cosa importante è capire dove si vuole arrivare. Tutto dipenderà dai contenuti. Se riguarda anche le coppie omosessuali vanno fatti dei distinguo. Il voto? Dipende dalla piega che prenderà la discussione all'interno del gruppo». Inge Bauer Polo (Svp): «Penso che si lascerà libertà di coscienza a tutti. Mi devo ancora informare sull'intera questione anche a livello nazionale. Se giuridicamente il registro non porta a niente, non capisco che senso abbia lavorarci sopra». Wally Rungger (Verdi):«Sono favorevole. Evidenzia problematiche che esistono e con cui dobbiamo fare i conti. Dà una lettura della società antidiscriminatoria. Non credo che il registro comporterà vantaggi sociali. E'importante come segnale, ripeto, come provvedimento antidiscriminatorio». Gaetano Guerriero (Margherita): «Le coppie di fatto sono una realtà. Non capisco, però, che utilità porti un registro che non ha effetti giuridici. Non sono contrario. Ma da un punto di vista personale, io sono per la famiglia tradizionale. Sono curioso di vedere il taglio che prenderà la discussione in consiglio». Questo articolo ha ricevuto 217 visite.
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