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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
ROMA. Coppie di fatto, l’opposizione si appella a Prodi
ROMA. Coppie di fatto, l’opposizione si appella a Prodi
Consiglio regionale, il centrosinistra gioca la carta dei ricorsi e spera nella mobilitazione di cittadini e intellettuali
Martedì 11 Settembre 2001
di Corriere della Sera
in Vita di coppia

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Il «caso Storace» approda sul tavolo di Romano Prodi. Per ostacolare l’iter della proposta di legge regionale che toglie gli aiuti economici alle coppie non sposate, l’opposizione gioca le ultime carte: tre ricorsi (al presidente della Commissione europea, al presidente della Corte di Giustizia e al Commissario delle libertà e dei diritti dei cittadini) e un appello «a tutti gli italiani di retta coscienza». La maggioranza ha i numeri, e all’opposizione non resta che sperare nel «popolo dei fax», nelle firme di intellettuali e politici (di destra e di sinistra, laici e cattolici), e perfino in quel «malumore» che serpeggia tra i consiglieri di centrodestra. Ieri l’assessore ai Servizi sociali Anna Teresa Formisano ha tenuto la sua relazione in commissione Sanità. E ieri l’opposizione ha gridato il suo sdegno in una conferenza stampa. E mentre l’assessore del Ccd dichiarava che la proposta di legge vuole «aiutare i nuclei familiari che hanno al loro interno disabili e anziani», gli esponenti di Rifondazione, Ds, Verdi e Pdci tentavano «l’operazione verità». Primo passaggio: la regione Lazio di Piero Badaloni aveva già una legge sulla Famiglia, la numero 34 del 25 novembre 1999. Titolo: «Programmazione degli interventi a sostegno dei nuclei familiari». Unica differenza: il passaggio con cui Storace concede prestiti «per le esigenze familiari conseguenti al matrimonio, ivi compreso l’acquisto della prima casa». Sempre che, entro un anno, la coppia esibisca l’atto matrimoniale... «È una legge ideologica, che penalizza le famiglie numerose» commenta la diessina Giulia Rodano. Una legge che, per Salvatore Bonadonna di Rifondazione, al quadro di interventi previsti dalla giunta Badaloni non aggiunge niente, se non «alcuni miliardi del fondo sociale europeo, allora non disponibili». Quando la legge Storace entrerà in vigore, la Badaloni sarà abrogata. E così, denuncia l’opposizione, diverse tipologie di «famiglie» resteranno senza assistenza: non solo le coppie di fatto, ma anche le famiglie monoparentali. «Un discrimine fortissimo», sostiene il verde Angelo Bonelli, che si appella alla Costituzione, al nuovo Diritto di famiglia e alla Dichiarazione dei diritti del fanciullo. Alza il tono Giovanni Hermanin, della Margherita: «È un caso di clientelismo clericale. Storace paga una cambiale al Vaticano». E il vice presidente del consiglio regionale, Renzo Carella: «Imponendo l’apertura della discussione a Consiglio chiuso, Storace ha violato il regolamento». Dov’è l’urgenza, chiede Alessio D’Amato del Pdci, se la proposta è datata 21 febbraio 2001? Di nuovo all’attacco «contro una legge oscurantista» anche l’Arcigay, decisa a proteggere non solo le coppie omosessuali ma anche bambini, disabili e anziani che vivono in famiglie non sposate. E mentre l’opposizione chiede un’audizione al parlamento europeo, il vicepresidente Renzo Imbeni ricorda che «lo stesso Ppe in cui è confluita anche Forza Italia ha riconosciuto le famiglie di fatto come una realtà imprescindibile della società contemporanea». M. Gu.

Cronaca di Roma

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