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| UE e coppie gay. "Quanta violenza contro gli omosessuali". Di FERDINANDO CAMON |
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| La chiesa cattolica vorrebbe che gli omosessuali si comportassero "in maniera contraria alla propria natura o alla propria cultura". Da l’Unità di sabato 18 marzo 2000 |
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| Lunedì 20 Marzo 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Da l’Unità di sabato 18 marzo 2000
QUANTA VIOLENZA CONTRO GLI OMOSESSUALI
Di FERDINANDO CAMON
Quel che lascia addolorati e increduli, nelle decisioni in fatto di scienza, etica, libertà e diritti, della Chiesa
cattolica, è il linguaggio. Ieri come oggi. I tanti filosofi, scienziati, pensatori, che la Chiesa ha disapprovato, scavalcavano il loro tempo, superavano la capacità della Chiesa di giudicare e accettare: la Chiesa «poteva» non capire, non accettare. Ma ciò che ha reso sgomentante il suo rapporto con coloro che introducevano qualcosa di rivoluzionario, è che li giudicava non in errore; ma in colpa, una colpa carica di volontarietà, di malignità, di offesa all'umanità, di danno al mondo, tale insomma da meritare la morte mediante la più alta sofferenza. Tutto ciò che contrasta con la Chiesa è «peccato» e non c'è peccato se non c'è la piena partecipazione di una volontà malvagia. Tra le condanne che la Chiesa tiene in vigore, nel campo dei diritti e delle libertà, la più tenace riguarda l'omosessualità. Anche qui, quel che suscita sorpresa e amarezza nelle decisioni della Chiesa, non è solo la condanna, ma anche la durezza, la chiusura, l'incomprensione, il rifiuto di ogni dialogo, insomma il «ribrezzo» che precede e genera la condanna. L'apertura più grande in fatto di omosessualità la Chiesa l'ha pronunciata di recente, l'anno scorso, e consiste in una teoria molto interessante. La formula usata è stata questa: «Uno può essere omosessuale, a patto che non si comporti come tale». La colpa non sta nell'essere omosessuale, ma nel comportarsi come si è. Adesso che il Parlamento Europeo ha autorizzato (anzi, invitato) i singoli governi a prendere atto che gli omosessuali possono anche vivere insieme, in coppia fissa e registrata, e quindi "fare gli omosessuali ", la Chiesa protesta in termini di eccezionale violenza: dice che la direttiva dell'Europarlamento «va contro il rispetto della dignità e della persona umana». Fermiamoci e ragioniamo.
Cosa vuoi dire, psicologicamente parlando, che uno può essere come la sua natura o la sua cultura vogliono, ma non può comportarsi come tale? Vuol dire, semplicemente (e terribilmente) che quell'uno deve comportarsi in maniera contraria alla propria natura o alla propria cultura. Da un secolo sappiamo che questo «vivere in contraddizione con se stessi», «essere il proprio nemico», genera lo spezzamento della personalità, la pazzia, che ha tante genesi e tanti stadi, ma lo stadio di chi vive come se fosse un altro è il più grave. Sotto sotto, in questa raccomandazione a non vivere come si è, c'è il concetto che il modo in cui si è colpevole, e vivere nell'angoscia espia quella colpa. Questa interpretazione è avvalorata dalla spiegazione che la direttiva del Parlamento Europeo «va contro il rispetto della dignità e della persona». L'omosessuale che fa l'omosessuale manca di rispetto verso la propria persona e verso tutte le altre, l'umanità. Commette una colpa morale, sociale e umana. Mentre essere omosessuali e non vivere come tali, cioè reprimersi per tutta la vita, questo salva il rispetto della dignità e della persona. In conclusione, l'unico modo in cui l'omosessuale è accettabile è che sia pazzo. L'uomo sessualmente etero è buono e vuole il bene, l'uomo sessualmente omo è cattivo e vuole il male, o, come dice l'organo della Chiesa, «si immette in una situazione di disordine morale, e offusca la verità". Questa idea del sesso (non freudiana, non psicologica, non psicanalitica, non antropologica) viene imposta a individui, famiglie, stati, governi nazionali e supernazionali, con la violenza di chi ha la verità, eterna e immortale, e non ha il minimo dubbio che quella verità sarà confermata anche fra cento, mille, duemila anni. Esattamente come tutte le altre verità non scientifiche, non filosofiche, non fisiche, imposte e difese con la tortura, la persecuzione, la condanna a morte, insomma con la violenza. C'è la certezza che nessuno, mai, di queste ostilità, umiliazioni disprezzi, preclusioni, persecuzioni, chiederà perdono. E' una certezza che impressiona, ma non convince. E abbiamo l'impressione che la nonconvinzione entri ormai anche nel mondo cattolico.
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