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| Procreazione. Grillini alla Camera contesta il familismo tradizionale |
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| Intervenendo per dichiarazione di voto al termine della discusisone sulla legge sulla procreazione assistita Grillini contesta l'interpretazione familista dell'art. 29 della Costituzione |
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| Mercoledì 19 Giugno 2002 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 160 del 18/6/2002 DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO FRANCO GRILLINI SUL TESTO UNIFICATO DELLE PROPOSTE DI LEGGE NN. 47-147-156-195-406-562-639-676-762-1021-1775-1869-2042-2162-2465-2492. FRANCO GRILLINI. Un principio è stato più volte affermato in questo dibattito, su cui dovremo tornare in futuro anche a proposito di altre questioni. Si è voluto brandire l'articolo 29, primo comma, della Costituzione come una clava per negare qualunque diritto ai cittadini e alle coppie non sposate. Forse sarebbe il caso che ve lo andaste a leggere. Quell'articolo non dice che solo i diritti delle famiglie fondate sul matrimonio devono essere riconosciuti e che i diritti delle altre famiglie devono essere negati: quell'articolo dice soltanto - cito - che «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». L'unica conseguenza che se ne può ricavare è che sarebbe illegittima una legge ordinaria che non riconoscesse i diritti di tali famiglie. Punto. L'articolo 29 non dice affatto che tali diritti devono essere negati ad altri. Anche gli articoli 33, primo comma, e 19 tutelano in modo particolare, rispettivamente, la libertà di insegnamento e la libertà di culto, ma nessuno si sogna di trarne la conseguenza che la libertà di espressione del pensiero in altri campi, garantita dall'articolo 21, debba essere obbligatoriamente limitata, per sottolinearne il minor valore, nei casi che non sono oggetto della tutela rinforzata prevista dagli articoli 33 e 19. In realtà è vero il contrario: l'articolo 29, primo comma, stabilisce che la legge non può denegare i diritti delle famiglie fondate sul matrimonio; ma una norma cardine dell'intero ordinamento costituzionale italiano, come l'articolo 3, primo comma, che impone l'uguaglianza formale fra i cittadini come parametro fondamentale di legittimità della legge ordinaria, impone che situazioni giuridiche uguali siano trattate in modo uguale. Nella misura in cui situazioni giuridiche attinenti alle famiglie tradizionali siano identiche a quelle attinenti a famiglie non tradizionali, queste ultime devono essere trattate in modo identico. Non solo quindi l'articolo 29, primo comma, non impone un trattamento differenziato, ma la Costituzione vigente nel suo complesso - e gli impegni internazionali dell'Italia - impongono al contrario parità di trattamento e parità di diritti. Con la legge oggi in discussione voi avete pagato un debito che avete contratto, contro la libertà, l'uguaglianza e la pari dignità sociale di tutti i cittadini, e contro la libertà delle scelte di vita private, che è un cardine della modernità occidentale, con la parte più retriva e integralista della gerarchia ecclesiastica. Avete barattato per un pugno di voti i diritti e la pari dignità dei cittadini, lo stravolgimento e la strumentalizzazione della Costituzione. Da oggi deve iniziare una nuova stagione di lotte per le libertà liberali e per i diritti civili. Come al tempo del divorzio e dell'aborto, è anche da queste battaglie che comincerà il vostro tramonto.
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