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| «Paxiamoci» così, con amor |
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| Nel nuovo libro dell'avv. Bernardini de Pace una riflessione sulle convivenze more uxorio che, secondo l'Istat, sono un vento in espansione: da 207.000 convivenze nel 1993 a 895.000 nel 1998 |
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| Domenica 13 Ottobre 2002 |
| di Il Giorno |
| in Vita di coppia |
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MILANO — Non è ipocrita l'azzeccagarbugli più fotogenico d'Italia, l'avvocato divorzista Annamaria Bernardini de Pace, principessa del foro milanese. Non ha timore di tirarsi addosso nei salotti televisivi le contumelie delle onorevoli Pivetti e Mussolini. Nello scontro fra paladini del matrimonio e della convivenza confessa la sua personale scelta di vita, ribadendo «no» al suo compagno Massimo, ogni volta che le chiede di sposarlo: «Preferisco che a legarci sia un preziosissimo, quotidiano soffio d'ironia». A lui ha dedicato l'ultimo libro «Legati da un soffio. Convivenza o matrimonio: la libertà di scegliere» (Sperling & Kupfer). Dove, onestamente, conclude: «Non c'è una scelta migliore dell'altra. Non c'è neppure una legge che assicuri la felicità.»
Però, avvocato, il more uxorio, secondo l'Istat è un vento in espansione: da 207.000 convivenze nel 1993 a 895.000 nel 1998. Perché?
«Le libere unioni sono una diverse dall'altra: ambivalenti (cioè proviamo e poi vediamo), obbligate o libertine, solide o precarie, oneste o strumentali. E i soggetti spesso non sanno con precisione cosa stanno facendo.»
Il suo manuale arriva in soccorso: la giurisprudenza spiegata al volgo, partendo da sette storie vere. Ne vuole segnalare una?
«Il grande giornalista omossessuale che, per far contenta la mamma, sposa una compagna d'infanzia e dà il suo nome ai figli che lei ha da un uomo già ammogliato. Al vero compagno di vita, il signore gay offre comunque garanzie patrimoniali quali, secondo la mia esperienza, neppure le mogli ricevono.»
Ma la regolamentazione giuridica delle coppie di fatto sembra per ora avanzare soprattutto in Francia...
«Lì infatti è stato introdotto il Pacs, Pact Civil de Solidarieté Sociale, una specie di contratto che la coppia va a farsi riconoscere nel tribunale di residenza.»
Così «ci paxiamo» è diventato anche un annuncio sui giornali. E a proposito dell'altro neologismo «dink» (double income no kids, doppia entrata niente figli), allude alla sindrome di Peter Pan che sembra affliggere i maschi?
«No, credo invece che molte donne non vogliano figli per affermare la loro identità sul piano sociale e professionale.»
Se la libera unione è l'amore allo stato brado, non potrebbe rientrare nella giurisdizione dei parchi naturali?
«Chi sceglie di sottrarsi al controllo dello Stato non deve pretendere conseguenti garanzie, non sempre almeno. Ma la verità è che si riuscirebbe a sistemare tutto, cancellando il diritto successorio.»
di Anna Mangiarotti
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