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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Udine. Il Comune boccia le unioni tra gay
Udine. Il Comune boccia le unioni tra gay
Passa la linea contro le convivenze omosessuali con 13 voti favorevoli, 11 contrari e 9 astenuti tra cui il sindaco
Giovedì 01 Giugno 2000
di Gay.it
in Vita di coppia

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Il Gazzettino, martedì 30 maggio 2000

Il consiglio comunale si protrae oltre la mezzanotte per discutere una mozione presentata da Zaccuri del Ccd Passa la linea contro le convivenze omosessuali con 13 voti favorevoli, 11 contrari e 9 astenuti tra cui il sindaco

Il Comune boccia le unioni tra gay

Per la maggioranza relativa dei consiglieri l’unica famiglia è esclusivamente quella tradizionale

Un errore dei genitori troppo permissivi coi figli che sbagliano, un attentato alla base della società, un problema. Mentre il parlamento europeo invita i paesi aderenti all’Ue a introdurre nella legislazione le convivenze registrate tra persone dello stesso sesso, il Comune di Udine boccia le unioni civili tra omosessuali e lesbiche. E’ accaduto ieri in tarda serata, quando in consiglio comunale si è discussa una mozione presentata da Natale Zaccuri, esponente del Centro Cristiano Democratico e firmata pure da Roberto Bardini (Forza Italia), Silvana Olivotto (An), Luciano Gallerini, Cristiano Lesa (Lista per Cecotti). Nel documento l’esponente del Ccd e gli altri firmatari esprimevano il loro dissenso sull’invito avanzato dal parlamento europeo, temendo per la famiglia tradizionale, sottoposta a loro avviso ad attacchi anche dalla presenza di “altri nuovi tipi di famiglia in nome della tolleranza e della non discriminazione”. La famiglia fondata sulla procreazione, che non può evidentemente essere quella costituita da persone dello stesso sesso, è minata pure dalle unioni omosessuali e per questo bisogna intervenire. In consiglio la questione è stata dibattuta e ha creato 3 schieramenti. Quello di chi ha sposato un atteggiamento laico, nella convinzione che si debba dare libertà di scelta all’individuo, rispettandone i diritti quando questi non ledono gli interessi altrui; quella di chi, usando le parole del diessino Romeo Mattioli, ha una visione “oscurantista della questione, convinta che sia la legge a tenere unita una relazione e non i sentimenti”; quella, infine, di chi ha scelto di non scegliere, astenendosi su una questione che chiama in causa le coscienze. Tra gli astenuti c’è stato anche il sindaco, Sergio Cecotti, mentre il dibattito si è svolto di fronte a una nutrita delegazione dell’Arcigay di Udine. La mozione contro le unioni tra gay e lesbiche, perché di questo alla fine si è parlato, è passata con una maggioranza risicata e trasversale, ma sufficiente a dare un’immagine di Udine poco aperta sul piano dei diritti civili. A favore della mozione hanno votato Zaccuri, Olivotto e Galioto di An. Di Prampero, i leghisti Della Siega e Bassi, Basaldella, D’Aronco, Lesa, Strassoldo e Agostinis della lista Per Cecotti. SI sono detti contrari i diessini Montich, Mattioli, Beltrame e Businello, Rigo di Impegno per la città, Pascolat, Laudicina, Micelli e Pagani della lista Per Cecotti, Dordolo della Lega. Astenuti il sindaco, il presidente del consiglio Pensa, Della Rossa (FI), Deotto (Per Cecotti) e i leghisti Zottig Pintor, Bisioli, Barbieri, Franz, Marin. Lorenzo Marchiori

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