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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Berlino. I vescovi vogliono licenziare chi celebra matrimoni gay
Berlino. I vescovi vogliono licenziare chi celebra matrimoni gay
Le associazioni gax e lesbiche protestano.
Martedì 13 Agosto 2002
di La redazione di Gaynews
in Vita di coppia

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Articolo apparso sulla tageszeitung di sabato/domenica 10/11 agosto 2002

Traduzione di Marco Bonfigli

"La chiesa licenzia coppie omosessuali" i vescovi cattolici vogliono licenziare gli impiegati che celebrano il matrimonio omosessuale per decisione della conferenza episcopale:" la convivenza registrata e`un`infrazione grave di lealta`.".

Evidentemente si sente come un centro autonomo di potere nello stato, ed indipendente da esso: il concilio episcopale tedesco (DBK deutsche bischofskonferenz), ha pubblicato in un comunicato ufficiale che collaboratori omosessuali di istituzioni cattoliche devono essere licenziati se si uniscono in matrimonio. la decisione era gia`stata presa il 24 giugno scorso e resa pubblica solo alla fine di luglio, dopo che il tribunale costituzionale federale ha dichiarato conforme alla costituzione il matrimonio omosessuale varato dalla coalizione rosso-verde. tutti i gremi della chiesa di roma hanno tentato fino al verdetto di karlsruhe di ostacolare la legge imminente, la direzione del spd era stata addirittura minacciata con una campogna elettorale diretta contro la ocialdmocrazia qualora avesse continuato ad appoggiare la riforma. ora vogliono sabotare le conseguenze di questa riforma perlomeno tra le proprie file. nel comunicato viene dichiarato che la legge sul matrimonio omosessuale contraddice: "l`idea di famiglia e matrimonio insegnata dalla chiese cattolica", per cui la convivenza registrata (o altro termine in uso in italia n.d.t.) sarebbe una "grave slealta`". L`omosessualitá di per se non sarebbe un motivo per una interruzione del rapporto di lavoro, ma appunto il matrimonio tra omosessuali, per cui e´stato deciso il licenziamento,e´da ostacolare. cio`non costituirebbe una discriminazione, ha comunicato ieri il DBK, "la chiesa ha diritto alla autodeterminazione". colpiti da questo verdetto non solo solamente preti e suore, cioe`membri del clero, ma anche tutti gli impiegati di istituzioni sociali (ospedali, centri di cura, asili, scuole e relative amministrazioni) gestite dalla chiesa cattolica. per esempio la caritas da sola da lavoro a 480.000 dipendenti a tempo pieno. molte di queste istituzioni detengono regionalmente il monopolio nel proprio ambito (affaristico). la chiesa cattolica fa riferimento alla legge sulla costituzione aziendale che permette alle imprese con carattere politico o ideologico la salvaguardia della propria tendenza che le protegge dal dover impiegate collaboratori che contraddicano la propria morale. queste direttive dovrebbero servire appunto a proteggere una ideologia, mentre al contrario la chiesa cattolica proietta la propria al di lá del campo teologico in senso stretto in quello laico. la dichiarazione del clero tedesco non sorprende: l`anno scorso l`arcivescovo di colonia joachim meissner aveva commentato l`attentato de`ll`11 settembre con una frase che potrebbe essere considerata rappresentativa dell`ambiente cattolico fondamentalista in germania: " se le donne vengono ritratte nude, se si pratica l`aborto ed omosessuali vengono uniti in matrimonio questo significa per molti musulmani: quelli non sono piu`esseri umani, ma solo animali.". l`unione delle lesbiche e dei gay tedeschi ha protestato veementemente contro il decreto. il portavoce manfred bruns ha descritto la dichiarazione del clero che la decisione non costituirebbe una discriminazione come " chiacchere senza senso". da parte dei partiti politici non sono state cominicate prese di posizione, un atteggiamento cauto probabilmente dovuto alla paura per l`imminente scadenza elettorale. axel krämer/jan fedderson

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