 |
| Giuliano Ferrara critica il familista Storace |
 |
| Ci sono perfino coppie di fatto omosessuali, che in grandi paesi europei e in molti stati americani sono riconosciute dalla legge ed equiparate, nell’ambito del possibile, alle famiglie tradizionali. |
 |
| Mercoledì 12 Settembre 2001 |
| di Il Foglio |
| in Vita di coppia |
|
 |
|
|
In nome di quali valori o fatti Francesco Storace, combattivo presidente del Lazio, ha deciso di limitare gli aiuti pubblici alle coppie unite nel matrimonio tradizionale? Gli facciamo questa domanda per varie ragioni, anche di metodo. Ogni volta che parla l’onorevole Storace, gli risponde a sinistra una eco insopportabilmente ieologica. Il governatore è sempre fuori dalla Costituzione, attenta sistematicamente alle libertà e ai diritti, all’autonomia della cultura o all’integrità di altri sommi beni dell’umanità: così la sinistra e i cattolici democratici, in nome di una caricatura dell’antifascismo, rinunciano a pensare ai problemi veri e al merito delle questioni. Questioni serie si trasformano invariabilmente in risse vecchio stile, e ne soffre il livello del dibattito pubblico. Storace, che ha il gusto della boutade assassina, replica sempre a tono e la discussione si chiude in modo sanguinoso. “A froci!”, è la cosa di destra, e tradizionalista, che Storace spiritosamente e derisoriamente getta in faccia ai compunti difensori della modernità. Lo spettacolino può piacere, ma non a noi (nonostante la pace civile realizzata su Alvaro Vitali nell’inciucio cinèfilo corrente). Proviamo a ragionare? Il governatore del Lazio sa meglio di noi che la famiglia è molto cambiata. C’è il divorzio. C’è l’aborto, e decide la donna. C’è un mare di gente, un numero sempre crescente di persone in tutto il mondo, che non accetta il contratto matrimoniale, ma non merita di essere esclusa dal contributo statale, e questo per semplici ragioni di buonsenso e di buongoverno (per esempio: hanno figli anche loro). Ci sono perfino coppie di fatto omosessuali, che in grandi paesi europei e in molti stati americani sono riconosciute dalla legge ed equiparate, nell’ambito del possibile, alle famiglie tradizionali. E’ o no interesse della destra di governo, fatto salvo il suo diritto di decidere anche in base al suo patto con gli elettori e al programma che essa ha portato alla vittoria, stipulare un compromesso intelligente con gli effetti sociali della modernità? Forse è nel suo interesse. Ci si può opporre sul piano culturale e di principio alle premesse della modernità, e combatterle in vari modi. Ma gli Stati non si governano con i paternoster, diceva il politologo Machiavelli. E tenere conto dei mutamenti, senza subire il ricatto ideologico della modernizzazione, è utile per fare buone leggi. In Francia la sinistra di governo ha registrato la realtà delle nuove famiglie con una legislazione molto forte e naturalmente controversa. La destra di opposizione per un momento si è lasciata tentare dallo spirito di crociata, poi ha scelto una via diversa. Vale la pena di pensarci e di provare a non farsi chiudere, tutti, in una guerra dei valori che non ha rapporto alcuno con i fatti. Una destra pragmatica, liberale, europea forse dovrebbe fare così. Destra tradizionalista La famiglia è cambiata, la destra no: Storace difensore del matrimonio Questo articolo ha ricevuto 136 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|