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| Olanda. Silvano e Max, sposi contenti. |
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| Ad Amsterdam si è sposata anche una coppia italiana che aveva preso la residenza in Olanda |
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| Mercoledì 17 Ottobre 2001 |
| di Il Giorno |
| in Vita di coppia |
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MALEO — Silvano e Massimiliano si amano. E lo dicono, anzi lo raccontano senza timore di essere giudicati o additati dalla gente comune come «diversi». Al punto che, dopo dieci anni di convivenza, hanno deciso di sposarsi. La cerimonia si è svolta sabato scorso nel municipio di Amsterdam, in Olanda. Con loro, altre 21 coppie omosessuali, una decina delle quali di nazionalità italiana. Qualcuno potrà storcere il naso leggendo una notizia del genere, eppure una coppia gay residente a Maleo ha voluto uscire allo scoperto e ufficializzare la propria storia contro ogni pregiudizio ed ogni intolleranza. Un messaggio forte «Vogliamo lanciare un messaggio chiaro, soprattutto a chi non riesce a vivere con serenità la propria condizione», dicono Silvano Garini, 47 anni e Massimiliano Ercoli, 28 anni, che insieme gestiscono il bar Portone. Un messaggio forte che per qualcuno potrà sembrare un pugno nello stomaco. Non per loro, però, e nemmeno per le loro famiglie. «I nostri genitori hanno sempre accettato il fatto che siamo gay - sostengono -. Invece, purtroppo, conosciamo storie drammatiche di persone che sono costrette a nascondersi e reprimere il proprio "essere". Allora il nostro messaggio è esplicito: uscite allo scoperto, non abbiate paura di vivere la vostra vita». La madre di Massimiliano fa parte dell'Associazione genitori omossessuali, che dà una mano a chi è attratto da persone dello stesso sesso a non vivere ai margini. Sabato scorso, alle 9.30, Silvano e Massimiliano hanno pronunciato il fatidico «sì» davanti ad un rappresentante della municipalità della capitale olandese: una cerimonia senza troppa burocrazia, ma con lo scambio degli anelli nuziali. Sogni e progetti «E' stato il mio avvocato a prepare tutto- spiega Silvano Garini -. A noi sono bastati i certificati di nascita e residenza». Il loro sogno, adesso, è di trasferirsi in terra olandese. Tra qualche mese non è escluso che la coppia possa lasciare tutto ed aprire un locale, magari proprio ad Amsterdam. «Sarebbe bellissimo. Là c'è una mentalità molto diversa. Puoi andare per strada mano nella mano e nessuno si volta a guardarti». Anche la comunità di Maleo, però, ha accettato molto bene Silvano e Massimiliano. «Non abbiamo mai avuto nessun problema - spiegano -. Sentiamo rispetto nei nostri confronti. Anzi, la nostra clientela negli ultimi anni è addirittura aumentata». «Non siamo pagliacci» Alla faccia di chi crede che la Bassa sia conservatrice e tradizionalista. «C'è moltissima gente intelligente a Maleo - insistono -. Noi d'altronde chiediamo solo che i nostri diritti siano rispettati. Non vogliamo fare i pagliacci esibendo la nostra condizione, ma solo vivere la nostra vita. Vorremmo un futuro nel quale non ci sarà più bisogno di marciare per dimostrare qualcosa». Ciò a cui tengono di più, però, è invitare altri gay a non nascondersi. «Non lo facciamo per pubblicità, ma solo per incoraggiare chi è omosessuale a non vivere da represso. Al ritorno da Amsterdam abbiamo preso la decisione di raccontare la nostra storia. Senza vergogna. Sono tanti anni che lottiamo per i nostri diritti e forse è arrivato il momento che anche in Italia si faccia una legge che tuteli la nostra scelta». di Mario Borra
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