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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Unioni Civili. Gianpaolo Silvetri dei Verdi interviene sulla raccomandazione del Parlamento Europeo
Unioni Civili. Gianpaolo Silvetri dei Verdi interviene sulla raccomandazione del Parlamento Europeo
Articolo pubblicato nel “IL SOLE CHE RIDE quindicinale di informazione dei verdi italiani” , numero 12-13 a pag 15
Martedì 09 Maggio 2000
di Gay.it
in Vita di coppia

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UNIONI CIVILI / EPPUR SI MUOVE

EEP

IL 16 MARZO 2000, con 251 voti favorevoli, 169 contrari e 13 astenuti, il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione “sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea”, in cui, agli articoli 54,55,56, si riafferma la necessità di eliminare ogni discriminazione e violenza sociale in riferimento all’orientamento sessuale. In particolare, dopo aver preso atto con soddisfazione che «in numerosissimi Stati membri vige un crescente riconoscimento giuridico della convivenza al di fuori del matrimonio indipendentemente dal sesso» invita tutti «a modificare la propria legislazione al fine di riconoscere legalmente la convivenza al di fuori del matrimonio indipendentemente dal sesso».

Come si vede, nonostante gli ululati delle destre e di chi straparla (anche nella maggioranza) in nome della famiglia e di Dio, nulla di nuovo. Infatti già nel la seduta dell’8 febbraio del 1994, il Parlamento Europeo approvò la “Risoluzione sulla parità di diritti per gli omosessuali nella Comunità” presentata da Claudia Roth, allora copresidente del Gruppo Verdi a Strasburgo( vedi “Omosessuale è naturale- Risoluzione A3-0028/94”, Millelire Stampa Alternativa, a cura di Gianpaolo Silvestri., reperibile presso Federazione dei Verdi nazionale) e l’art. 13 del Trattato di Amsterdam specifica il divieto di discriminazioni anche in riferimento all’orientamento sessuale (vedi disegno di legge di Laura Balbo e del Governo “Misure contro le discriminazioni e per la promozione di Pari Opportunità” a cui i Verdi hanno dedicato un riuscito convegno/seminario il 12 gennaio scorso).

Non mi accodo quindi a commentare il tutto. Solo una domanda : perché dal 94 nessuna delle proposte del Parlamento Europeo sui diritti delle persone omosessuali ha avuto, non dico l’approvazione, ma neppure una discussione nelle Commissioni Parlamentari? Se non ora che siamo al Governo, quando?

“Famiglia Cristiana”, il più diffuso periodico italiano, continua (positivamente) a far parlare di sé. Antonio Sciortino, il nuovo direttore del settimanale cattolico che ha sostituito Don Zega, rispondendo ad una lettrice di 17 anni scandalizzata per l’atteggiamento dei sacerdoti nei confronti dei gay, afferma che la Chiesa dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e che «Il Vangelo è molto chiaro. Ma il suo messaggio lo annunciano degli esseri umani, che tendono inevitabilmente a deformarlo. O quanto meno a leggerlo attraverso le lenti affumicate dei pregiudizi del proprio tempo». E poi la stoccata : «Talvolta combattere con tanta virulenza l’omosessualità degli altri potrebbe rivelare inconsciamente un conflitto con le proprie pulsioni». Ovviamente ciò vale non solo per la Chiesa, o no?

È davvero disgustoso ed ipocrita il frenetico balletto attinente le date del “World Gay Pride Roma 2000” (a cui I Verdi hanno già convintamente aderito) ed i tentativi non troppo velati di impedirlo o recintarlo. In questo caso condivido - parola per parola- la lettera pubblica inviata agli organizzatori da Grazia Francescato, Presidente dei Verdi, che qui voglio riportare nella sua interezza : «È davvero incomprensibile che mentre in tutto il mondo si rinnova la memoria e la condanna della barbarie nazista, uno dei soggetti che furono annientati nei campi di sterminio non abbia ancora pieno diritto di cittadinanza. I triangoli rosa, le persone omosessuali, non solo non hanno ottenuto risarcimenti, pietà e solidarietà, ma c’è persino chi ritiene inammissibile la loro presenza organizzata, visibile, orgogliosa, in una delle capitali europee. L’appuntamento del World Gay Pride Roma 2000 deve essere mantenuto: bene hanno fatto le istituzioni romane a farne un appuntamento di alto valore per la città, per praticare una civile convivenza ed un alto senso delle libertà e dei diritti. Per questo è vitale che la manifestazione veda la presenza non solo delle persone omosessuali ma di tutte le forze democratiche, dei partiti e sindacati, delle associazioni, volontariato e sinistra diffusa, di singoli cittadini. È una occasione per rilanciare la necessità di norme antidiscriminatorie, per applicare il Trattato di Amsterdam, per volere davvero la ricchezza dello scambio delle differenze. Altro che non passare per le Basiliche Giubilari! Anche la Chiesa sappia, in questo santo anno di riconciliazione e perdono, avere parole di attenzione e chiudere con una omofobia che ha prodotto sin troppe vittime. I Verdi, come sempre, faranno la propria parte». Concordo e sottoscrivo.

Gianpaolo Silvestri

Referente Diritti Civili Federazione dei Verdi









Articolo pubblicato nel “IL SOLE CHE RIDE quindicinale di informazione dei verdi italiani” , numero 12-13 a pag 15




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