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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Pacs.La Lega Nord attacca violentemente il PACS di Alessio e Christian
Pacs.La Lega Nord attacca violentemente il PACS di Alessio e Christian
Dura replica alla Camera di Franco Grillini
Mercoledì 16 Ottobre 2002
di La redazione di Gaynews
in Vita di coppia

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FRANCO GRILLINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO GRILLINI. Signor Presidente, mi associo alle parole del collega Tocci. Voglio ricordare che nei lager nazisti, oltre agli ebrei, vi erano anche molte altre, lo dico tra virgolette, categorie di persone: per esempio, con il triangolo rosa, vi erano anche gli omosessuali, sterminati in massa. Lo voglio sottolineare perché ho letto, nell'ordine del giorno della seduta odierna, un'interrogazione a risposta immediata presentata in massa dai deputati del gruppo della Lega nord che si pone contro un fatto - a mio parere molto importante - che avverrà lunedì prossimo presso l'ambasciata di Francia in Italia, quando due ragazzi si uniranno in matrimonio, utilizzando la legge francese perché uno dei due è, appunto, francese. Io mi onoro non solo di essere testimone di questo avvenimento, il primo in Italia, ma anche di essere il primo firmatario di una proposta di legge intitolata «patto civile di solidarietà» che è già stata sottoscritta da oltre cento parlamentari di questa Camera. La Lega interviene pesantemente su questo terreno, chiedendo al Governo italiano addirittura di mettere in crisi le relazioni diplomatiche con la Francia e tutto ciò perché due cittadini liberamente - e sottolineo: liberamente - decidono di avvalersi di una legge che è loro diritto utilizzare, per unirsi in matrimonio. Infatti, in Francia - paese civile da sempre caratterizzato da libertà, civiltà e solidarietà - si è deciso di approvare una legge che ha ottenuto un enorme successo in quel paese, tant'è che 100 mila cittadini francesi si sono iscritti ai registri dei Pacs. Ciò è avvenuto anche in tanti altri paesi europei; mi riferisco, ad esempio, alla Germania, dove una legge analoga è stata approvata di recente e già utilizzata da molte migliaia di cittadini, a tutto il nord Europa ed a molti altri paesi che hanno applicato legislazioni simili. Credo che sarebbe compito di questo Parlamento e anche delle forze politiche in esso rappresentate, manifestare innanzitutto rispetto per le legislazioni degli altri paesi e non attuare vere e proprie aggressioni verso le libere scelte dei cittadini. Allora, rivolgo un appello ai colleghi, affinché questa legge, di cui mi onoro di essere primo firmatario e che è già stata sottoscritta da 100 parlamentari, sia sottoscritta dal maggior numero di parlamentari possibile, innanzitutto, come scelta di civiltà e, in secondo luogo, anche come protesta per questa interrogazione, che ritengo un insulto verso le persone che hanno scelto di iscriversi al registro francese dei patti civili di solidarietà. Oltretutto, vorrei dire ai parlamentari della Lega che hanno anche commesso un errore nel descrivere questo acronimo. Si tratta del patto civile di solidarietà, che - lo ripeto - proporremo anche al Parlamento italiano. Esso, infatti, fa parte di una scelta politica che, ad esempio, il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ha già operato, sia per quanto riguarda la direzione nazionale sia per quanto riguarda il gruppo parlamentare, nel senso che questa legge è stata inserita nell'agenda e farà parte della quota di leggi che il nostro partito ha a disposizione come corsia preferenziale. Pertanto, anche in questo Parlamento se ne discuterà presto. Credo che ognuno di noi abbia il sacrosanto diritto di pensarla come meglio crede sul proprio concetto di famiglia, ma ritengo sia dovere di tutti mostrare rispetto innanzitutto per le persone coinvolte in queste vicende. La scelta operata da Alessio De Giorgi e Christian Panicucci di iscriversi lunedì prossimo al registro dei patti civili di solidarietà presso l'ambasciata francese va soprattutto rispettata, qualunque sia l'idea di famiglia di ognuno di noi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo).



CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, ERCOLE, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, MARTINELLI, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: da notizie di stampa si è appreso che nella giornata di lunedì 21 ottobre 2002 sarà celebrato un matrimonio tra due cittadini italiani dello stesso sesso presso l'ambasciata della Repubblica francese a Roma; tale matrimonio, che i mezzi d'informazione comunicano avrà valore legale in Francia, è celebrato utilizzando il Pacs (Patto di convivenza e solidarietà), approvato dal Parlamento francese nel novembre del 1999; l'orientamento politico e culturale del governo della Casa delle libertà, pur rispettoso delle scelte personali dei cittadini del proprio Paese, ha individuato nella famiglia tradizionale l'espressione autentica dello spirito costituzionale (articolo 29 della Costituzione); appare inopportuno l'utilizzo dell'extraterritorialità diplomatica al fine di stipulare contratti non solo non previsti dalla legislazione nazionale, ma anche oggetto di forte contrarietà all'interno della società italiana -: quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare nei confronti del Governo francese per evitare in futuro analoghi episodi, suscettibili di creare disagio ed anche di avere gravi conseguenze sul piano dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. (3-01481) (15 ottobre 2002).

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