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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Michael Bublé su Vanity Fair: «Mia moglie pensava che fossi gay»
Michael Bublé su Vanity Fair: «Mia moglie pensava che fossi gay»
Lei, Luisana, non parlava inglese. Lui non sapeva lo spagnolo. Così, una sera, è nato l'equivoco. "oggi siamo contenti di essere una famiglia"
Lunedì 05 Dicembre 2011
di Vanity Fair
in Spettacoli

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A Michael Bublé non vanno giù due cose. La prima è la definizione di crooner perché, al di là del lusinghiero paragone con Frank Sinatra, «sa di vecchio». Ora che è uscito Christmas, il nuovo album in cui reinterpreta canzoni natalizie tradizionali, sa però che sarà ancora più difficile togliersi di dosso l'aura di cantante romantico e rétro che lo avvolge. La seconda cosa che lo irrita è il fatto che, a furia di cantare grandi classici del passato da Georgia on my mind in giù, vendendo 27 milioni di dischi nel mondo, sia da anni considerato «Mr NiceGuy», il bravo ragazzo per eccellenza, l'idolo insomma delle nonne.

Di una cosa, invece, dice di essere contento: di aver messo la testa a posto negli ultimi tempi. Almeno nella vita sentimentale: donnaiolo pentito, aveva fatto notizia la fine dolorosa della storia d'amore con Emily Blunt, ma oggi Bublé è un uomo con la fede al dito. Due anni fa ha conosciuto Luisana Lopilato, modella da urlo e star delle soap opera in Argentina. All'inizio lei non parlava inglese, lui non sapeva una parola di spagnolo, poi alla fine il problema linguistico lo hanno superato entrambi e lo scorso marzo si sono sposati.

Mentre vi sposavate, vi svaligiavano la casa in Argentina. «Il bello è che si è saputo subito, per cui le persone venivano da noi dicendoci "congratulazioni" e "ci dispiace" nello stesso tempo».

Poi la luna di miele... con i paparazzi. «Già, una cosa molto intima. Per il resto, è stata una luna di miele come tutte le altre: abbiamo litigato. Il quarto giorno, a un certo punto, ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: "Ma che cosa abbiamo fatto?". Era tutto vero, era così pesante, eravamo marito e moglie. Ci siamo spaventati così tanto che abbiamo cominciato a urlarci addosso (ride)».

E poi? «E poi è passato il momento e oggi siamo contenti di essere una famiglia. Certo, litighiamo ancora, ma adesso siamo più tolleranti (...) Qualche tempo fa, quando ero in tour, ogni notte, le scrivevo una lettera per raccontarle la mia giornata e dirle quanto ci tenevo a lei».

L'ha conquistata così? «No, all'inizio pensava che fossi gay...».

Si spieghi meglio. «Quando un discografico me la presentò, dopo un concerto, lei era con un tale di nome Rodrigo, un tizio bellissimo che sembrava Brad Pitt. Io pensavo che stessero insieme, dunque mi misi a parlare solo con lui, anche perché Luisana non parlava inglese. Alla fine viene fuori che non stanno insieme, ma nel frattempo io mi ero ubriacato passando un'ora a parlare fitto fitto con Rodrigo, dandogli gran pacche sulle spalle».

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