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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Unioni omosessuali, progetto per i pari diritti in Svizzera
Unioni omosessuali, progetto per i pari diritti in Svizzera
Il ministro della Giustizia: «Sarà normale vedere una coppia gay che si bacia per strada»
Domenica 01 Dicembre 2002
di Corriere della Sera
in Vita di coppia

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Approvato dal governo federale il disegno di legge per la registrazione delle convivenze come in Francia Rimane il divieto di adozione e la procreazione artificiale

«Un bacio tra omosessuali per strada diventerà una cosa normale». E’ la previsione del ministro della Giustizia elvetico, Ruth Metzler, che ieri ha presentato il progetto di legge che introduce il «partenariato», ovvero i patti di unione tra omosessuali. Una legge che, una volta approvata dal Parlamento, prevedrà per coppie di persone dello stesso sesso diritti e doveri simili a quelli del matrimonio tra omosessuali. Simili, ma non uguali, perché rimane esclusa per le coppie gay la possibilità di adottare bambini e la procreazione artificiale. La proposta ricorda i Pacs, i Patti civili di solidarietà, introdotti in Francia il 15 novembre del ’99, anche se a differenza di questi riguardano soltanto omosessuali. Il meccanismo messo a punto dal Consiglio federale (il governo svizzero) prevede che la coppia si registri di fronte a un ufficiale civile. I due si impegnano quindi a vivere una vita comune e ad assumersi i relativi doveri: i partner, spiega il consiglio federale, si dovranno rispetto e assistenza reciproca, mentre tra loro non dovranno esserci «segreti» relativi a debiti, reddito e beni. Il regime giuridico conferito alla registrazione equivale a quello della separazione dei beni prevista dal diritto matrimoniale. Per quanto attiene alla successione, alle assicurazioni sociali e alla previdenza professionale, la coppia omosessuale godrà degli stessi diritti di una coppia eterosessuale. Niente da fare, invece, per il cognome: i due potranno adottarne uno unico, ma avrà lo stesso valore legale di un nome d’arte. Tra i punti più importanti della proposta, c’è il diritto di soggiorno. La legge, infatti, regola anche l’unione tra persone di nazionalità diversa: il partner di nazionalità estera ha diritto a un’autorizzazione di soggiorno rilasciata dalla polizia. Un vantaggio importante in un Paese che ha il maggior numero di coppie binazionali in Europa, obbligate spesso a vivere nell’illegalità, anche perché la Svizzera ha una delle legislazioni più severe in tema di cittadinanza. Tanto che per riuscire a rimanere nella confederazione sono molti diffusi i «matrimoni bianchi» tra svizzeri e stranieri. In Svizzera, la parità di trattamento penale tra gay e eterosessuali è stata sancita dalla riforma del codice nel ’92. Secondo l’Ufficio federale di giustizia, almeno il 5% della popolazione è omosessuale. Il cammino per il riconoscimento dei pari diritti è cominciato nel ’96 e si è bloccato più volte. Ora però le resistenze sembrano vinte, anche grazie all’esclusione nel progetto della possibilità di adottare bambini. Rimangono contrari soltanto l’Udc di Blocher, la conferenza dei vescovi e il partito evangelico svizzero. A favore, la Federazione delle chiese protestanti. L’unione tra gay era già possibile a livello cantonale, a Ginevra e a Zurigo. La nuova legge, spiega il ministro Metzler, avrà un duplice effetto positivo: «Obiettivo della norma - spiega - è infatti non soltanto abolire le discriminazioni, ma anche attenuare i pregiudizi verso l’omosessualità». Al. T.

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