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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
PROCREAZIONE. L'ovulo di Pasqua
PROCREAZIONE. L'ovulo di Pasqua
Dalla nuova legge esclusi gay e lesbiche
Sabato 16 Marzo 2002
di Il Manifesto
in Vita di coppia

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IDA DOMINIJANNI

Qualche settimana, e l'Italia di Berlusconi porrà finalmente fine al famigerato, temuto, esecrato "far west procreativo". I cow-boy infatti stanno bene in Afghanistan, e la libertà di farne di tutti i colori sta bene nell'impresa. Sulle scelte procreative, invece, cala la Norma. Eccola. Sì alla fecondazione assistita omologa, no all'eterologa. Sì per le coppie eterosessuali sposate e anche per le coppie di fatto, no per i e le single, per i gay, le lesbiche e tutti i pervertiti della Terra, comprese le eventuali madri troppo agée, cioè non "in età potenzialmente fertile". No all'utero surrogato. No all'impianto di un gamete post-mortem del padre. Gli interventi sono possibili nelle strutture pubbliche e private, purché autorizzate da un apposito registro regionale. Embrioni: se ne possono produrre non più di tre per ogni impianto, un metodo sicuro per sottoporre le donne a benefici bombardamenti ormonali. Non se ne possono produrre a fini di ricerca e sperimentazione. Non se ne possono congelare. Gli embrioni già esistenti e congelati devono essere usati dalla coppia proprietaria entro tre anni dall'entrata in vigore della legge, dopodiché diventano adottabili da parte di altre coppie, alla faccia del suddetto divieto di fecondazione eterologa. Vietata la clonazione, possibile la ricerca a fini terapeutici (ma con una formula ambigua). Pene salatissime per i medici trasgressori: fino a dieci anni per chi s'azzarda a fare un'inseminazione eterologa o a far procreare una coppia di non conviventi, fino a venti per chi effettua un intervento di clonazione. I medici però godono del diritto a fare obiezione di coscienza, e dunque a rifiutarsi di inseminare chiunque ne abbia diritto. Ciliegina pedagogica: prima di procedere a un intervento di fecondazione assistita ogni coppia sarà indottrinata sull'alternativa dell'adozione. Ciliegina sociologica: ogni tot anni il ministero della sanità fa una bella ricerca sulle cause "patologiche, psicologiche, ambientali e sociali della sterilità": auguri, finalmente ci capiremo qualche cosa. L'articolato è in 17 punti come la disgrazia, e speriamo infatti che gli porti jella. Ma è ben difficile stavolta che si verifichi di nuovo, in parlamento, il miracolo che nella scorsa legislatura evitò il varo al senato di una legge praticamente identica a questa, già approvata alla camera da un fronte che comprendeva centrodestra, popolari e udierrini e che si fece beffe dell'allora maggioranza di centrosinistra. Adesso che il centrodestra ha i numeri per approvarsi da solo questo e altro, non c'è neanche bisogno di transfughi dalle fila della Margherita. Però anche l'attuale maggioranza ha i suoi guai: An, ad esempio, ha già fatto sapere che delle coppie di fatto non vuole sentir parlare. Alessandro Cé, eroe leghista della legge nella legislatura scorsa e attuale capogruppo alla camera, è dello stesso avviso, perché "i bambini devono nascere in famiglia". Ma intanto la commissione affari sociali spedisce d'urgenza il testo in aula il 27 marzo, tanto per mettere una bella sorpresa nell'uovo di Pasqua: magari il voto del primo articolo, quello che "assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti e in particolare del concepito", piantando la bandierina della conquista sullo statuto dell'embrione. L'opposizione aveva provato a rinviare, o a non far votare questo testo-base in commissione; la maggioranza l'ha votato e ha incassato pure la eloquente astensione di Rosy Bindi e della nuova-socialista Chiara Moroni. L'aula farà il resto. La compagnia della libertà ritiene infatti l'approvazione della legge "nodale" per la buona immagine del governo. Nell'altro campo strepitano solo i comunisti di Diliberto e Maura Cossutta - "legge-mostro, sbagliata, inefficace, pericolosa" - e più flebilmente Marida Bolognesi, la ds che nella passata legislatura portò in aula un testo poco migliore di questo (consentiva l'eterologa, non parlava di diritti né di adozione dell'embrione) sconfitto dal fronte catto-polista di cui sopra. Diliberto propone all'Ulivo di discuterne "a partire dalle nostre diverse e culture e sensibilità, per trovare punti condivisi e una bussola comune". Sarebbe il secondo miracolo della serie: la legge sulla procreazione assistita è una di quelle materie su cui nel quinquennio di governo l'Ulivo ha dimostrato di non esistere, e la sinistra di essere subalterna ai cattolici fino al suicidio.

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