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| LIBRI: LA FAMIGLIA ITALIANA DI IERI, OGGI, DOMANI |
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| Nelle coppie gay: ''non c'e' chi serve ed e' servito, chi comanda e chi obbedisce..il bucato si fa a turno''. Ma, soprattutto, a tenere insieme queste famiglie, è l'amore |
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| Domenica 29 Settembre 2002 |
| di Ansa |
| in Vita di coppia |
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ROMA, 26 SET - Le famiglie italiane parlano, attraverso libri, film, numeri dell'istat e confidenze o ricordi raccolti da Marta Boneschi, giornalista e scrittrice. E disegnano la storia del paese, dalle case contadine dell'infanzia di Gavino Ledda a quelle di oggi abitate da famiglie allargate, mononucleari o da coppie omosex. E' un'evoluzione, quella compiuta negli ultimi cent'anni, che ad ''alcuni appare una disgregazione'', che ''genera preoccupazioni e perfino allarme: dove andremo a finire?'', scrive la Boneschi, per ricordare che le paure di oggi di fronte alle coppie gay o al crollo della natalita', non sono diverse da quelle che i nostri nonni avevano sull'ingresso nel mondo del lavoro delle donne o sul diritto di famiglia che stabiliva la parita' tra i coniugi. ''La storia ci insegna che questi cambiamenti non sono stati accompagnati da altrettante catastrofi'' , scrive. La lettura del primo capitolo, dedicato alla 'Famiglia patriarcale agricola' e', da solo, piu' che sufficiente a cancellare ogni rimpianto per i bei tempi passati. La storia di Gavino Ledda, il bambino che il padre padrone strappa a cinque anni alla scuola, alla mamma ed ai fratellini, per farne, a suon di cinghiate, il suo servo pastore in un casolare deserto e gelido, raccontata dallo stesso Ledda nel libro poi diventato film che tutti ricordano, non e' un caso limite. ''Mogli e figli riempiti di botte rappresentano oggi un'eccezione, un tempo erano la regola''. ''I bambini non erano accuditi ed educati ma piuttosto usati e vessati, mentre oggi rimangono a casa fino a trent'anni curati e coccolati'' ricorda la Boneschi. Altri racconti, tra cui quello di Teresa Noce, moglie di Longo e militante comunista, testimoniano la durezza della vita, soprattutto delle donne e dei bambini, nella famiglia rurale che, fino agli anni '30, era la grande maggioranza della popolazione. Per le famiglie borghesi era tutt'altra storia, ma anche li' vigevano rigide regole. La Boneschi le racconta saccheggiando memoria e scritti di Cederna, Bettiza, Olivetti e Ginzburg. E guardano i fotoritratti, in cui padri, madri, nonni e figli, sono fissati seduti o in piedi, secondo una rigida gerarchia. Nella famiglia di oggi, i ruoli sono meglio descritti dai disegni dei bambini: ''questo e' papa', 38 anni, che fuma spaparanzato''. Infatti, spiega la Boneschi, le donne sono sempre piu' istruite, lavorano, fanno meno figli e piu' tardi, ma sono sempre loro ad accollarsi la cura di casa e prole, se pure aiutate, quando ci sono dalle nonne, e da un gran numero di elettrodomestici. Fanno eccezione, rivela, le coppie gay: ''non c'e' chi serve ed e' servito, chi comanda e chi obbedisce..il bucato si fa a turno''. Ma, soprattutto, a tenere insieme queste famiglie, di fatto o di diritto, mononucleari o allargate, non e' piu' l'obbligo, ma l'amore. Sara' anche per questo che, secondo l'istat, sette su dieci delle persone che soffrono di solitudine vivono in 'famiglie tradizionali'. Questo articolo ha ricevuto 243 visite.
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