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| Per Baget Bozzo "La famiglia diventa un modello per i gay" |
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| "Il matrimonio celebrato al consolato francese di Roma mostra che gli omosessuali contraddicono la corrente, prevalente tra gli eterosessuali, che mostra difficoltà ad accettare il vincolo permanente" |
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| Martedì 22 Ottobre 2002 |
| di L'Unione Sarda |
| in Vita di coppia |
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FAMIGLIA E UTOPIA (da “L’Unione sarda del 22-10-2002) di Gianni Baget Bozzo Il matrimonio celebrato al consolato francese di Roma mostra che gli omosessuali contraddicono la corrente, prevalente tra gli eterosessuali, che mostra difficoltà ad accettare il vincolo permanente. La famiglia che soffre della disaffezione da almeno due generazioni, diviene invece un modello per gli omosessuali. Moralmente e civilmente questo fascino della famiglia tra gli omosessuali andrebbe apprezzato, perché è un superamento della gay comunity californiana, in cui ciascuno era tenuto a fare sesso con ogni partecipe alla comunità. Era una concezione di sinistra della condizione omosessuale, una idea della omosessualità come condizione utopica e, in quel senso, rivoluzionaria. Ci compiacciamo di ogni sconfitta di utopia, il modo di pensare che ha veramente generato mostri. Che la formula della famiglia invece prevalga tra gli omosessuali può essere considerata come un desiderio di assimilazione e non di frattura. La marginalità non è considerata come alternativa, ma come una condizione infelice. Gli omosessuali aspirano ad essere considerati “normali”. Naturalmente ciò pone problemi: se il vincolo omosessuale permanente diviene una forma di diritto civile, vi è il rischio che la legittimazione della coppia omosessuale divenga un fattore di delegittimazione della famiglia eterosessuale? In altre parole, che l’omosessualità divenga un modello, cosa che non era mai avvenuta in nessuna società conosciuta. Il mondo classico ha conosciuto la pederastia. E l’ha conosciuta anche il mondo islamico, ne hanno sofferto in modo particolare i ragazzi cristiani. Ma il vincolo tra persone di pari età, di età matura che va oltre le incertezze sessuali dell’adolescenza, questo è un fatto nuovo, una novazione nel modello dei costumi. Ciò spiega il rigetto che il vincolo permanente pubblico omosessuale suscita: mentre negli omosessuali è una normalizzazione del loro stato secondo il tradizionale modello eterosessuale, negli eterosessuali suona come una degradazione del loro vincolo. Anche in un costume corrente che non riconosce altro modello che la libera e revocabile scelta, il vincolo permanente omosessuale rimane perturbante. Gli eterosessuali che non praticano la famiglia indissolubile la considerano come il modello da cui fuggire, ma rimane il loro modello: sia per averlo avuto che per non averlo avuto da ragazzi. Per questo una conflittualità è inevitabile. E la pugnalata, intenzionalmente mortale, al sindaco di Parigi, che era pur stato plebiscitato dai parigini, che conoscevano la sua omosessualità dichiarata mostra che reazioni possono partire da condizioni improbabili come quella dell’attentatore alla vita di Delanoe. Esse permarranno anche se la tendenza alla regolarizzazione pubblica della partnership omosessuale è destinata a continuare. Basta pensare che il Partito popolare della Comunidad Valenciana l’ha introdotto nel suo diritto regionale. Gianni Baget Bozzo
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