 |
| FAMIGLIA / LE DECISIONI SHOCK DELLA REGIONE LAZIO |
 |
| Non ti sposi? E allora arrangiati. Storace stabilisce che le coppie di fatto non vanno aiutate. Legge assurda? Ecco le ragioni di chi l'ha fatta. E di chi la critica |
 |
| Sabato 22 Dicembre 2001 |
| di L'Espresso |
| in Vita di coppia |
|
 |
|
di Chiara Valentini Fin dai primi mesi del suo mandato di "governatore" Francesco Storace l'aveva detto chiaro e tondo: suo obiettivo principale era quello di far diventare il Lazio «un modello sociale per il resto d'Italia». La guerra annunciata riguardava prima di tutto la legge sull'aborto, che difficilmente potrebbe essere cancellata con un referendum, ma che intanto bisognava cominciare a «modificare dal basso». L'altro bersaglio era il riconoscimento delle coppie di fatto, a cui lo stesso Lazio di Badaloni aveva attribuito qualche diritto. Questi temi sono al centro di una legge appena approvata, "Interventi a sostegno della famiglia" e già oggetto di critiche feroci, come altri provvedimenti presi da Francesco Storace. È una materia intricata. Ma se viene esaminata nei suoi punti essenziali, mostra un modello e un sistema di riferimenti decisamente inediti in più di cinquant'anni di Italia repubblicana.
Perché nella nuova legge solo le coppie sposate, oltre che bisognose, hanno diritto ad essere aiutate?
Perché, secondo Storace, c'è una sola "famiglia" che merita di essere tutelata, quella fondata sul matrimonio. «Voglio che le tasse pagate dai cittadini vengano utilizzate dai figli dei poveri, non per pagare i vizi dei diversi», ha sostenuto, alludendo oltre che alle coppie di fatto, alle unioni omosex. «Discriminazione intollerabile, pressione indebita e incostituzionale sulle libere scelte degli individui», accusa la diessina Giulia Rodano, ricordando che le convivenze sono in aumento in tutta Europa. Visto che la legge prevede prestiti senza interessi, rimborso di varie tasse e addirittura assegnazioni d'ufficio di alloggi, è ragionevole pensare che molte coppie saranno spinte a sposarsi per avere questi vantaggi.
È accettabile che i figli dei conviventi vengano di fatto discriminati da un'istituzione pubblica?
È stata l'ex ministro Giovanna Melandri a sollevare questo problema. Infatti ogni differenza fra figli legittimi e naturali era stata cancellata per legge nel lontano '75. «Sono le persone delle classi elevate come la Melandri a scegliere le convivenze, non i giovani bisognosi. Anche i poveri devono potersi sposare», aveva ribattuto Storace.
C'è una nuova figura giuridica, l'embrione, che viene inserito nello stato di famiglia. Perché?
È forse il punto più contestato della legge, anche per le difficoltà a stabilire come e quando inizia la gravidanza. Visto che la presenza dell'embrione è un titolo in più per le agevolazioni, che cosa succede se interviene un aborto spontaneo (30 per cento nei primi mesi)? La coppia deve restituire quel che ha ricevuto? Secondo il centro-sinistra si tratta di una norma pensata soprattutto per radicare l'idea che anche l'embrione è un essere umano. Fra l'altro questa norma è frutto di un emendamento dell'ultima ora della consigliera del Ccd Olimpia Tarzia , esponente del Movimento per la Vita.
Storace sostiene di aver aiutato ben 2 mila ragazze madri, dirottando su di loro i fondi della legge Badaloni. Cosa succede adesso?
Con la nuova legge le single verranno inequivocabilmente escluse. «È sorprendente che al concepito legittimo si diano tutele che vengono negate a quello che una volta si chiamava illegittimo», sostiene il giurista Cesare Rimini.
Cosa pensa l'opposizione dell'assegno per il terzo figlio, concesso dalla Regione Lazio?
Secondo Giulia Rodano, «anche qui si interferisce nelle scelte individuali. È giusto aiutare le famiglie numerose ma non lo è incentivare la natalità, come si fa con l'assegno. Per Storace invece si tratta di una sacrosanta tutela di chi vuole molti figli.
Perché, visto che si vogliono combattere gli aborti, si sta preparando in Lazio una nuova legge che renderà più difficile la vita dei consultori?
«È un modo subdolo per arrivare alla cancellazione della legge sull'interruzione di gravidanza», sostiene il centro-sinistra, denunciando che già oggi non si sostituisce il personale dei consultori e si cerca di lasciarli decadere. «I consultori non devono solo aiutare a fare aborti, ma al contrario a portare avanti le gravidanze», ribatte Francesco Storace. Non sarebbe però una buona ragione per depotenziarli.
19.12.2001 Questo articolo ha ricevuto 156 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|