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| Imola. Quindicimila euro per le giovani coppie, quelle gay comprese |
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| Solita opposizione di AN, astenuta FI |
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| Martedì 24 Dicembre 2002 |
| di Il Resto del Carlino |
| in Vita di coppia |
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Dopo due passaggi in Commissione consiliare e due sedute in Consiglio comunale, ieri è stato approvato il regolamento messo a punto dal Comune per la concessione alle giovani coppie di contributi in conto interessi sui mutui per l'acquisto della prima casa. Con diciannove voti a favore (Ds, Sdi, Camminare Insieme, Rifondazione Comunista, Progetto Imola e il consigliere della Margherita, Vittorio Felician), due astensioni (Forza Italia e Manuela Leontini) e un un unico voto contrario (Alleanza Nazionale), il regolamento delle polemiche si prepara a prendere il via con un bando pubblico nel 2003, con un budget d'azione di appena 15.500 euro (circa 30 milioni di vecchie lire) e con una lunga lista di condizioni da rispettare finite nel mirino di Alleanza Nazionale e Margherita, che hanno presentato due emendamenti al documento entrambi bocciati dal consiglio comunale. «Non condividiamo la parificazione dei beneficiari italiani con quelli stranieri nelle condizioni necessarie per accedere al contributo — spiega il capogruppo di An, Riccardo Mondini — Per gli stranieri è impossibile fare accertamenti sul reale ed effettivo possesso di proprietà nei paesi d'origine. Non solo: non condividiamo la parificazione delle coppie sposate con quelle omosessuali e con le cosiddette 'unioni d'appartamento'». Secondo il neonato regolamento — che prevede un contributo del Comune nel pagamento degli interessi del mutuo tale da abbattere il tasso globale di 1,5 punti percentuali per la durata di 5 anni — possono accedere al fondo comunale «i nuclei familiari costituiti dai coniugi e dai figli legittimi, naturali, riconosciuti ed adottivi e degli affiliati con loro conviventi, i nuclei familiari in via di costituzione con vincolo di formazione del nucleo entro e non oltre 12 mesi dalla data di emissione del bando e le coppie fondate sulla stabile convivenza more uxorio», purchè la convivenza sia iniziata almeno due anni prima dalla data di presentazione della domanda di contributo. Su questo punto storce il naso il capogruppo della Margherita, Maurizio Barelli. «Nella graduatoria per accedere al bando le coppie sposate dovrebbero avere la precedenza sulle coppie che convivono more uxorio», dichiara Barelli. Che vorrebbe aggiungere al regolamento un allegato contenente i punteggi necessari alla formazione della graduatoria per accedere al bando. «Il documento — spiega il capogruppo della Margherita — non è chiaro in merito ai parametri da seguire per stabilire la graduatoria».
di Margherita Ventura
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