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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
MATRIMONIO CIVILE: E’ SORPASSO A BOLOGNA
MATRIMONIO CIVILE: E’ SORPASSO A BOLOGNA
Il rito cattolico è sempre più invasivo. Ma l’effetto è opposto a quello cercato.
Sabato 24 Agosto 2002
di Il Domani di Bologna
in Vita di coppia

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Il Domani di Bologna sabato 24 agosto 2002

Dopo tre anni di connubio restauratore fra Guazzaloca e il cardinale Biffi solo una minoranza sceglie le nozze religiose.

di Fausto Anderlini Stando ad innumerevoli indizi sembrerebbe di vivere in un'epoca di forte sensibilizzazione religiosa. A parte Radio Maria, un'emittente così potente da seguirti ovunque ti portino le quattroruote, non c'è talk show televisivo, commissione paragovernativa, né argomento dibattuto nei network mediatici, che non veda la partecipazione ispirata di opinionisti con la tonaca, frammisti ad un vespaio di veline, professionisti del gossip, quizzisti, cantanti, ballerine e berlusconidi di ogni fatta. Gli esponenti politici della destra poi appaiono in preda ad uno zelo ed ad un fervore fanatici. Infatti, non perdono occasione per ergersi a custodi della fede, sia essa minacciata dal terrorismo o dal turismo, con anatemi che sarebbero apparsi eccessivi persino agli invasati monaci che nel medioevo chiamavano alle Crociate. Il vezzo dei simbolismi cattolici è divenuto chiacchiera corrente persino in chi vanta, sempre da quella parte o in sua prossimità, ascendenze laiche. Vedasi, ad esempio, il Pera popperiano che annovera Don Giussani fra i giganti del liberalismo, oppure il domestico Guazzaloca repubblicano, divenuto solerte dispensatore di San Petroni agli ospiti illustri e di assidui riferimenti alla Vergine di San Luca nell'intervista, sempre quella, rilasciata al Carlino o a “è Tv” (televisione bolognese gestita dalla curia, ndt), a giorni alterni, per tutto il santo corso degli anni. Strani paradossi. Di fronte ad un clero sempre più telegenico e mondanizzato ed apolitici che si clericalizzano, sembrerebbe stiano, come dicono le statistiche, catecumeni sempre più scarni. Alla scala di massa il rito cattolico si spettacolarizza come neppure i custodi della liturgia barocca potevano immaginare. Grandi eventi "in chiaro", piazze stracolme di masse osannanti e omelie e Te Deum in mondovisione nei quali Bocelli batte puntualmente gli U2 3 a 1. Di contro Chiese vuote e "criptate". Come nel calcio. Nel mentre il sentimento cristiano, malgrado Wittenberg sia andata sott'acqua, va autoriformandosi, se è vero, come dicono le indagini, che esso, soprattutto fra i giovani, tende ad individualizzarsi in una interrogazione totalmente estranea alla catechesi ufficiale. Uno di questi curiosi paradossi è sotto i nostri occhi ed è strano che nessuno se ne sia accorto, malgrado la sua enormità. E nonostante in tanti siano accorsi all'accattivante ricevimento nella claustrale e francescana Villa Revedin. Ce ne rendono avvertiti due rigorosi monaci della statistica dislocati nella residenza diaconale di Palazzo d 'Accursio (il Comune di Bologna, ndt) ovvero gli amici Bovini e Chiarini - attraverso la loro ultima, e pregevole, pubblicazione secolare (le anagrafi, si sa, furono istituite da Napoleone). Da essa si evince, infatti come a Bologna, nel corso del 2001, esattamente a metà del pontificato guazzalochiano, i matrimoni civili abbiano nettamente superato, per la prima volta nella storia, quelli religiosi. Mentre nell'epoca buia ed empia del comunismo, cioè fino al '98, i matrimoni celebrati nella fastosa Sala Rossa, per quanto numerosi e senza pari in altre città, non avevano mai oltrepassato il 45 % del totale nuziale, nell'anno trascorso, in linea con una tendenza scattata - guarda caso ! - subito dopo il cambio di regime, i matrimoni civili celebrati nella volutamente più austera e ritirata Sala Bianca hanno toccato il massimo valore, sia assoluto che relativo: ben 672, pari al 52 % del totale. Ma non è l'unico dato interessante. Ce ne sono altri, assai utili per farsi un'idea più generale. Intanto questo sorpasso del civile sul religioso avviene nel momento in cui il tasso di nuzialità tocca il minimo storico del 3,4 per mille (all'inizio dei '90 era di ben un punto più alto). Gli indicatori di fecondità e natalità, dopo una tendenza alla crescita che aveva caratterizzato il '90, tendono nuovamente a rifluire, malgrado il forte sostegno arrecato dall'immigrazione straniera (giunta ormai prossima al 5 %). Sempre grazie ai vituperati extracomunitari il tasso migratorio resta positivo e contempera in qualche misura il decremento della popolazione. Cionondimeno il numero degli emigrati (diretti soprattutto ai comuni suburbani) resta non solo elevato (attorno alle 11.000 unità annue) ma in netta crescita rispetto alla metà del decennio (imperante l'innominabile Vitali). E non è tutto. Dopo il '99 è ripreso anche quell'esodo dal centro storico che aveva invertito di segno nel '95. Nel 2001 la popolazione residente entro le mura ha infatti toccato il minimo storico: poco più di 54.000 unità (e l'aggregato risulterà ancora più basso con le verifiche censuarie). Finiamola qui con i numeri e rimembriamo. Ricordate cosa blateravano i nuovi assunti al potere, il Sindaco in testa e dietro a lui il codazzo dei nuovi clericali, mentre il Vescovo brindava fiducioso alla nuova era in Altabella? (sede dell’arcivescovato, ndt) «Invertiremo la tendenza di questa città depauperata e stagnante, resa sazia e disperata dal comunismo! Bloccheremo il declino demografico, favoriremo la famiglia, la nuzialità, la fecondità, le giovani coppie, rivitalizzeremo il centro storico lasciato al degrado, sociale e demografico, aiuteremo i bolognesi a restare in città! Tonificheremo la demografia di una città resa sterile e stagnante dall'ateismo della sinistra, dall'individualismo, dal burocratismo, dalla dilagante scristianizzazione!». Ebbene, signori, eccovi serviti. Ecco cosa dicono i numeri del nuovo "Status animarum". Sarei curioso di sapere cosa ne pensate. Soprattutto Voi, custodi della nazione cattolica e promotori della sua prolificità. Non dico la classe politica al potere quella i conti non li sa leggere, altrimenti i bollettini di Bovini e Chiarivi li avrebbe censurati per tempo per correre da Prometeia a farsi dare subito nuove stime. Dei consiglieri, poi, non ne parliamo: ho ancora viva la memoria del luogo (il cestino sotto ai banchi) cui erano destinate le voluminose monografie dell'efficiente burocrazia dell'anagrafe... Lo chiedo soprattutto a Voi uomini di fede, che sapete far così bene in aritmetica, tanto da vantarvi dell'affluente produttività della Sacra Rota. Perché qui la situazione è incresciosa, tanto che si ha quasi l'impressione che i matrimoni religiosamente annullati siano superiori a quelli celebrati. E così rigorosamente preparati con le nuove disposizioni d'avviamento alle sacre unioni dei nubendi! Cos’è che non va? Di chi è la colpa? É forse la vendetta di Niccolò Rocco di Torrepadula? quel tizio preso dall'alta nobiltà napoletana e messo ad officiare i riti matrimoniali onde limitare i danni del suo attivismo incontenibile sino alla patologia? È l'inettitudine e la scarsa vigilanza dei ministri cattolici seduti agli assessorati o la massonica furbizia dei civici ringalluzziti dal perfido esempio delle "unioni civili'? E se fosse per caso Vostra la colpa? Con tutta quella smania di mettere le brache d'ordinanza ai bolognesi, di trasformarli, addirittura in soldati di una nazione, e con il risultato di vederseli, alla fine, ancor più nudi, smidollati e renitenti alla leva? Ah! saperlo... Io, personalmente, sono in dubbio... Di certi fatti ho precisa cognizione. Conosco le cause e ne giudico negativamente gli effetti. Avrei rimedi da proporre, che di certo non vi sarebbero graditi (soprattutto quando sono in gioco Madame la Terre e Monsieur le Capital). Di altre cose non so dire se siano un bene o un male. l precetti, i programmi, i dettami li avete emessi Voi uomini di fede seduti alla destra del Trono! Non noi, comuni, sofferenti e incerti peccatori, sbandati relativisti o bolsi platonisti che mai lo Spirito Santo degna di una parola. Siete Voi che volevate rettificare il mondo in un certo modo e lo vedete piegarsi ancor più nel senso opposto. Il fallimento è tutto vostro, Signori. Abbiate almeno la compiacenza, cari illuminati, di spiegarci cosa ne pensate del grafico in alto.

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