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| Bologna. Guazzaloca "blinda" la delibera Monaco sugli alloggi pubblici |
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| Palazzo d´Accursio conferma che non cambierà il regolamento nonostante le critiche della Curia |
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| Mercoledì 17 Aprile 2002 |
| di la Repubblica |
| in Vita di coppia |
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MERCOLEDÌ, 17 APRILE 2002 Pagina 5
Coppie di fatto, la giunta tira dritto
Grillini: "Case ai gay, se no andiamo al Tar" ANDREA CHIARINI
La Giunta sembra decisa a non cambiare il regolamento comunale sugli alloggi pubblici. Nonostante la «scomunica» della Curia e il «pasticcio» in aula di due settimane fa, il sindaco Giorgio Guazzaloca tira dritto. Ma se palazzo d´Accursio dovesse fare all´improvviso dietro front, l´Arcigay è pronta a ricorrere al Tribunale amministrativo regionale, come già preannuncia il presidente onorario dell´associazione e deputato Ds Franco Grillini: «Si commetterebbe un gesto illegittimo che viola le normative regionali e nazionali. Invito il sindaco a non prendere, per questioni ideologiche e religiose, decisioni che vanno contro il buon senso». Salvo sorprese comunque Grillini dovrebbe essere accontentato e nel prossimo bando predisposto dall´assessore Carlo Monaco le giovani coppie sposate e quelle di fatto saranno equiparate e avranno un punto in più. Proprio come avevano chiesto i Ds, con un emendamento, accolto da Monaco. I mal di pancia dei cattolici però si sprecano. Il primo sabato scorso a mostrarsi quasi pentito è stato il vice sindaco Giovanni Salizzoni, che avrebbe preferito privilegiare le coppie sposate. E ieri lo stesso concetto è stato ribadito dall´assessore Marina Deserti. Tuttavia, con non pochi imbarazzi in maggioranza, Guazzaloca considera chiusa la questione della delibera Monaco. D´ora in poi palazzo d´Accursio dovrà però ricostruire il rapporto con via Altabella, che si è deteriorato in questi ultimi giorni di polemiche sulle coppie di fatto. Sull´inserto «Bologna sette» dell´Avvenire domenica la Curia è stata durissima dichiarandosi «profondamente insoddisfatta» per il comportamento del sindaco e della sua maggioranza. Fonti vicine alla Giunta fanno sapere che nelle prossime settimane non mancheranno le occasioni per «ricucire». Il 18 aprile ci sarà una messa solenne in stazione a vent´anni dalla visita di Giovanni Paolo II, ma soprattutto il prossimo 4 maggio la Madonna di San Luca scenderà dal colle e passerà dal cassero di Porta Saragozza non più sede dell´Arcigay. «Vedrete, ci saranno altre foto del sindaco e del cardinale Giacomo Biffi insieme...» dicono in Giunta. Sul piano politico resta sul tavolo l´ordine del giorno dei consiglieri Massimiliano Mazzanti (An) e Niccolò Rocco di Torrepadula (indipendente di destra) con cui si chiede di riscrivere la delibera Monaco riaffermando la «centralità della famiglia nata dal matrimonio». Un documento che ha già diviso il centrodestra e che sarà discusso e votato in apertura del prossimo consiglio comunale, anche se i due «pierini» del Polo appaiono al momento isolati e il loro odg sembra destinato ad essere respinto. A vuoto lunedì notte in consiglio è andato anche il tentativo della capogruppo della Tua Bologna Maria Cristina Marri di predisporre un nuovo documento che ricomponesse le fratture in maggioranza. Dopo un lungo confronto con il direttore generale Enrico Biscaglia - riferiscono alcuni consiglieri del centrodestra - la Marri ha fatto retromarcia e del documento si sono perse le tracce. Ieri intanto il coordinatore del Centro studi teologici di Milano, Giovanni Felice Mapelli, ha proposto a Giacomo Biffi di sostenere una disputa teologica sulle coppie di fatto e le coppie omosessuali. Mapelli ha chiesto al cardinale di «difendere pubblicamente le sue tesi, le stesse della gerarchia della Chiesa cattolica, per negare i diritti agli omosessuali, e per sostenere la sua posizione discriminatoria in campo sociale e giuridico». «Sono pronto a venire a Bologna per un faccia a faccia» è la sfida lanciata da Mapelli. Questo articolo ha ricevuto 156 visite.
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