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| "Le famiglie gay nel censimento" |
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| "Gay.it" alle coppie omosessuali: dichiaratevi conviventi. L'Istat: è improprio |
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| Venerdì 19 Ottobre 2001 |
| di Il Manifesto |
| in Vita di coppia |
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CINZIA GUBBINI - ROMA
"La famiglia gay c'è e si vedrà" è il trionfale annuncio lanciato dal sito gay.it, creando qualche problema niente meno che all'Istat, impegnato nel censimento 2001 della popolazione. Gay.it, per mano del webmaster Alessio De Giorgi e del giornalista Giulio Maria Corbelli, sostiene che il censimento sarà un'occasione per strappare dalla clandestinità le coppie omosessuali. L'Istituto di ricerca non ha apprezzato. Eppure l'interpretazione data dalla rivista telematica non è affatto peregrina. Vediamo di cosa si tratta. Nei moduli in distribuzione tra le famiglie italiane il capofamiglia dovrà specificare il tipo di rapporto che lo lega alle persone che vivono nella stessa casa. Tra le varie modalità di risposta appare - proprio sotto alla casella "coniuge" - la casella "convivente". Barratela, esorta i lettori De Giorgi, "è quella condizione - come ci ha detto in un'intervista la curatrice di questa parte del censimento - dove tipicamente il legame è di tipo affettivo. Non fingiamo: siamo noi stessi". La curatrice del censimento è la dottoresse Viviana Egidi, che ridimensiona l'entusiasmo del direttore del sito: "E' un'interpretazione impropria, perché contare le coppie gay non è un obiettivo del censimento. Nello stilare il modulo, infatti, l'Istat si attiene alle definizioni di legge. In questo caso, quindi, al regolamento anagrafico". L'articolo 4 recita così: "agli effetti anagrafici, per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune". "Per vincolo affettivo - conclude Egidi - si può intendere anche l'amicizia". "Non è proprio così - risponde a distanza De Giorgi, modulo del censimento alla amno - qui c'è la casella "convivente". L'Istat fa il suo lavoro, registra fenomeni sociali, non da giudizi di valore. E siccome le coppie gay esistono di fatto, chiediamo di dichiararlo". Una "battaglia di civiltà", la definisce Corbelli. Il problema è: l'Istat deciderà di disisaggregare i dati, rivelando quante coppie omosessuali hanno barrato la fatidica casella?
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