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| Familismo della destra, la discriminazione in tutte le leggi sociali |
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| Intervistiamo Katia Zanotti, deputata Ds, in prima linea nella commissione Affari Sociali della Camera. |
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| Mercoledì 15 Maggio 2002 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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D. Ormai il familismo della destra è una valanga, i provvedimenti e le leggi in discussione prevedono tutte l’esclusione di chiunque non sia “regolarmente sposato”. Poi fare il punto sulle leggi in esame del Parlamento?
R. Questo orientamento del Governo di costruire una organizzazione sociale fondata sulla famiglia tradizionale emerge in modo esplicito in tutti i provvedimenti attualmente in discussione nella Commissione di cui faccio parte che è la Comm. “Affari Sociali”. La totale inadempienza circa l’applicazione della legge sulla riforma dell’assistenza ha come controproposta, assolutamente minimale e riduttiva, una politica sulla famiglia esclusivamente basata su detrazioni fiscali. Come se per le donne le detrazioni fiscali fossero un sollievo ai pesanti impegni di cura. E tuttavia anche questo poco, stando agli annunci di Maroni sarà riservato alle coppie “regolarmente” sposate.
D. Quali sono le leggi più caratterizzate in questo senso attualmente in discussione?
R. Basta citare la nuova legge sui servizi per l’infanzia che anziché mettere al centro la socializzazione e la formazione del bambino si preoccupa di fare riferimento, all’art. 1, all’art. 29 della Costituzione, fonda la famiglia sul matrimonio. Dalla ministra Prestigiacomo a esponenti del centrodestra, di fronte alla domanda precisa se questo riferimento vuole significare che le priorità di accesso saranno riservate ai bambini figli di coppie sposate non hanno risposto, ma hanno ribadito che questa è la loro idea di famiglia e che nessuno può impedire che il modello familiare di riferimento per le politiche sociali sia questo. Altro e più complesso discorso riguarda la legge sulla procreazione medicalmente assistita.
D. Su questo terreno mi sembra che siamo proprio al tentativo di tradurre la morale cattolica in un evidente clericalismo legislativo…
R. Il fatto è che questa imposizione etica riguarda donne e uomini che hanno bisogno di regole e sostegni in un percorso molto difficile, spesso doloroso per il corpo delle donne, per una terapia della sterilità. Questa legge pretende di stabilire quali sono le relazioni affettive che danno diritto ad accedere alla terapia. E in ogni caso anche qui, fatto divieto alla donna singola, si sta paventando il divieto anche per la coppia convivente attraverso un emendamento alla legge firmato da parlamentari di tutto il centro destra. Ovviamente è totalmente escluso il tema delle coppie omosessuali.
D. Recentemente il Ministro Maroni ha annunciato una legge per l’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie, ma solo di quelle sposate e di quelle che si impegna a sposarsi. Non pensi che anche con questo provvedimento ci sia l’intenzione tutta politica e morale di imporre un modello di relazione attraverso l’uso della leva fiscale e lo strapotere della maggioranza parlamentare?
R. Sono assolutamente d’accordo. Sono però preoccupata della inadeguata reazione ad una destabilizzazione rapidissima di un modello sociale che poneva al centro i diritti e le libertà sostanziali, l’autonomia delle donne nella responsabilità dei singoli
D. E’ quasi inutile, quindi, che ti chieda se a tuo parere ci sono possibilità per una legge sulle famiglie di fatto, quelle gay comprese…
R. I numeri parlamentari (100 deputati in più rispetto al centrosinistra) portano alla conclusione che è impossibile, ci sono però fuori da questo Parlamento donne e uomini che chiedono alla politica di mettere in campo con determinazione battaglie di civiltà contro il montante oscurantismo.
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