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| UE e coppie gay. Per l'Azione cattolica ci sono già gli satrumenti per riconoscere le coppie gay senza parificarle al matrimonio |
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| Mercoledì 22 Marzo 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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COPPIE GAY: AZ. CAT., RISOLUZIONE UE CONTRASTA CON COSTITUZIONE Roma, 21 mar. - La risoluzione con la quale il Parlamento Europeo ha invitato gli Stati dell'Unione a modificare le legislazioni nazionali per garantire alle coppie di fatto, anche omosessuali, gli stessi diritti delle famiglie fondate sul matrimonio "contrasta con l'articolo 29 della nostra Costituzione, secondo cui la societa', pur rispettando doverosamente le scelte dei singoli, non puo' rinunciare ai valori della famiglia naturale, fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, che sola puo' consentire stabilita' affettiva, reciproco servizio, definitiva scelta di fedelta' e apertura piena alla vita". A scendere in campo contro la risoluzione del Parlamento europeo e' quest'oggi l'Azione Cattolica italiana. "Innanzitutto - si legge in un comunicato della Presidenza nazionale dell'Azione Cattolica - si percepisce come si stia forzatamente spingendo verso un radicale mutamento culturale che vede la vita di coppia come soluzione dei problemi personali e non come il mantenimento dell'impegno assunto nei confronti della persona amata e dei figli". Questo significa che "si e' persa, almeno negli ambienti che hanno sostenuto la risoluzione, - continua il comunicato - l'idea che il matrimonio e la famiglia siano una risorsa fondamentale per il vivere civile: cio' contrasta in modo stridente con i continui carichi di supplenza che gli Stati sempre piu' le chiedono per far fronte al venir meno dello Stato sociale". Anche quando si tratta "di venire incontro alle esigenze di quanti si trovano in situazioni di sofferenza, che spesso si nascondono dietro tante richieste di legalizzazione, - conclude l'Azione Cattolica - questo puo' essere attuato con i numerosi strumenti che l'ordinamento giuridico gia' mette a disposizione, senza procedere ad una comparazione per se' stessa impossibile. Piu' volte il legislatore e la Corte di Cassazione hanno effettuato interventi a tutela delle parti piu' deboli in queste convivenze". Questo articolo ha ricevuto 170 visite.
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