HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Tennis, Australian Open: un fermacoda arcobaleno contro Margaret Court
Tennis, Australian Open: un fermacoda arcobaleno contro Margaret Court
La 17enne Laura Robson ha giocato con un legacapelli arcobaleno (simbolo dei diritti LGBT) che ha fatto finire l'atleta al centro di un caso politico
Martedì 17 Gennaio 2012
di Corriere della Sera
in Sport

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Uscire al primo turno dell’Australian Open non è certo roba da prima pagina. E, in effetti, la notizia dell’eliminazione della 17enne londinese Laura Robson ad opera della serba Jelena Jankovic per 6-2, 6-0 avrebbe meritato giusto una riga all’interno del pezzo sulla disfatta delle tenniste inglesi all’esordio nel torneo (cinque fuori subito), se non fosse stato per quel legacapelli arcobaleno (simbolo universale dei diritti di gay e lesbiche) che ha fatto invece finire la giovane atleta al centro di un caso politico. Motivo? La Robson lo ha sfoggiato proprio nella Margaret Court Arena, ovvero il campo dedicato a Margaret Court, che non è solo la più famosa tennista australiana (24 titoli del Grande Slam vinti in carriera), ma dal 1972 è anche diventata una fervente cristiana evangelica (è pastore della chiesa di Perth).

E proprio le sue durissime prese di posizione contro gli omosessuali (accusati di indulgere «in pratiche sessuali abominevoli» e di pretendere «diritti matrimoniali che invece non hanno perché tali unioni sono insane e innaturali») hanno suscitato parecchio clamore nei mesi scorsi, scatenando le ire di Martina Navratilova («le persone si sono evolute, Margaret Court evidentemente no e la sua visione miope è davvero spaventosa») e costringendo la stessa federazione australiana a prendere le distanze («sono considerazioni personali della Court, non condivise dalla WTA»).

Ma è sul web che è montata la protesta nei confronti della campionessa. Non a caso, su Facebook è nato il gruppo Rainbow Flags Over Margaret Court Arena, che conta quasi 1.900 membri e che ha già fatto della Robson una beniamina («Laura, tu sei della nuova generazione e farai la differenza….grazie!», ha scritto un fan sulla bacheca, dopo aver postato la foto dell’atleta inglese con il controverso legacapelli). Sorpresa da tanto clamore per quello che lei stessa ha definito «solo un fermacoda coi colori dell’arcobaleno», la giovane tennista (18 anni il prossimo sabato) ha poi tentato di smorzare le polemiche, spiegando in conferenza stampa di aver indossato quel legacapelli colorato «perché credo nell’uguaglianza dei diritti» e non già «come gesto di protesta» nei confronti di qualcuno. «Sapevo che me lo avreste chiesto – ha concluso la Robson - e vi ho dato la mia risposta. Ovviamente, ho letto i commenti della Court riportati dai giornali, ma non ho mai letto una dichiarazione sua, quindi non voglio commentare qualcosa di cui non ho parlato direttamente con lei».

Questo articolo ha ricevuto 1655 visite.



Articoli correlati...

Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale Primo piano
Giovedì 24 Maggio 2012
Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale
A rendere nota la vicenda è stata l’Associazione GayLib, che ha raccolto un appello lanciato via web dal giovane, che ha raccontato come il padre abbia cominciato a insultarlo
di La redazione di Gaynews
La presidente del Malawi contro le leggi che considerano l'omossessualità un reato Mondo
Domenica 20 Maggio 2012
La presidente del Malawi contro le leggi che considerano l'omossessualità un reato
Una donna contro l’omofobia africana. In quasi tutto il continente esistono leggi che prevedono la punizione di alcuni comportamenti omosessuali
di Giornalettismo
Omofobia: Bersani, il Parlamento legiferi contro ogni discriminazione Primo piano
Giovedì 17 Maggio 2012
Omofobia: Bersani, il Parlamento legiferi contro ogni discriminazione
"Questo e' l'impegno che tutti dobbiamo assumere in occasione del 17 maggio, Giornata Internazionale contro l'Omofobia istituita nel 2007 dal Parlamento europeo''
di Asca
Andria. Sede vandalizzata: omofobia, ora basta, chiediamo impegno di tutti Primo piano
Lunedì 14 Maggio 2012
Andria. Sede vandalizzata: omofobia, ora basta, chiediamo impegno di tutti
Nella giornata di ieri i volontari di Arcigay Bat, Barletta, Andria e Trani, hanno denunciato alle forze dell’ordine l’ennesimo atto vandalico ai danni della sede del comitato
di Arcigay



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI