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| Germania, Philipp Lahm: “Fare coming out? Se sei calciatore è meglio di no” |
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| Ecco cosa consiglia il capitano della nazionale tedesca di calcio, Philipp Lahm, ai suoi colleghi omosessuali. Un anno dovette smentire le voci sulla sua presunta omosessualità |
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| Lunedì 16 Gennaio 2012 |
| di Giornalettismo |
| in Sport |
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Il 28enne (nella foto a destra) difensore esterno l’anno scorso ha dichiarato di essere eterosessuale, in seguito a voci insistenti che lo volevano gay. In un’intervista con il Frankfurter Rundschau dice a tutti i calciatori gay di non uscire allo scoperto perché “non credo che la società civile sia progredita abbastanza per accettare calciatori professionisti omosessuali, cosa che invece non desta stupore in altri ambiti”.
IL MOTIVO - Lahm prosegue nell’intervista spiegando su cosa si basa la sua posizione, dicendo che la società del calcio è molto diversa, vi regna un altro clima: “Allo stadio non c’è spazio per il politically correct, non è come nel mondo della politica, dove chi fa outing non deve poi giocare davanti a 60 mila persone ogni settimana, cercando di fare del proprio meglio”.
REPETITA IUVANT - Philipp Lahm aveva già affrontato questo tema nel suo libro uscito a fine agosto scorso, Der feine Unterschied: Wie man heute Spitzenfußballer wird (in italiano: Una piccola differenza: come si diventa grandi calciatori), dove ha espresso la sua preoccupazione riguardo il coming out di un calciatore della Bundesliga: “Ho paura che si arrivi a quello che è successo al calciatore professionista inglese Justin Fashanu che, dopo aver dichiarato pubblicamente la sua omosessualità, si è sentito talmente preso di mira e sotto pressione che poi si è suicidato”. Fashanu è stato il primo calciatore a compiere questo gesto e si è tolto la vita nel 1998.
IL MIO MATRIMONIO NON E’ UNA COPERTURA - Philipp, nel suo libro di 269 pagine spiega anche che il suo dichiararsi etero e il matrimonio con Claudia non sono stratagemmi per mettere coprire il fatto che lui in realtà sia gay. Infatti, ha aggiunto che le voci sulla sua presunta omosessualità non lo toccano minimamente e che non ha niente contro i gay: “L’omosessualità non è qualcosa di sbagliato o compromettente secondo me, però mi stupisce sempre molto come persone con una storia del genere possano avere una tale influenza sull’opinione pubblica”.
L’IMPEGNO CONTRO L’OMOFOBIA - In passato Lahm si è sempre impegnato molto perché ci fosse un pari trattamento per i calciatori omosessuali. Nel 2007 ha rilasciato un’intervista a un giornale gay in cui ha dichiarato: “Se un mio compagno di squadra è gay, per me le cose non cambiano, resta sempre un mio compagno e non lo tratto di certo in modo diverso solo perchè è gay.” Per il suo impegno in questo senso, gli è stato conferito nel 2008 il Tolerantia-Preis. (di Giulia D Amato) Questo articolo ha ricevuto 2266 visite.
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