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| PACS, Domani a Roma Alesiso e Christian si "pacsano" |
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| La cerimonia all'ambasciata di Francia, Franco Grillini e Gianni Vattimo i testimoni |
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| Domenica 20 Ottobre 2002 |
| di Adnkronos |
| in Vita di coppia |
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GAY: DOMANI A ROMA PRIME NOZZE TRA OMOSESSUALI = IL SI' A PALAZZO FARNESE
Roma, 20 ott. (Adnkronos) - Prime nozze gay in Italia. Domani nel nostro Paese, una coppia di omosessuali sara' unita in matrimonio in forma civile. Un matrimonio in pieno regola, con inviti, partecipazioni e lista di nozze in negozio specializzato. I futuri sposi sono Alessio De Giorgi, 33 anni, genovese di origine ma pisano d'adozione e Christian Panicucci, 37 anni, francese di nascita ma da sempre vissuto ad Empoli.
Due imprenditori, fondatori del sito gay.it e titolari di un impero che fattura due miliardi di vecchie lire all'anno, che si sono conosciuti militando nelle file dell'Arcigay, di cui Alessio e' presidente regionale. Cosi' domani, dopo quasi dieci anni di convivenza, consacreranno la loro unione a Palazzo Farnese, sede del consolato di Francia, alla presenza di una trentina di ospiti. Molti gli invitati famosi, tra cui, gli stilisti Dolce e Gabbana, il regista delle 'Fate ignoranti' Ferzan Ozpetek e l'attore Leo Gullotta. Testimoni d'eccezione, due deputati ds: Gianni Vattimo, parlamentare euorpeo e Franco Grillini, fondatore dell'Arcigay. La scelta del Palazzo Farnese, sede dell'ambasciata francese, non e' casuale. La Francia, infatti, e' uno degli undici Paesi dell'Unione Europea che riconosce come matrimonio tutte le unioni tra i conviventi. Che siano etero, gay o lesbo. Dunque, quella di Alessio e Christian vuole essere una denuncia contro la legislazione italiana, una delle poche che non riconosce ancora le coppie di fatto.
Il matrimonio di domani, piu' precisamente la 'registrazione' come si chiamano questo tipo di unioni, sara' anche l'occasione per una battaglia politica. ''Un occasione per discutere su cosa e' la famiglia oggi e per proporre la revisione del diritto di famiglia nel nostro Paese''. Parola di Fanco Grillini, deputato ds e testimone della coppia, con cui condivide una lunga amicizia. Proprio domani Grillini depositera' alla Camera il testo della proposta di legge per l'istituzione dei Pacs, i patti civili di solidarieta'. Un progetto che ha raccolto gia' migliaia di adesioni e che vede tra i primi firmatari, il capogruppo alla Camera dei ds Luciano Violante. ''Il Pacs -spiega all'Adnkronos Grillini- e' un istituto giuridico distinto, anche se non distante, dal matrimonio. E' un'istituto piu' libero e meno vincolante che rispecchia meglio la realta' delle coppie attuali. Voglio ricordare che il 50% degli italiani ormai non vivono piu' in una famiglia di tipo tradizionale''. Insomma, secondo Grillini e' giunta l'ora di abbandonare l'idea chiusa e tradizionale della famiglia, anche se precisa: ''Con la nostra proposta non vogliamo soppiantare il matrimonio. Chiediamo solamente che esista un pluralismo nell'istituto giuridico delle unioni. La caratteristica fondamentale della societa' liberal-democratica nella quale viviamo dovrebbe essere la libera scelta, pero', oggi, nel campo della famiglia non esiste''. Sono undici, nell'Unione europea, i Paesi che riconoscono le unioni tra omosessuali anche se con modalita' diverse da Stato a Stato. Per esempio, nei Paesi Scandinavi e' previsto proprio il matrimonio, mentre in Francia, Germania e Portogallo sono riconosciuti i Pacs, secondo una legislazione simile a quella che verra' presentata in Parlamento domani. Vediamo la situaizone Paese per Paese.
DANIMARCA - Nel 1989 e' stato il primo Paese a riconoscere le unioni degli omosessuali e a dar loro il diritto di ufficializzare il rapporto con cerimonia civile. Le coppie godono degli stessi diritti in materia di alloggi, pensioni, immigrazione e adozione. Una legislazione molto simile a quella danese e' stata adottata dalla Norvegia nel 1993.
SVEZIA - E' il Paese con la legislazione piu' completa e tollerante nei confronti degli omosessuali. Nel 1994 il Parlamento svedese ha approvato la legge che regolarizza la convivenza tra omosessuali e che prevede parita' di diritti e doveri con le coppie eterosessuali sposate. Dal giugno 2002 la Svezia e' il primo Paese al mondo dove le coppie gay registrate possono adottare anche bambini provenienti da altri Paesi.
OLANDA - Una legge del 1998 permetteva la 'registrazione' allo stato civile delle coppie omosessuali. Nell'aprile del 2001 e' entrata in vigore una nuova legge sulla famiglia che consente a gay e lesbiche di sposarsi civilmente e di adottare figli. Il primo giugno scorso una coppia di Latina si e' sposata all'Aja.
SPAGNA - Il Parlamento della Catalogna ha approvato il 30 giugno 1998 la 'Legge delle unioni stabili di coppia' che pone le coppie gay giuridicamente quasi sullo stesso piano di quelle eterosessuali 'di fatto'. Una legge analoga e' stata poi approvata in Aragona e in Navarra.
FRANCIA - Il 13 ottobre 1999 la Francia ha approvato il Pacs, patto civile di solidarieta'. Prevede, tra le altre cose, norme fiscali per consentire la denuncia dei redditi in comune, sconti sulla tassa di successione, facilitazioni per mantenere l'appartamento in affitto in caso di morte dell'intestatario, facilitazioni per la previdenza sociale.
GRAN BRETAGNA - La legge britannica non riconosce alcun diritto alle coppie dello stesso sesso pero', dal settembre scorso, nel comune di Londra e' possibile inserire il proprio nome su un registro creato per formalizzare le unioni tra omosessuali. Alle coppie che scrivono il loro nome sul libro viene consegnato un certificato che pero' non ha nessun valore legale.
GERMANIA - Nel novembre del 2000 il Bundestag ha approvato la legge sulla 'vita in comune' tra omosessuali, paragonabile ai contratti di matrimonio o di concubinaggio. La legge prevede una serie di diritti-doveri per i coniugi, dall'eredita', alla previdenza all'assicurazione.
BELGIO - Nel gennaio 2000 e' entrata in vigore una legge che consente la registrazione legale delle unioni anche fra gay e lesbiche.
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Alessio e Christian "verso il sì", grazie al Pacs francese
Roma, 20 ott. (Ap.Biscom) - Settimana dedicata alla storia d'amore fra Alessio De Giorgi e Christian Pierre Panicucci, che domani vedranno riconosciuta dal Consolato francese di Roma la loro unione di fatto, grazie alla legge d'Oltralpe del "patto civile di solidarietà", o Pacs. L'annuncio ha già creato scalpore, costringendo il governo a intervenire in parlamento per assicurare ai leghisti che non si tratta di un matrimonio gay, ma di un semplice accordo notarile, valido solo per la Francia.
CHRISTIAN E ALESSIO FIRMERANNO IL PRIMO "PACS" FRA ITALIANI
Roma - Alessio De Giorgi e Christian Pierre Panicucci vedranno riconosciuto ufficialmente il loro rapporto di coppia domani mattina, 21 ottobre, a dieci anni dal loro primo incontro. Il Consolato francese di Roma sancirà il loro "patto di solidarietà", previsto da una legge approvata nel 1999 dall'ex governo Jospin, grazie alla doppia cittadinanza di Christian, nato a Grenoble 37 anni fa. Animatori della comunità virtuale Gay.it, impegnati da anni nel movimento omosessuale italiano, Alessio e Christian daranno vita con la loro unione a un vero e proprio evento, che vedrà come "testimoni" (anche se solo virtuali, visto che il "Pacs" francese non ne prevede) il deputato e presidente onorario dell'Arcigay Franco Grillini e il filosofo ed eurodeputato Gianni Vattimo. Fra gli invitati alla sigla del patto, che avrà luogo in mattinata a palazzo Farnese, ci saranno anche l'attore Leo Gullotta, il presidente di Legambiente Ermete Realacci e il presidente della Regione Toscana Claudio Martini.
GIOVANARDI: PACS E MATRIMONIO NON SONO LA STESSA COSA
Roma - Il Patto civile di solidarietà che verrà stipulato fra Alessio De Giorgi e Christian Pierre Panicucci presso il Consolato francese di Roma, non è in nessun modo equiparabile a un matrimonio. Lo ha precisato il ministro per i Rapporti con il parlamento Carlo Giovanardi, rispondendo a un'interrogazione firmata dal capogruppo della Lega Nord Alessandro Cè e da altri colleghi leghisti e presentata nel corso del question time alla Camera martedì scorso. "Anche in relazione a condivisibili e condivise esigenze" di salvaguardia dei diritti della famiglia previsti dalla Costituzione - ha dichiarato Giovanardi - "nel caso in esame non si può parlare di matrimonio". Giovanardi ha sottolineato che quello di lunedì non è un accordo stipulato fra due cittadini italiani, ma fra un "cittadino italiano e un cittadino francese", visto che il patto può sussistere "unicamente se uno dei due cittadini (coinvolti) è francese". Del resto, come ha ricordato il ministro, il patto è valido solo per la Francia. Questo articolo ha ricevuto 179 visite.
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