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| Inchiesta. Franco Grillini di Arcigay racconta come è nato il volume |
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| «Anziani e giovani, soli e isolati». Da Il Domani di Bologna sul libro di Barbagli e Colombo "Omosessuali moderni" |
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| Sabato 10 Novembre 2001 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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Franco Grillini di Arcigay racconta come è nato il volume e suggerisce nuovi ambiti di studio
Forse non tutti sanno che «la più grande inchiesta mai condotta al mondo sull'omosessualità» è nata a tavola, secondo la più tipica tradizione de Il Mulino. E che i commensali erano uno degli autori, Marzio Barbagli, «uno dei più grandi sociologi della famiglia», e Franco Grillini, presidente onorario Arcigay e deputato tra le fila dei Ds. Il quale, sei anni fa, conversando con Barbagli, pose l'accento sulla necessità di una ricerca scientifica seria sulla condizione degli omosessuali in Italia. Un'inchiesta che mancava, perché l'unica esistente - firmata dall'Ispes nel 1989 - riguardava un campione limitato. E Barbagli lo ha preso sul serio. «Gli omosessuali italiani - spiega Grillini - vivono in condizioni strutturali particolari: il 90 per cento dalla popolazione risiede in città piccole. Città dove però trovano resistenze omofobe, costringendola alla clandestinità e alla sofferenza». Bologna è diversa? «Bologna è un simbolo per la battaglia dei diritti civili degli omosessuali. Però è difficile realizzarvi strutture solo per omosessuali: manca una zona della città in cui raccogliere le attività di aggregazione, ci sono molte più occasioni a Padova che ha il triplo di locali rispetto alle Due Torri. E soffre anche di una certa debolezza dell'imprenditorialità. Bologna è stata all'avanguardia, ma oggi avrebbe bisogno di rilanciarsi». Trova che sia una città tollerante? «Gli omosessuali sono propensi a dire che qui si sta meglio che altrove, perché Bologna è più mamma, più protettiva, il tasso di tolleranza è maggiore che altrove. Anche se poi capita che qualcuno prenda a male parole due uomini che vanno a braccetto». Dagli anni '80 ad oggi, cos'è cambiato? «È cambiata la cultura della società su questi temi, la mentalità si è aperta, allargata, oggi tutti ne parlano, si fanno trasmissioni in tv. Ed è cambiata anche la testa degli omosessuali che hanno trovato il coraggio ed hanno avuto l'intelligenza per rendere vivibile e visibile la propria condizione. Anche se solo a macchia di leopardo: persistono infatti alcune "sacche" di resistenza. Come a Roma, dove dal 1990 ad oggi ci sono stati 28 omicidi di gay». Dell'omosessualità cosa non è ancora stato studiato? «È stata studiata molto l'omosessualità nella fase centrale della vita. Molto poco, invece, quella degli anziani, che viene vissuta con sofferenza e in solitudine, e quella dei giovanissimi, un aspetto particolarmente delicato. L'omosessualità, infatti, non è una fase di passaggio, adolescenziale, è una identità che si forma anche prima degli 8 anni, quando il bambino non ne è ancora consapevole. Compito dei genitori, quindi, è capirlo e aiutarlo ad accettarsi. E dovere degli insegnanti è insegnare il rispetto della diversità nel segno della convivenza. Questo l'oggetto della mia prossima interpellanza al Ministro Moratti». an.tre.
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