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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Senigallia. Aiuti alle giovani coppie, il Comune apre ai gay
Senigallia. Aiuti alle giovani coppie, il Comune apre ai gay
L’emendamento passa con l’impegno di fare riferimento alle “unioni affettive”. Il centrodestra vota no
Venerdì 21 Dicembre 2001
di Il Messaggero
in Vita di coppia

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Lungo dibattito in Consiglio comunale. Il Ccd: «Così si viola il dettato costituzionale sul nucleo familiare». La soddisfazione della rappresentante dell’Arcilesbica di MARCELLO PAGLIARI

Senigallia apre alle coppie gay? Sembra proprio che si vada in quella direzione. Ha suscitato accese polemiche infatti l'emendamento alla proposta di bilancio che prevede aiuti economici per le giovani coppie, sposate e non. Nel testo viene infatti specificata la definizione di giovane coppia con la quale si intende «la coppia unita in matrimonio da non più di due anni al momento della richiesta del beneficio. In analogia con altre normative regionali e statali, come i buoni casa, viene considerata anche la convivenza "more uxorio" (coppia non unita dal matrimonio, ndr) protrattasi per lo stesso periodo e anagraficamente documentabile». Nel corso del dibattito nel Consiglio comunale di ieri i gruppi Verde e Rifondazione comunista hanno chiesto esplicitamente che nel testo fosse fatto riferimento alla legge regionale in materia che oltre a definire all'art.7 la famiglia parla anche di «unione affettiva», indipendentemente, cioè, dal sesso dei componenti. Il gruppo della Margherita, che ha illustrato l'emendamento, ha quindi dichiarato che il documento proposto in Consiglio non è discriminante come si può pensare. Dichiarazione che ha suscitato le ire del consigliere del Ccd Gabriele Cameruccio che ha accusato la Margherita di essere succube dei Ds e che con questo atto contravviene al principio costituzionale con il quale viene definito il nucleo familiare. Il sindaco Luana Angeloni ha quindi garantito che nel documento si farà pieno riferimento alla tanto citata legge regionale. Con questo atto del sindaco, al quale dovrà seguire un regolamento per le domande per ottenere i contributi, la polemica si è placata e l'emendamento ha avuto il voto favorevole della maggioranza, dei Verdi e Rifondazione. Contrario il centro destra. Soddisfatti invece i rappresentanti dei gay: «La decisione della Giunta di dare la possibilità alle famiglie di fatto di godere di un alloggio comunale - afferma Barbara Lanconi, vice presidente del circolo federativo Arcigay-Arcilesbica Caleido di Ancona - non può che farci piacere e rasserenarci in tempi come questi, in cui violenze, i sospetti ed i distinguo tra chi sta dalla parte del "bene" e che da quella del "male" sono all'ordine del giorno. È un atto di maturità sociale innanzitutto, ma anche politica: dato che gli amministratori locali sono i rappresentanti di tutti i cittadini va da se che è loro dovere tenere presente i diritti di tutti i cittadini». La Lanconi poi prosegue: «Dopo il sacrosanto riconoscimento di una famiglia laica (cioè non benedetta da qualsivoglia matrimonio), cosa impedisce ai nostri rappresentanti di riconoscere un’unione omossessuale? Scrivo unione e non famiglia - conclude - chiedendo che venga presa una posizione chiara per rispetto di quelle persone che vedono in questo fondamento la propria religiosità, ma non dimentichiamoci che una unione sessuale è una comunione di affetti, esattamente come il matrimonio».

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