Il doppiatore Luca Ward rettifica Panorama: 'Sì ai matrimoni gay e alle adozioni'
“Fatemi doppiare chiunque, ma non un gay” è un titolo che ha ghiacciato tutti, ma ha ghiacciato me per primo. Quando ho aperto il giornale ho detto (affranto): ma cosa hanno fatto?"
Luca Ward, attore e doppiatore, voce tra gli altri di Russell Crowe, Samuel L. Jackson e Robert Downey Jr, negli ultimi giorni si è attirato aspre critiche da parte della comunità lgbt a causa di una sua intervista uscita su Panorama intitolata Luca Ward: fatemi doppiare chiunque, ma non un gay. Perché? “Sono troppo etero, non ce la faccio proprio”. Affermazioni che mi suonavano tanto fastidiose quanto assurde, anche se in Italia siamo abituati a molto peggio. Allora abbiamo chiesto a Luca Ward se voleva fare un’intervista per Voglio Sposare Tiziano ferro .it. Viste le dichiarazioni, ci aspettavamo un muro, e invece ha invitato subito me e Matteo al centro di doppiaggio di Roma dove sta lavorando: “Sono discorsi delicati che non mi piace fare al telefono o via mail” ha spiegato, “ma ho molto da dire”. Quando arriviamo sta dirigendo il doppiaggio di una serie tv americana, ci sono di mezzo degli alieni ma la giovane protagonista dice che ci può pensare tranquillamente lei. Salutiamo a bassa voce per non disturbare l’attrice che sta doppiando e la ragazzina che vuole salvare il mondo. Luca Ward ci accoglie con un sorriso ed estrema gentilezza, ci chiede di dargli del tu. È alto, disponibile e desideroso di poter chiarire le sue affermazioni…
Quando su Panorama sono apparse le tue dichiarazioni, è come se al tuo segnale si fosse scatenato l’inferno. Citazione dovuta.
(Ride)
Com’è andata?
“Fatemi doppiare chiunque, ma non un gay” è un titolo che ha ghiacciato tutti, ma ha ghiacciato me per primo. Quando ho aperto il giornale ho detto (affranto): ma cosa hanno fatto? Non è questo quello che io intendevo. Io ho raccontato del lavoro su Amici complici amanti, un film dell’88, mi pare. Al doppiaggio eravamo attori sia etero sia gay, e ci siamo divertiti tutti quanti insieme. Io facevo Ed, quello che sembrava un po’ un cowboy, bello biondo fico. All’inizio non accetta la sua omosessualità, si sposa con una donna, ma alla fine torna dal suo amato. E dissi: “Quando il mio personaggio parla lo faccio io, però quando c’è una scena di sesso la fa il direttore di doppiaggio, perché lui è il responsabile”. Ma era un gioco, in un contesto scherzoso. Scherzi da leggio, li chiamiamo. Da lì a dire “Sono troppo etero per doppiare un gay” ce ne passa! Quel film lo abbiamo fatto fra l’altro in un clima, mi ricordo, molto bello. Alcuni colleghi di quel periodo non ci sono più, ed erano gay, come Roberto Del Giudice [storico doppiatore di Lupin III, n.d.A.] Sergio Di Stefano [che è stato la voce tra l’altro del Dr. House, n.d.A.]… Si respirava un’aria di contentezza, perché il cinema finalmente affrontava questo tema in un bel film, molto delicato, fatto a regola d’arte per quanto mi riguarda, ma anche secondo i miei colleghi omosessuali.
Sì, è un cult. Quindi come te lo sei spiegato il titolo di Panorama?
Se sfoglio e vedo: “Luca Ward, la voce di Sherlock Holmes”, ‘sti cavoli, non lo leggo. Ma se c’è scritto “Obama è frocio”, dico per dire, lo leggono tutti. Cos’è che ha detto Luca Ward?! Credo che da parte del giornale ci sia stato…
…un doppiaggio malriuscito.
(Ride) Mi auguro, come già mi hanno promesso, che verrà pubblicata su Panorama una rettifica, ma si sa che in questi casi i tempi sono molto lunghi.
Come hai reagito alle critiche? Ci sono stati commenti anche violenti da parte della comunità lgbt. Ti hanno ferito?
Sono andato a leggere molti blog, articoli, commenti su facebook. No, non mi hanno ferito. Perché ho capito. Ci sta. Ho capito il punto di vista. Ci sta tutto. I miei colleghi omosessuali, che sanno come la penso in realtà, si sono fatti una risata, e mi hanno detto: “Mi sa che ti stanno massacrando per quel titolo!”. Chi invece non mi conosce o mi conosce solo come la voce di, o come attore, giustamente si è sentito colpito. Quando ho visto l’articolo di Panorama, è allora che mi sono dispiaciuto tantissimo.
C’è la prova del nove. Per toglierci ogni dubbio, te lo chiedo chiaramente. Sai che Russell Crowe, forse l’attore con cui più viene identificata la tua voce grazie a Il Gladiatore, ha interpretato nel 1994 un bel personaggio gay in The Sum of Us? Film australiano in cui, lo dico a beneficio dei miei lettori e anche delle mie lettrici che lo vogliono recuperare, per un momento si vede il sedere dell’attore. E in più di un’occasione bacia un uomo. È uscito in Italia solo in versione sottotitolata. Se ti proponessero di doppiarlo, cosa risponderesti?
Immediatamente! Subito!
Anche perché di personaggi gay ne hai doppiati e molti…
Esatto! Basta guardare la mia filmografia, ci sono un’infinità di personaggi gay. Primo fra tutti…
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