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| UE e coppie gay. L'Osservatore romano spara a zero: "Si vuole stravolgere il piano creativo di Dio" |
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| "Le forme di convivenza "registrate" sia eterosessuali sia, a maggior ragione, omosessuali offendono profondamente il piano creativo di Dio, il Quale ha istituito la famiglia fondandola sul matrimonio tra uomo e donna. Ledono, inoltre, la dignità delle persone che si immettono in una situazione di disordine morale e offuscano la verità sul matrimonio e sull'autentico amore sponsale". Il resto del delirio all'interno... |
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| Venerdì 17 Marzo 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Edizione del 18 marzo 2000
Una risoluzione del Parlamento Europeo
La risoluzione del Parlamento Europeo che invita gli Stati dell'Unione a introdurre "la "convivenza registrata" anche per le persone appartenenti allo stesso sesso" e a modificare la propria legislazione "al fine di riconoscere legalmente le unioni al di fuori del matrimonio", è un nuovo colpo di maglio contro l'istituto familiare nel suo modello originario, che è stato alla base della nostra civiltà e della nostra cultura.
Pur non avendo valore vincolante, la risoluzione è inaccettabile sotto il profilo etico e giuridico. Le forme di convivenza "registrate" sia eterosessuali sia, a maggior ragione, omosessuali offendono profondamente il piano creativo di Dio, il Quale ha istituito la famiglia fondandola sul matrimonio tra uomo e donna. Ledono, inoltre, la dignità delle persone che si immettono in una situazione di disordine morale e offuscano la verità sul matrimonio e sull'autentico amore sponsale. Creano, infine, presupposti d'indole giuridica per legittimare forme eversive e disgregatrici su misura di orientamenti e tendenze individualistiche di gruppi elitari. La parità e l'uguaglianza che si reclamano vengono promosse e ottenute contro il rispetto della dignità della persona. (g.c.)
(©L'Osservatore Romano - 18 Marzo 2000)
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Dichiarazione del Pontificio Consiglio per la Famiglia
I mezzi di comunicazione informano che il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione sul rispetto dei diritti umani nell'Unione Europea che contempla anche la modalità delle unioni di fatto e tra esse la convivenza dichiarata tra persone dello stesso sesso, come pure la necessità di riconoscere "matrimoni legali" tra persone dello stesso sesso.
Tale Risoluzione costituisce un grave e ripetuto attentato contro la famiglia fondata sul matrimonio, quale unione di amore e di vita tra un uomo e una donna, dalla quale scaturisce naturalmente la vita. Su tale unione matrimoniale, essendo un bene necessario, è solidamente basata ogni società. Negare questa fondamentale ed elementare verità antropologica porterebbe alla distruzione del tessuto sociale. Equiparare tali unioni di fatto, e ancora più quelle omosessuali, alle unioni propriamente matrimoniali e invitare i Parlamenti ad adeguare la legislazione in tal senso, non costituisce un disconoscimento della profonda aspirazione dei popoli nella loro più intima identità?
Nel corso della storia i popoli hanno riconosciuto saggiamente ciò che è e comporta il matrimonio, che invece ora viene sottomesso ad una così fuorviante interpretazione da parte del Parlamento Europeo mediante tale Risoluzione. Fortunatamente i Parlamenti dell'Europa sapranno sicuramente essere in sintonia con la stragrande maggioranza delle famiglie europee, che occorre urgentemente sostenere nella loro nobile missione e che ora si vedono ingiustamente equiparate a questo tipo di "unione" con tale Risoluzione che in nessun modo ha un autentico valore legislativo né è di orientamento obbligatorio. La natura specifica della famiglia, fondata sul matrimonio, è riconosciuta dalla maggioranza delle Costituzioni europee. Tale natura non è peraltro soltanto una verità dei credenti, ma patrimonio naturale dell'umanità, inscritta nel cuore dell'uomo e che caratterizza la cultura dei popoli.
I legislatori, pertanto, e in modo particolare i parlamentari cattolici, non dovrebbero favorire con il loro voto questo tipo di legislazione poiché contraria al bene comune e alla verità dell'uomo e quindi in realtà iniqua.
(ALFONSO Card. LÓPEZ TRUJILLO)
(Mons. FRANCISCO GIL HELLÍN)
Città del Vaticano, 17 marzo 2000
(©L'Osservatore Romano - 18 Marzo 2000)
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