 |
| Udine. Il Consiglio comunale vota una mozione antigay |
 |
| In un consiglio dominato da pregiudizi, luoghi comuni e qualche volgarità la destra riafferma il tradizionalismo familista. Pubblichiamo il resoconto del quotidiano "Il Gazzettino" mercoledì 31 maggio 2000 |
 |
| Giovedì 01 Giugno 2000 |
| di Gay.it |
| in Vita di coppia |
|
 |
|
Mercoledì, 31 Maggio 2000
LA MOZIONE Nel nome della prole
Questa l'ultima parte della mozione di sentimenti approvata.
Il consiglio comunale...considerato che la famiglia è oggi investita da grandi trasformazioni e i matrimoni sono diventati più rari e tardivi; che l'istituto del matrimonio tende sempre più ad assumere il carattere di fragilità e instabilità mentre alla famiglia tradizionale si affiancano altri nuovi tipi di famiglia in nome della democrazia, della tolleranza e della non discriminazioneesprime il proprio dissenso all'invito avanzato dal parlamento europeo ai paesi aderenti a provvedere all'adeguamento delle loro legislazioni alla previsione della convivenza registrata tra persone dello stesso sesso e, parimenti, ribadisce contrarietà all'ipotesi promozionale di un nuovo istituto giuridico finalizzato al Registro delle unioni civili....Impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi nella difesa dell'istituto della famiglia secondo il modello originario e la costituzione italiana, ovvero di quella formazione sociale fondata sul matrimonio col presupposto della procreazione, avente i caratteri della esclusività, della stabilità e della responsabilità dei coniugi fra loro e verso i figli; nella predisposizione di adeguate iniziative mirate a focalizzare le problematiche che investono la famiglia al fine di promuovere i più utili provvedimenti in materia di politica familiare; nella riqualificazione delle funzioni dei consultori familiari affinchè essi possano adeguatamente svolgere la loro opera promozionale nei confronti della famiglia; a presentare al consiglio comunale, in tempi brevi, un rapporto sul lavoro svolto e la programmazione in tema di difesa e salvaguardia dell'istituto della famiglia.
L'ARCIGAY UDINESE
Circolo di credenti e operatori volontari
Sono oltre 120 gli iscritti friulani che si ritrovano per scambiare idee, partecipare a dibattiti, feste e corsi Udine (loma) Tra il pubblico che ha assistito alla seduta consiliare di lunedì scorso c'era anche una rappresentanza dell'Arci Gay e lesbica di Udine, che ha seguito il dibattito sulle unioni civili. Alla fine hanno preso atto come in Comune si fatichi ad accettare una coppia omosessuale. È la stessa incomprensione che spinge i proprietari di immobili a negare spazi in affitto all'Arci Gay. «Continuiamo a riunirci nella sede di Stop Aids, in via Pradamano 8/e - racconta Alberto Baliello, presidente del circolo "Nuovi passi" - anche le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno sempre detto no alla nostra offerta per uno spazio a prezzi di mercato. Proveremo anche col sindaco Cecotti. Intanto riceviamo la posta all'indirizzo di via Gorghi 4/231 presso Mailbox. Abbiamo anche un servizio di Telefono Amico: allo 0432.523838 ogni mercoledì dalle 20 alle 23 rispondono operatori preparati. Ogni anno riceviamo circa 200 telefonate di ragazzi che si sentono soli, bisognosi di parlare». Gli iscritti al circolo sono circa 120, cui si aggiungono alcune decine di ragazze. A Udine vengono organizzati corsi per volontari, per la prevenzione dell'Aids e delle malattie sessualmente trasmissibili oltre a dibattiti pubblici. Mancano locali commerciali, se si eccettua la disponibilità del circolo "No fun", in viale Palmanova, a ospitare le serate sociali del circolo ogni lunedì. Il "Nuovi passi" organizza atelier di lettura e conta pure un gruppo di credenti per le tematiche religiose. «Nell'intervento di Zaccuri e di altri consiglieri comunali abbiamo avvertito una profonda ignoranza - commenta Baliello - sostenere che le unioni civili mettono in crisi la famiglia mi pare assurdo. Nessuno in aula è stato capace di dimostrare quale legame possa esserci tra le due cose». Ma Baliello è rimasto anche colpito positivamente da altri interventi. «Chi ha criticato la mozione, lo ha fatto esponendo i fatti con una limpidezza di pensiero e chiarezza di idee che fanno ben sperare per il futuro, anche se la votazione finale sul documento fa tristezza. Chiedere che il Comune non si attivi per far rispettare dei diritti mancati è assurdo».
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE
«Così gli uomini veri finiranno in un recinto»
Udine (loma) Di seguito pubblichiamo in sintesi alcuni degli interventi più interessanti tra quelli registrati lunedì sera in consiglio comunale nel corso del dibattito sulla mozione di sentimenti riguardante l'istituto della famiglia e il registro delle unioni civili. Il documento è stato approvato con 13 voti favorevoli, 11 contrari, 9 astensioni. «L'istituto della famiglia tradizionale, con il fine della procreazione, è minacciata da altre forme di famiglia come i single, unioni civili e unioni di fatto.... I giovani si comportano così perché gli adulti glielo concedono. Se sbagliano, invece, andrebbero presi per mano e guidati... Se liberalizziamo l'omosessualità tanto vale liberalizzare anche la prostituzione e la droga».Natale Zaccuri, Ccd. «Non è votando contro le unioni civili anche tra omosessuali che si difende la famiglia. Un'unione si regge sulla solidità dei sentimenti di una coppia e non sulle imposizioni di legge. Bisogna rispettare tutti, senza criminalizzazioni. Questa mozione è di un oscurantismo medievale e andrebbe ritirata». Romeo Mattioli, Ds. «La mozione mi ha lasciato sconvolto, pensavo che certe idee non esistessero più. Bisogna avere apertura mentale. Come è cambiato il comune senso del pudore è cambiato anche il concetto di famiglia, anche per un diverso modo di vivere la coppia».Antonio Rigo (Impegno per la città). «Non la penso come il parlamento europeo, ma non posso far finta che il problema non esista anche se credo che nessuno di noi abbia mai provato queste esperienze. Non voterò il documento».Andrea Andreucci (Lega nord). «Se continuiamo così, tra poco nessuno vorrà più procreare e anche gli uomini finiranno nei recinti come gli animali».Bruno Della Siega (Lega nord). «La proposta delle unioni civili fotografa la realtà, altro che recinti!».Alessandra Beltrame (Ds). «Le unioni civili non attentano all'istituto della famiglia, bensì riconoscono pari diritti per eterosessuali e non».Andrea Montich (Ds). «Non è una questione di cattolicesimo. Sono credente, ma affronto il discorso laicamente. Non discuto le scelte di vita personali, e non esprimo giudizi morali. Ma solo un'ipocrita non può vedere che la famiglia è l'elemento base della società e come tale va sostenuta».Gastone Collini (Forza Italia). «Questa società ha bisogno della famiglia, che non va messa in discussione». Enrichetto Basaldella (Per Cecotti). Alla fine la mozione è passata con i votifavorevoli di Natale Zaccuri (Ccd) , Silvana Olivotto e Salvatore Galioto (An), Roberto Bardini e Gastone Collini (Fi), Marisanta di Prampero (misto), Bruno Della Siega ed Enzo Bassi (Lega nord), Enrichetto Basaldella, Gianfranco D'Aronco, Cristiano Lesa, Raimondo Strassoldo e Giuseppe Agostinis (Per Cecotti).Contrari Andrea Montich, Romeo Mattioli, Alessandra Beltrame e Giovanni Businello (Ds), Antonio Rigo (Impegno per la città), Renzo Pascolat, Francesca Laudicina, Francesco Micelli e Laure Pagani (Per Cecotti), Luca Dordolo (Lega nord), Emilio Gottardo (Verdi).Astenuti il sindaco Sergio Cecotti, il presidente del consiglio Giulio Pensa, Giorgio Deotto (Per Cecotti), Franco Della Rossa (Fi), Lino Zottig Pintor, Marco Bisioli, Claudio Barbieri, Maurizio Franz, Massimiliano Marzin (Lega nord).
«Io, padre senza colpe di un ragazzo gay»
Un docente universitario interviene sul dibattito a Palazzo D'Aronco e le accuse rivolte alle famiglie Udine Marito, moglie, due figli. Lui è docente universitario, stimato e conosciuto nel campo in cui opera; lei è professoressa alle scuole medie. I figli studiano e regalano molte soddisfazioni ai genitori. Tutti vivono a Trieste, ma il capofamiglia è cividalese e friulano al 100 per cento. Sono a tutti gli effetti una famiglia normale, se non per chi la pensa come i 13 consiglieri comunali di Udine che lunedì sera hanno votato una mozione in cui condannano l'idea del registro delle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso, ritenendo che le unioni omosessuali o lesbiche possano intaccare l'istituto della famiglia tradizionale. Famiglia di genitori e figli come quella del professor Francesco Giorgetti, docente di Prospezioni geofisiche all'Università di Trieste e già direttore dell'Osservatorio geofisico regionale ai tempi del terremoto del 1976. Giorgetti si è sentito chiamato in causa dal dibattito avvenuto in consiglio comunale a Udine, tanto da scegliere di raccontare la propria esperienza di padre di un ragazzo gay. «La colpa non è dei giovani - ha detto in consiglio comunale Zaccuri, esponente del Centro cristiano democratico e primo firmatario della mozione che condanna le unioni tra omosessuali - ma degli adulti, dei genitori troppo liberali che lasciano sbagliare i figli». Ed è questo concetto che il professor Giorgetti rifiuta. «La mia è una famiglia che conduce una vita normale - spiega - uno dei mie figli, 4 anni fa, ci ha confessato di essere omosessuale. All'epoca aveva 22 anni, era un ragazzo chiuso, difficile, aveva avuto anche qualche morosetta ma nulla di serio. La sua rivelazione è stata una mazzata». Per un paio di settimane la vita del padre è stata sconvolta. La rivelazione del figlio è stata tanto inaspettata quanto sconvolgente. «Pur apprezzando la sincerità di mio figlio sono andato in un certo qual modo in crisi - racconta - non riuscivo a farmene una ragione. Ho fatto ricorso a terapie di gruppo famigliari, chiedendo consiglio anche a dei colleghi psichiatri. Pensavo che l'omosessualità di mio figlio fosse dovuta a qualche mio sbaglio di genitore, volevo capire dove era stato il mio errore. Inoltre volevo verificare se c'era la possibilità di cambiare la situazione». Giorgetti ha cercato di venire incontro al figlio, documentandosi a fondo su un argomento che fino a quel momento conosceva solo in maniera generica. «Ho capito che l'errore era pensare che l'omosessualità fosse dovuta a una colpa mia - sostiene - l'orientamento di mio figlio è talmente congenito che è inconcepibile pensare di cambiarlo. Per lui è stato difficile dichiararsi con la sua famiglia, ma la conseguenza è stata che ora è molto più tranquillo di prima. È la natura che ha scelto per lui, non è una scelta di moda. In questi casi il primo a trovarsi in difficoltà è proprio il ragazzo, che cerca di nascondere il suo modo di essere creandosi problemi». Accettare il proprio figlio per quello che è, senza condannarlo, non è stato facile. «Avrei potuto rifiutarlo, come so che accade in molti altri casi - prosegue il racconto del docente universitario - ma avrei aggravato la sua situazione visto che già in quel momento stava vivendo un forte disagio. Sbaglia chi ritiene che il fenomeno dell'omosessualità sia dovuto alla permissività dei genitori nell'educare i figli. Mi auguro che a chi la pensa così, non capiti quello che è capitato a me. Dovrebbe iniziare a ragionare sulla vita reale e non sulle idee. È importante che la gente capisca questo. Non discutere di omosessualità o isolare chi si dichiara tale è sbagliato. Significherebbe pensare che i ragazzi gay non esistano nella realtà. Invece sono la realtà e vanno coinvolti nella vita normale». Manifestazioni e parate come il Gay Pride, in previsione a Roma, non sono condivise da Giorgetti. «Certe ostentazioni come la manifestazione romana non sono a mio avviso opportune - è il suo parere - ma credo che il voler esibire la propria sessualità sia dovuto all'isolamento in cui omosessuali e lesbiche si trovano. Ci sono molti ragazzi che si sentono rifiutati nell'ambiente in cui vivono e questo acuisce i loro problemi e conduce per reazione all'ostentazione e alla sguaiatezza». L'unica soluzione, a suo avviso, è la comprensione, l'accettazione della diversità. «In questi 4 anni ho voluto partecipare anche a delle feste gay, perché come genitore ho voluto capire mio figlio - conclude - la prima volta i suoi amici si sentivano in imbarazzo, quasi non credevano possibile che un genitore partecipasse a un loro appuntamento. Non ritengo che si debba sbandierare l'orientamento sessuale, ma parlarne serenamente sì. Gli omosessuali non vanno ghettizzati o attaccati, esigendo ovviamente che non disturbino il senso del pudore. Io sono tradizionalista, friulano, ma accetto mio figlio e anche il suo ragazzo. Entrambi sentono l'esigenza di poter stare insieme avendo un minimo di tutela comune, invece c'è un rifiuto totale. Mi meraviglio anche del silenzio del sindaco. Probabilmente la scelta di non prendere posizione nel dibattito in consiglio comunale è una mossa politica. Ma non voglio criticare nessuno, desidero solo rendere pubblica la mia esperienza personale perché penso possa aiutare a capire il fenomeno. Ho potuto conoscere anche altri genitori di ragazzi gay. Sono tutti gente per bene, a cui non va rimproverato proprio nulla». Lorenzo Marchiori
IL WORLD GAY PRIDE
Anche gli "etero" in corteo
Udine Ci saranno anche gli omosessuali e le lesbiche friulane alla manifestazione del "World Pride" in programma a Roma l'8 luglio prossimo. Ma ci saranno anche gli eterosessuali che sfilando in corteo accanto ai loro amici e amiche testimonieranno la loro voglia di far uscire definitivamente dal ghetto sociale il fenomeno dell'omosessualità. «All'Arcigay di Udine sono giunte numerose richieste di informazioni, anche dall'estero, per partecipare all'appuntamento di Roma - fa sapere il presidente del circolo, Alberto Baliello - ci stiamo organizzando per essere presenti con una o due corriere, attivandoci anche per ricercare alloggi e sistemazioni alberghiere da offrire ai nostri soci e a chi verrà con noi nella Capitale in occasione dell'8 luglio. La manifestazione è aperta a tutti coloro che si battono per l'affermazione dei diritti civili a prescindere dal loro orientamento sessuale». Il circolo ha anche attivato una linea telefonica, il mercoledì dalle 20 alle 23 allo 0432.523838, e un indirizzo e-mail: udinegay@poboxes.com Questo articolo ha ricevuto 220 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|